''Questa televisione e' vecchia e mostra tutte le sue rughe'', con fiction superate, proliferazione di reality e informazione trasformata in gossip. E' quanto lamenta Carlo Freccero, ex direttore di Raidue - nel corso di un'intervista su 'L'espresso' domani in edicola - per il quale, pero', ''questo suo autunno cosi' triste da andropausa somiglia molto a quello dell'intero Paese e i motivi non vanno cercati nella tv ma in altre cause, che non tocca a me chiarire''. In ogni caso, ''il pubblico della tv italiana e' quello di un Paese che secondo dati Censis ha 17 milioni di abitanti che a stento hanno superato la scuola dell'obbligo''.
Per Freccero, ''lo specchio del Paese e' anche la produzione di fiction di prima generazione, cioe' vecchie, superate; prodotte per esempio da Ettore Bernabei, che e' il padre della tv anni Sessanta'' mentre di 'seconda generazione' sono ''tutti i serial americani prodotti per le tv a pagamento: da prototipi come 'Sex and the city' a 'Lost' o 'Desperate Housewives': qui c'e' struttura narrativa e visiva molto complessa, che nasce anche dalla necessita' del marketing di garantire un'ulteriore vita in dvd dopo il passaggio tv. Non a caso raccolgono un pubblico piu' giovane e, nati per le pay tv, finiscono per colonizzare la tv generalista''.