Sky - Mediaset: vertice su digitale e diritti tv

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Fonte: La Stampa

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Televisione
  sabato, 30 giugno 2007
 00:00
In sei intorno al tavolo a parlare di televisione, scenari, politiche industriali e di concorrenza. Con un invito dell’illustre ospite: non facciamo diventare la questione dei diritti tv una guerra di prezzi. Villa San Martino, Arcore. Nella magione di lusso di Silvio Berlusconi arriva Rupert Murdoch, il magnate australiano a capo di NewsCorp che in Italia controlla Sky. Il quale, dopo gli incontri romani del giorno prima - che lo hanno visto a confronto, tra l’altro, con il premier Romano Prodi e con il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni -, seguiti da una cena milanese con manager come Paolo Scaroni (Eni), Fulvio Conti (Enel), Stefano Parisi (Fastweb) e Pietro Guindani (Vodafone), con Berlusconi ha potuto parlare anche d’affari.

Alla colazione, durata circa un’ora e mezza, hanno partecipato oltre al magnate e al Cavaliere, anche l’amministratore di Sky Italia, Tom Mockridge, il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri e il vicepresidente Pier Silvio Berlusconi. A fare da trait d’union, amico di entrambi gli interlocutori, il finanziere tunisino Tarak Ben Ammar, in questi giorni impegnatissimo anche sul fronte Mediobanca.

Un incontro programmato quasi per caso, quello con Berlusconi, così come quasi casuale è stata la visita in Italia, «ricavata» in una sosta nel viaggio di ritorno a New York da Varsavia. Ma per Murdoch, impegnato nella conquista del Wall Street Journal, è stata l’occasione per fare il punto sullo sviluppo del business nel nostro Paese. E, giusto per l’occasione, fare risollevare qualche voce sull’ingresso di Murdoch nel capitale del Biscione, sfiorato già nel riassetto del ‘95 e nel ‘98, quando le trattative si interruppero con un nulla di fatto.

Sul tavolo dei commensali, oltre alle considerazioni sui cambiamenti dell’informazione a livello planetario (il magnate è totalmente a favore dello sviluppo online dei giornali) sarebbero state poste anche questioni, diciamo così, più minimal ma importanti per gli equilibri di Sky in Italia. Così come a Gentiloni Murdoch aveva chiesto più concorrenza e apertura del mercato, a Berlusconi e ai vertici Mediaset Murdoch avrebbe parlato dei nuovi scenari che si aprono con il digitale terrestre e avrebbe proposto non certo un cartello, ma un gentleman agreement sulla questione dell’acquisto dei diritti tv per sport e cinema.

Da quando l’Antitrust Europeo ha posto stringenti paletti all’attività di Sky in occasione della fusione tra Tele+ e Stream, il boccino delle contrattazioni è spesso in mano a Mediaset, che al contrario di Sky può acquistare i diritti per tutte le piattaforme (etere, digitale terrestre e satellitare). In vista della prossima stagione, per il calcio ci sarà un solo banco di prova: l’acquisto dei diritti satellitari per il Napoli, promosso in A. Per Sky è opportuno che Mediaset non apra un asta, ora come in futuro quando in ballo ci saranno i diritti di altre squadre. Così come per il cinema, vitale per Sky, solo complementare per Mediaset. Insomma: niente guerra sui prezzi, please.
 
Francesco Spini
per "La Stampa"

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