Nonostante questo ruolo centrale, fino ad oggi gli installatori hanno faticato a vedere riconosciuta la propria funzione nelle sedi istituzionali e allo stesso tempo si trovano ad affrontare molteplici ostacoli, quali la mancanza di adeguate predisposizioni per gli impianti, anche nelle case di nuova costruzione, e il fenomeno dell'abusivismo, favorito dalla carenza di controlli.
Per quanto riguarda il primo aspetto, l'installatore di antenne e sistemi di ricezione è a tutti gli effetti un garante del diritto costituzionale dei cittadini all'informazione, ma troppe volte questo diritto non viene rispettato per problemi di distribuzione del segnale, nonostante la normativa italiana riconosca il cosiddetto "diritto di antenna" fin dal 1940, un'indicazione - questa - ribadita e rafforzata con svariati provvedimenti fino all'epoca recente. Troppe volte tuttavia l'installatore viene coinvolto in un progetto solo quando la costruzione dell'edificio è ormai ultimata, trovandosi a confronto con una predisposizione agli impianti assente o comunque inadeguata, con il risultato di imporre agli utenti costosi lavori di modifica oppure lo sfruttamento di servitù che sono sì previste dalla legge, ma troppe volte fonte di controversie tra i proprietari di immobili di uno stesso edificio. Il rischio diventa così quello di scoraggiare l'adozione delle nuove tecnologie, proprio quando occorrerebbe accelerarne la diffusione.
In questo contesto di grande responsabilità, ma anche criticità, per gli installatori non mancano tuttavia le iniziative e i segnali positivi, come è emerso in occasione di Sat Expo. Tra le prime, ad esempio, è da ricordare la guida CEI 64-100/1, rivolta a progettisti e imprese di costruzione e contenente tutte le indicazioni utili per la messa in opera di una corretta predisposizione per gli impianti di ricezione.
Ma segnali incoraggianti sono venuti anche dall'intervento di chiusura dell'on. Vimercati: "Il Governo conferma la propria attenzione e disponibilità al dialogo con le categorie. A conferma di questo, siamo pronti a riprendere già nelle prossime settimane il confronto con gli installatori sulle problematiche emerse in occasione del convegno. Il tema dei diritti è centrale e occorre collegarlo al progresso tecnologico per evitare che i cittadini siano visti come meri consumatori. Occorre trovare a questo riguardo un punto di equilibrio, anche rivedendo la normativa affinchè l'impiantistica di base sia prevista da una precisa regolamentazione, oltre che armonizzando i regolamenti comunali.
È necessario inoltre formulare una definizione giuridica degli installatori che riconosca l'evoluzione del loro ruolo e allo stesso tempo combattere il lavoro nero, che in questo settore costituisce un elemento discorsivo della concorrenza. Solo così sarà possibile creare condizioni di mercato che consentano alle aziende di competere contando su regole certe, in un clima di generale fiducia tra imprese e consumatori".