E' quanto sostiene dalle colonne de La Repubblica Alessandro Penati, sottolineando come il tetto del 45% ai ricavi pubblicitari e il trasferimento di Rete4 al digitale, con lo scopo di ridurre la posizione dominante di Mediaset nel settore pubblicitario, siano strumenti inefficaci in quanto si creera' un eccesso di domanda per gli spazi nei programmi di maggiore successo, con la conseguenza che Mediaset potra' aumentare il prezzo degli spot: "meno pubblicita', ma margini unitari piu' elevati".
"Il provvedimento", spiega Penati, "favorisce Rai e Sky. Potendo contare sul canone e sugli abbonamenti, potranno intercettare, assieme a La7 (tv del gruppo T.I.Media, ndr), la pubblicita' in eccesso di Mediaset, senza violare i limiti normativi, e senza alcun incentivo a ridurre i prezzi. Il costo della pubblicita' in tv rischia pertanto di aumentare: strano risultato per una legge antitrust."
Secondo Penati, inoltre, "il vetusto sogno di un terzo polo non ci sara' mai", dal momento che in Italia la televisione generalista e' un mercato "saturo e stagnante", mentre i consumi crescono poco e la popolazione invecchia rapidamente, "una combinazione letale per la pubblicita'".
Quanto all'obiettivo di far rifluire maggiori risorse dalla tv alla carta stampata perseguito dalla legge Gentiloni, "e' velleitario e inefficace". Per Penati dunque "si poteva fare diversamente: bisognava puntare su separazione del servizio pubblico e privatizzazione della Rai che, avendo utenti, competenze e programmi, potrebbe sottrarre subito pubblicita' a Mediaset; ma con le armi della concorrenza. E bisognava accelerare la transizione al digitale".
"Il modo piu' efficace", conclude Penati, "per aprire un mercato saturo a nuovi operatori, e aumentare la concorrenza tra i vecchi, e' sfruttare una nuova tecnologia"