Contenuti di TiMedia: le strategie future di Dall'Orto

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Fonte: Borsa & Finanza

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Televisione
  sabato, 16 giugno 2007
 00:00
Il bicchiere, per Telecom Italia Media, a se­conda di come lo si guarda è mezzo pieno (o mezzo vuoto).

Importante è la crescita del gi­ro d'affari: nei prossimi tre anni l'azienda prevede un incremento medio dei ricavi del 25% che dovrebbe, poi, permettere di raggiunge­re il mol positivo nel 2009.

Una spinta su que­sto fronte, Campo Dall'Orto se l'aspetta an­che dal Ddl Gentiloni: TiMedia infatti, seppur con una previsione molto prudente, ha stimano in circa 40 milioni il fatturato «aggiuntivo» che potrebbe liberarsi se il Disegno di legge superasse le forche caudine del Parlamento.

Logo Telecom Italia MediaUn tetto più basso sulle quote di mercato pubblicitario libererebbe spazi necessari a far crescere l'advertising, per esempio, su La7. Anche se, su questo fronte, Campo Dal­l'Orto sottolinea con forza un aspetto: «La legge deve estendere i limiti sull'affollamen­to pubblicitario anche alla Rai».

Solo in que­sto modo si potrà evitare un semplice «trava­so» di quote di mercato da Mediaset alla Tv di Stato.

A TUTTA MULTIMEDIALITÀ. Tutto si ri­duce, insomma, a «sperare» nella Gentiloni? Ovviamente no. Anche grazie alla presenza di un canale di musica (legato ad un pubbli­co giovane) come Mtv, il multimediale è un punto che Campo Dall'Orto considera fonda­mentale per espandere business.

Già, la mul­timedialità: ma cosa vuol dire per TiMedia?
«Noi abbiamo una for­te presenza su Internet. Penso, per esempio, alla community di Mtv. che conta circa un milione di utenti free, e dove la fonte dei rica­vi è la pubblicità on line».

Semplici banner?
Non solo. Legato al canale tv Qoob, per esempio, esiste in rete l'omonimo sito che conta circa 200mila visitatori. «Un luogo do­ve utenti "creativi" di fascia alta inseriscono, e si scambiano, video e informazioni, a breve, avvieremo un progetto con l'Istituto europeo di design (Ied) che attraverso spazi ad hoc, riuscirà ad interagire con gli utenti del sito. Permettendogli, poi, di scovare sog­getti interessati ai suoi corsi.

LA IPTV. Ma non è solo internet classico. Un'altra gamba della multimedialità è la tv che corre sul web. TiMedia è «competence center» per Telecom Italia (TI) nella IpTv e nella televisione sul cellulare.

Un atout rile­vante, perché contare sulle potenzialità distribuitive della rete di TI non è poco. TiMe­dia sta già offrendo programmi ad Alice ho­me tv (come, per esempio, l'Americàs Gip) e, in futuro, i contenuti aumenteranno sem­pre più.

«Stiamo costruendo l'offerta. In autunno avremo un pacchetto assolu­tamente competitivo»

Il manager non si sbi­lancia oltre. Ma si può immaginare che, dopo l'estate, chi si abbonerà ad Alice home tv po­trà ricevere in lineare i canali free Mediaset e Rai. Questo perché, probabilmente, ci sarà la possibilità (attraverso un set top box ibrido) di integrare il digitale terrestre con la tv via web targata Telecom. Cui si aggiungerà, im­mediatamente, il video on demand sui film.

E, successivamente, altre forme più sofistica­te di televisione interattiva
«A breve lanceremo una nuova community, una sorta di my-space, dal nome Flux. Potremo portarla an­che sulla IpTv. Si tratta, comunque, di uno step successivo che non vedrà la luce prima della metà del 2008». 

Il fatto di lavorare per Telecom Italia non impedisce comunque a Campo Dall'Orto di cercare altri clienti cui vendere la propria mercanzia
«In quanto me­dia company focalizzata su una distribuzione quanto più ampia possibile abbiamo da vari anni accordi con altri operatori come Fastweb e, più recentemente, Joost e Babelgum (l'ultima creatura di Silvio Scaglia, ndr)».

Insomma, il manager vuole sfruttare al massimo le potenzialità del suo gruppo. E, in tal senso, vanno interpretate anche le ri­flessioni che TiMedia porta avanti con la con­trollante TI sulla tv mobile.
«Dobbiamo adat­tare sia i format sia i contenuti sulla fruizione mobile».

In che senso?
«Pensiamo, ad esem­pio, a un canale Mtv dove il logo, troppo pic­colo per lo screen del cellulare, appaia a tut­to schermo per qualche attimo. Analogamen­te faremo per le scritte che scorrono in sovra-impressione durante i video musicali».

Rispet­to ai contenuti, invece, le news saranno foca­lizzate su contenuti più forti: l'audience giovanile richiede notizie che attirino l'attenzione.
«Per interderci: sono maggiormente seguite immagini di un concerto piuttosto che la news del lancio di un nuovo album».
Estratto di un articolo
di Vittorio Carlini
per "Borsa & Finanza"

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