«Gli incentivi per le famiglie con un reddito inferiore ai 15 mila euro l'anno per l'acquisto del decoder non sono assistenzialismo ma un atto obbligatorio e tutti devono avere accesso ai contributi». Lo ha affermato il sottosegretario alla comunicazione Paolo Romani al convegno Adiconsum "Dalla TV analogica alla Tv digitale: rischi e vantaggi per il consumatore".
Intervistato sui nuovi provvedimenti appena presi per la transizione alla Tv digitale, il ministro ha spiegato che «abbiamo definito un calendario dove diremo al cittadino che lo switch-off si farà regione per regione, dando dei contributi alle fasce più povere, per poter acquistare il decoder per vedere la Tv digitale».
Quali i vantaggi per il consumatore?
«che si moltiplica per cinque la possibilità di vedere la televisione, ci potrà essere un palinsesto fatto dagli utenti e dai cittadini e non solo imposto, quindi ci saranno migliori contenuti, canali tematici; ci sarà la possibilità, per coloro che vogliono fabbricare dei contenuti di avere il costo solo dei contenuti e non anche quello dell'acquisto dei canali e delle frequenze, quindi a mio avviso ci sarà un miglioramento tecnologico incredibile, oltre al processo di interattività, che alcuni decoder possono garantire, e che a mio avviso è un inizio di trasformazione del Paese in un paese più digitale nel senso vero del termine. Quando tutti coloro che hanno un decoder e un telecomando potranno accedere all'informazione chele pubbliche amministrazioni locali possono fornire ai cittadini si avrà il senso del cambiamento».
Quale la sua opinione sul fatto che la Rai, sino ad oggi, abbia disatteso l'impegno di garantire la neutralità tecnologica, garantire cioè il segnale sia sul digitale terrestre che sul satellite. Un impegno presente nel contratto di servizio?
«Non è esatto, nel contratto di servizio c'è la previsione che la rai faccia la trasformazione da analogico a digitale, il satellite potrebbe subentrare, è un accordo che stanno firmando in questi giorni, laddove è difficile raggiungere le case dei cittadini con il digitale terrestre, e quindi si usa il segnale satellitare in digitale nelle aree marginali».
Per voi il satellite è solo un supporto alle aree marginali?
«noi siamo indifferenti, nel senso che non siamo noi che patrociniamo il satellite. E' una nuova piattaforma satellitare ma siccome il processo digitale passa attraverso l'interattività. Nel satellite l'interattività non c'è, e quindi noi tendiamo a privilegiare il digitale terrestre»
Perché è interattivo?
«Perché è interattivo, certo».
Articolo tratto
da Adiconsum Tv