Intervista a Pier Silvio Berlusconi: ''Chiudere i rapporti con Sky? Vedremo....'

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Fonte: Il Sole 24 Ore

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Digitale Terrestre
  venerdì, 30 gennaio 2009
 00:00
La guerra della televisione non verrà mai dichiarata ufficialmente.

Almeno da Mediaset, e da Pier Silvio Berlusconi. Ma non servono proclami per chi - come Mediaset e Sky - ogni giorno si contende in Italia abbonati e pubblicità. Scontri in campo aperto, l'ultimo sull'aumento dell'Iva dal 10% al 20% per gli abbonamenti alla tv.

Pier Silvio Berlusconi, 39 anni, vicepresidente di Mediaset e figlio di Silvio, proprietario del gruppo del Biscione, se la cava così: «La concorrenza è una cosa, la guerra un'altra». Ma intanto studia come stare anche su un suo satellite, "scendendo" da Sky, per completare l'attacco.

Mediaset ha deciso dì accollarsi l'aumento dell'Iva sugli abbonamenti decisa dal Governo. C'è qualcosa di più oltre al marketing, un po' furbo per differenziarvi da Sky?
Non è un'operazione di facciata, tanto è vero che abbiamo riflettuto a lungo prima di prendere una decisione. Oggi la maggior parte dei nostri clienti acquista programmi in modalità pay per view, che hanno sempre avuto l'Iva al 20 per cento. Ma Mediaset sta puntando con decisione sugli abbonamenti e quindi sia dal 2000 e sempre pìù in futuro, l'impatto della nuova tassazione sarà piuttosto pesante.

In dicembre gli abbonati alla pay di Mediaset erano quasi 230mila. Oggi si parla di mezzo milione. Conferma?
Guardi, per prudenza preferiamo non dare dati puntuali. Ma non le nascondo che siamo oltre i 600mila clienti fissi. E continuiamo a crescere.

Fatto un rapido calcolo l'Iva sui vostri abbonamenti vale circa 10 milioni di euro. Per Sky siamo oltre i 200 milioni. L'impatto è diverso.
Certo che per Sky, pronti via, l'impatto è maggiore: la pay è il loro core business. Ma Sky ha già raggiunto il punto di pareggio ed era del tutto logico che per loro terminasse la riduzione dell'Iva. Noi invece siamo in pieno start up, se c'è qualcuno che avrebbe avuto bisogno di una tassazione agevolata è proprio Mediaset. Il nostro business pian prevedeva l'Iva al 10%, eppure visto il successo manteniamo le stime di break-even al 2010. Ma comunque vada non scaricheremo la nuova Iva sui nostri clienti. Ho il massimo rispetto per Sky. Ma abbiamo trovato davvero fuori luogo la reazione scomposta di Sky che ha fatto grande confusione tra una decisione del Governo e la concorrenza con Mediaset. E poi è troppo comodo al primo mancato privilegio buttarla in politica e tirare in ballo il conflitto di interessi e il presidente del Consiglio.

Che è fondatore e proprietario di Mediaset. Una situazione che nel mondo, oltre all'Italia, si è verificata solo nella Thailandia di Thaksin Shinawatra.
Per rispondere seccamente posso dire che anche le ultime elezioni hanno dimostrato che per gli italiani il presunto conflitto di interessi non è un problema. Ma se vogliamo parlare di anomalie, potrei sottolineare come l'unico monopolista in Italia sia Sky, sul satellite e fino a pochissimo tempo fa anche in tutto il mercato della pay tv. Noi quindi con Premium stiamo ancora una volta rompendo un monopolio, e questo dovrebbe essere apprezzato.

Ma allora Sky, come ha detto suo padre a Fiorello, è il nemico?
Ma sono battute. Per noi Sky non è un nemico, altrimenti non continueremmo a vendere loro contenuti come il Grande fratello, le big del calcio e persino il canale Mediaset Plus. E poi forse mio padre, scherzando, non si riferiva al rapporto tra Mediaset e Sky, ma alle crisi di nervi di Sky contro il Governo.

In Sardegna i dati successivi allo switch off, lo spegnimento del segnale analogico, vi davano in forte calo.
C'è stato di sicuro un problema tecnico, determinato dal campione Auditel non ancora tarato sui singoli ascolti regionali. Oggi, con due mesi in più a disposizione, i dati di audience sono molto vicini alle nostre previsioni. C'è stata, è vero, con il passaggio al digitale terrestre, un'erosione degli ascolti delle tv generaliste: noi sulle tre reti - Canale 5, Italia 1 e Rete 4 - perdiamo circa il 2% che tuttavia recuperiamo in buona parte con Boing e Iris. E in più, secondo le nostre stime, con la pay di Premium arriviamo anche a guadagnare qualcosina.

Ma Sardegna a parte, l'arrivo di Sky vi ha tolto ascolti in Italia?
Ho la responsabilità della tv Mediaset dal 2000. In questi nove anni, nonostante una concorrenza sempre maggiore, dal satellite al digitale terrestre, Mediaset sul target commerciale dell'intero giorno è passata dal 45,0% al 41,8% e in prima serata dal 43,8% al 42,6%, un'erosione contenuta. Alla Rai è andata molto peggio, ma questo non ci riguarda. Dire che abbiamo tenuto bene è poco: la tv generalista italiana è molto forte.

Dopo il calcio in pay per view, con le schede prepagate, siete passati agli abbonamenti. Ora attaccate Sky sul suo terreno, il satellite, assieme a Rai e Telecom Italia Media. Siete pronti per partire con la nuova piattaforma satellitare?
L'iniziativa Tivù Sat nasce per garantire la visione delle reti free anche a chi il segnale terrestre non arriva. E poi noi, Rai e Telecom dobbiamo valorizzare gli investimenti che abbiamo fatto sulla piattaforma universale del futuro. Per questo da giugno manderemo anche sul satellite, con un nuovo bouquet, tutti i canali gratuiti del digitale terrestre.

Un nuovo decoder, un nuovo telecomando, la prima piattaforma alternativa a Sky sul satellite. Ma i sette canali storici, quelli Rai, i tre vostri e La7 resteranno anche sul satellite di Sky?
È presto per parlarne.

Volete "scendere" da Sky?
Non c'è niente di deciso, niente di niente.

Ma potendo "scendereste" anche domani, o no?
Ci sarebbero rischi e vantaggi. Possibili effetti sui nostri ascolti da valutare bene ma anche un netto impoverimento dell'appeal del bouquet di Sky. Per ora il problema non si pone.

State studiando anche la pay via satellite? È il logico approdo della vostra strategia oltre che l'ultima riserva di Sky?
Oggi non è argomento di lavoro.

Nel 2008 sarete probabilmente l'unica tv commerciale del mondo a chiudere con ricavi pubblicitari in crescita. Siete bravi o avete un forte appoggio politico?
Abbiamo lavorato molto bene sulla qualità degli ascolti. Siamo molto diversi dalla Rai. In Italia nel target commerciale in pratica non abbiamo concorrenti. Voglio poi aggiungere che, per fortuna, la situazione italiana non è grave come quella di altri Paesi europei. In Italia il sistema finanziario e l'economia reale hanno risentito meno della situazione internazionale, almeno fino ad oggi. Ma con il perdurare della crisi globale anche in Italia sarà sempre più dura. Quanto a Mediaset, di sicuro siamo in condizione di difendere al meglio le nostre quote di mercato.

Luca Veronese
per "Il Sole 24 Ore"

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