- Area 1 (Lombardia, Piemonte orientale + prov. di Parma e Piacenza);
- Area 2 (Veneto, Friuli V.G., Emilia Romagna + prov. di Mantova);
- Area 3 (Liguria).
Nella riunione del CNID del 21 gennaio scorso è stato inoltre deciso di procedere con lo switchover solo nell'aera 1, mentre per le aree 2 e 3 si faranno solo gli switch-off. Martedì scorso la task force unificata delle aree del nord Italia, riunita a Roma presso il MSE-Comunicazioni, ha approvato il cronoprogramma delle attività da svolgere e la pianificazione della campagna di comunicazione relativa allo switch-over dell'area 1.
Nel corso della riunione sono state trattate le problematiche relative a: antennisti, assistenza nei punti vendita della grande distribuzione in relazione alle caratteristiche dei decoder, numero verde ministero, problematiche relative agli impianti delle comunità montane, ecc.
Anche per i cittadini residenti nella grande area del nord sono stati confermati i contributi per l'acquisto del decoder (50 euro ai soggetti over 65 anni con max 10 mila euro di reddito ed in regola con il pagamento del canone Rai). Per la gestione dei contributi ministeriali per la pubblicità che faranno le Tv locali - pari a circa €12 milioni per le tre aree - il Ministero affiderà alla FUB - Fondazione Ugo Bordoni (come è già avvenuto in Campania) lo sviluppo della campagna di comunicazione - che partirà il 10 aprile e si concluderà il 17 maggio - e la distribuzione dei contributi alle emittenti che manderanno in onda gli spot.
I partecipanti alla riunione - tra cui era presente una rappresentanza della FRT - hanno unanimemente concordato che un ruolo fondamentale dovrà essere svolto dalle regioni e dagli enti locali sia nella comunicazione sia nel mettere a disposizione risorse a sostegno del grosso sacrificio che, soprattutto le tv locali dovranno affrontare.