"Come noto, la legge di stabilità 2011 ha destinato ai servizi di comunicazione elettronica mobili in larga banda 9 frequenze (canali 61-69 Uhf) originariamente destinate alle tv locali, riducendo, quindi, da 27 a 18 le risorse frequenziali per il comparto locale. L'assegnazione di tali frequenze ai suddetti servizi in larga banda avverrà sulla base di una gara i cui introiti sono destinati ad acquisire risorse per il bilancio dello Stato. E' tuttavia inaccettabile - ha proseguito Rossignoli - che mentre è stata prevista tale gara, con introiti per lo Stato, allo stesso tempo è imminente l'avvio del beauty contest per l'assegnazione a titolo gratuito delle 6 frequenze (5 Dvb-t e una Dvb-h) del cosiddetto "dividendo interno", con possibilità per gli attuali operatori nazionali di partecipare a tale beauty contest (nei termini e nei limiti di cui alla delibera n. 497/10/CONS della Agcom). Se tali frequenze non venissero assegnate gratuitamente - ha aggiunto Rossignoli - lo Stato probabilmente ricaverebbe introiti superiori a quelli realizzabili dalla cessione delle frequenze 61- 69 Uhf già assegnate alle tv locali nelle regioni dove è stato completato il processo di digitalizzazione.
AERANTI-CORALLO dunque - ha concluso Rossignoli - chiede un riesame dell'intera problematica che, oltre a penalizzare in modo insostenibile il settore televisivo locale, sta causando un inaccettabile ritardo all'intero processo di digitalizzazione."