10 anni. Tanti ne sono passati dall'inizio della guerra in Iraq. "Rainews 24 i riflettori sull'Iraq del dopo Saddam li ha lasciati sempre accesi. Come all news, abbiamo continuato a raccontare quel che in Iraq è successo anche dopo. Ma lo faremo in modo particolare, nel tentativo - dice il direttore di Rainews 24 Monica Maggioni - di illuminare una storia che 10 anni dopo è un disastro per gli iracheni e che interessa sempre meno l'occidente, nonostante gli attentati pressoché quotidiani, le difficoltà del Paese, la difficile situazione economica, la negazione di alcuni diritti fondamentali".
Rainews 24 dedica così, nella giornata del 20 marzo, ampi spazi del palinsesto a questo decennale.
A partire dalle 7 della mattina Monica Maggioni, che ha raccontato la guerra in Iraq, sarà in studio con il giornalista per immagini Silvio Giulietti, con lei in Iraq in quegli anni. Poi, ogni ora, un ricordo, un ospite, un frammento.
Nel corso della giornata saranno negli studi di Rainews 24 Giuliana Sgrena che venne rapita nel 2005 in Iraq. Nel corso della sua liberazione perse la vita Nicola Calipari; Sigfrido Ranucci, autore dell'inchiesta sull'utilizzo di armi al fosforo bianco a Falluja; il giornalista e inviato Alberto Negri; Giovanna Botteri, anche lei inviata in Iraq in quegli anni; l'analista Lucio Caracciolo, e Moisès Naìm, membro del Carnegie Endowment for International Peace e dell'International Media Council.
In serata una esclusiva, una prima assoluta italiana. Il documentario di BBC Panorama andrà in onda su Rainews24 alle 22,10: "The spies who fooled the world", (Le spie che hanno imbrogliato il mondo).Realizzato dal reporter Peter Taylor si basa su un concetto: la guerra in Iraq si è basata su una menzogna. Incuranti dei forti dubbi sull'autenticità delle armi di distruzione di massa del dittatore Saddam Hussein, Stati Uniti e Gran Bretagna hanno proseguito.Il rapporto sulle supposte armi di distruzione sarebbe in realtà un rapporto "truccato". Taylor, che sembra avere fonti di intelligence eccellenti, ha intervistato di recente il disertore iracheno noto come "Curverball" che ha ammesso di aver totalmente fabbricato le notizie secondo cui l'Iraq deteneva armi di distruzione di massa. Rapporto sul quale si basò Colin Powell, allora Segretario di Stato statunitense, nel discorso di fronte all'Onu in cui giustificava l'intervento militare.Una delle fonti che appaiono nel reportage parla di un conflitto nato da una scelta deliberata piuttosto che da una necessità. Nel reportage, l'autore chiede a una spia irachena "siamo andati in guerra basandoci su una bugia". Risponde la spia: "si".
Subito dopo, alle 23,30, il film documentario realizzato dalla stessa Monica Maggioni "Ward 54". Il racconto del ritorno dei militari statunitensi dall'Iraq. La loro incapacità di fare i conti con quello che hanno vissuto in guerra, la loro disperazione che li ha portati al suicidio.