Domani pomeriggio sul tavolo del Cda Rai il piano industriale 2013-2015 del quale, a quanto si apprende, verranno votate solo le linee guida rinviando quindi di qualche mese le azioni concrete su singoli interventi, declinati secondo 12 aree tematiche di intervento. Insomma, per la riorganizzazione funzionale gerarchica dell'Azienda c'è ancora tempo, così come per la costituzione di quattro macro aree: editoriale, finanziaria, corporate e supporto, tecnologica (area, quest'ultima, sotto la quale confluirebbe Rai Way).
Tornando alle linee guida contengono un'analisi della situazione attuale delle testate, delle reti, dei programmi e dei palinsesti con indicazioni che prevedono gli aggiornamenti necessari ad adeguarsi alle esigenze dell'utente messe a fuoco dall'Ufficio Marketing, che ha predisposto uno studio ad hoc con le attuali abitudini delle famiglie italiane.
Tali linee, in particolare, individuerebbero carenze, sovrapposizioni e misure per affrontare i punti deboli. Fra le cose più rimarcate ci sarebbe la situazione in cui versa Rai2 che, per dirla in soldoni, non funziona e continua a non essere abbastanza giovane per linguaggio utilizzato e non solo. Poi il capitolo Rai4 che si confonde troppo con Rai Movie e Rai Gulp che va, invece, aggiornata con programmi più idonei ad intercettare le aspettative dei ragazzi (e non a caso oggi a Viale Mazzini Rai Ragazzi ha presentato una serie di novità nella programmazione). Quanto a Rai Educational e a Rai Storia sembra che si stia pensando, piuttosto, ad un canale tutto culturale.
Sul fronte della Radio, infine, c'è la volontà di integrarla totalmente nella struttura dell'Azienda e quindi la scelta di non realizzare una società autonoma. E il bilancio? Ancora non figura fra i punti all'ordine del giorno del consiglio. Intanto, però, sembrerebbe che il fatturato pubblicitario nel 2013 sarà di 650 milioni di euro rispetto alla previsione di 750 mln, o anche meno: c'è, infatti, chi ritiene che si arrivi solo a 600 mln di euro (-20%) e che il rosso si attesterà a 250 milioni di euro.
Un dato che, a ben guardare, era già contenuto nel budget 2013 diffuso il 19 dicembre scorso nel quale era scritto: «Considerando oneri finanziari per circa 10 milioni di euro e l'impatto delle imposte (essenzialmente Irap), il risultato netto della gestione ordinaria sarà negativa per circa 200 milioni di euro. Impatteranno, inoltre, sul risultato complessivo accantonamenti straordinari per circa 53 milioni di euro, legati alla costituzione di un fondo incentivazione all'esodo mirante a ridurre i costi di struttura attraverso pensionamenti anticipati di circa 600 dipendenti appartenenti a tutte le categorie professionali che hanno maturato (o eventualmente matureranno entro il 31.12.2015) i requisiti pensionistici».
Ecco quindi i circa 253 milioni di passivo che lasciano intendere anche come ai 400 dipendenti Rai che, ad oggi, hanno firmato per andare in pensione anticipata, se ne aggiungeranno altri 200.