Mediaset, e' ancora guerra con Vivendi, si muove anche la Consob

Mediaset, e' ancora guerra con Vivendi, si muove anche la Consob

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Fonte: Ansa

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Economia
  venerdì, 29 luglio 2016
 21:12

Mediaset, e' ancora guerra con Vivendi, si muove anche la ConsobLa strategia e' sottile: Vivendi, nel contestare le condizioni di acquisto di Mediaset Premium, non dice di aver analizzato per mesi conti non veritieri ma mette in discussione le stime per il futuro, in particolare la previsione di pareggio operativo nel 2018. Lo fa con un comunicato a Borsa aperta, che scatena la reazione di Mediaset, la cui dura posizione era stata gia' chiarita da Marina Berlusconi in una lettera al 'Corriere della Sera'. E il pesante calo del titolo del Biscione, che ha ceduto oltre l'8% con chiusura ai minimi da un anno e mezzo, ha portato la Consob a seguire da vicino la situazione.

Insomma e' ancora guerra aperta tra il gruppo media guidato da Vincent Bolloré e quello fondato da Silvio Berlusconi. Con Fininvest - anch'essa pronta a cause legali - che ha mosso il presidente: «Sappiamo che il mondo degli affari ha le sue dure regole, che la legge del mercato può essere spietata, ma sempre di regole e di leggi si tratta: tutt'altra cosa e' il capitalismo cannibalesco che prospera grazie alla distruzione di ricchezza altrui. e' come una metastasi che si nutre della parte sana del corpo», afferma Marina Berlusconi a proposito dell'«incredibile voltafaccia di Vincent Bolloré e di Vivendi». Il disaccordo «riguarda il business plan di Mediaset Premium», che secondo le analisi del gruppo francese «si basa su ipotesi irrealistiche» nel fissare al 2018 il limite per il ritorno all'equilibrio operativo, ripete Vivendi, che cita nuovamente un rapporto di due diligence stilato da Deloitte a inizio giugno. Come in ogni intervento sulla questione i francesi chiudono dicendo di «auspicare un accordo con Mediaset, con la discussione che resta dunque aperta».

Bisogna vedere che accoglienza trova quest'istanza nel mondo Berlusconi, dove la sorpresa per come si sono messe le cose e' notevole. Sulla bonta' del contratto e dell'alleanza che si stava delineando nessuno ha dubbi: non si capisce cosa sia cambiato e soprattutto si temono i metodi emersi, con i francesi che fanno sapere informalmente di non puntare in nessun modo al controllo del gruppo italiano e questo non fa che aumentare i sospetti. Il problema e' che rimanere appesi a una simile situazione e' impossibile: Mediaset ha riconsolidato Premium con pesanti effetti sui conti, tanto che quasi tutti gli analisti - tranne Mediobanca - hanno effettuato 'downgrade' sul Biscione. Vivendi sa benissimo che il contratto firmato e' vincolante e quindi potrebbe voler sedersi al tavolo della trattativa, che comunque ci sara', da altre posizioni di forza.

Per ora comunque ci si affida agli avvocati: lo studio Chiomenti per Mediaset, Carnelutti per Vivendi. Sono gli stessi che hanno lungamente discusso il contratto firmato in aprile, nel quale non sono state previste penali a testimonianza che entrambi sapevano quanto l'alleanza fosse strategica, anche a livello azionario. Ma fu firmato un patto parasociale che dice molto sui timori, gia' allora, di Mediaset: per tre anni dal closing Vivendi non avrebbe potuto salire direttamente o indirettamente oltre il 5% del gruppo italiano. Insomma, ci si era cautelati, solo che questo contratto non entrera' mai in vigore.

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