Mediaset blinda controllo, prove di pace con Vivendi.

Mediaset blinda controllo, prove di pace con Vivendi.

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Fonte: Ansa

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Economia
  venerdì, 15 dicembre 2017
 06:00

Mediaset blinda controllo, prove di pace con Vivendi. Mediaset 'blinda' le regole di nomina del Cda e Vivendi non si oppone, con gli analisti che vedono prove di pace tra i due gruppi anche se un accordo generale non appare ancora imminente. Le difficolta' tecniche sono infatti enormi, a cominciare dalla quota del Biscione di quasi il 30% in mano ai francesi e al rischio che si verifichino condizioni di 'concerto' che obbligherebbero all'Opa. E gli ostacoli strategici sono anche superiori: alla fine al quadro al quale hanno lavorato i legali devono dire si' sia Berlusconi sia Bolloré: non e' un passaggio scontato, con Vivendi che contemporaneamente gioca con il governo la partita sulla rete di Tim, nella quale nessuno sviluppo sarebbe escluso. In ogni caso l'imminente assemblea straordinaria di Mediaset non dovrebbe avere problemi a modificare l'articolo 17 dello statuto sulle regole di nomina del Cda che finora permettevano un'ampia rappresentanza delle minoranze, dando invece proporzionalmente piu' spazio all'azionista di controllo. La proposta del board del Biscione prevede un minimo di sette e un massimo di 15 consiglieri (oggi sono 17), la possibilita' per il Cda di presentare una propria lista di candidati e la nomina del board attraverso un sistema a liste bloccate invece del sistema a quozienti.

Di fatto le minoranze avranno meno consiglieri, ma la terza lista avra' sicuramente un rappresentante. I fondi sono intenzionati a votare contro, ma l'annunciata mancata partecipazione di Vivendi all'assise permettera' quasi certamente di far passare la proposta senza particolari problemi, con gli analisti che dipingono la scelta come una conferma del buon esito delle trattative per la pace. Secondo Equita si e' infatti di fronte a «un segnale distensivo», mentre per Mediobanca securities «apparentemente ci stiamo avvicinando alla fine della saga». Intermonte punta invece maggiormente sulle stime del mercato pubblicitario, mettendo in rilievo i dati Nielsen secondo i quali ottobre e' stato difficile per il Biscione (-7,9% anno su anno) come peraltro anticipato dai suoi manager, con stime pero' di forte ripresa in novembre e un risultato complessivo forse positivo per l'intero 2017. Ma la partita per la soluzione della contesa nata dal mancato acquisto di Premium va molto oltre le stime sulla raccolta pubblicitaria e tocca anche Tim, che presto dovrebbe varare la joint venture 'media' con Canal+ alla quale Mediaset potra' fornire contenuti, primo tassello dell'intesa allo studio. E sulla societa' Tlc proseguono i contatti tra il nuovo amministratore delegato di Tim, il governo e anche l'Autorita' delle Comunicazioni. Il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda, parlando del suo incontro con Amos Genish, spiega infatti che l'a.d. «non ha escluso proprio nulla» sulle ipotesi per la rete, aggiungendo che si tratta «di un processo corretto e trasparente: ci siamo dati appuntamento a gennaio per rivederci, il lavoro si deve concludere entro febbraio», aggiunge Calenda.

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