History (canale 407 di Sky) presenta KARASTORIA, in onda sabato 6 novembre alle 15:10, la storia d'Italia raccontata attraverso le note di melodie entrate a far parte del nostro immaginario collettivo. I brani sono visibili e scaricabili sul sito di History www.historychannel.it .
KARASTORIA propone un viaggio nel tempo attraverso alcuni dei più celebri motivi della tradizione italiana: 10 brani indimenticabili per rievocare i momenti chiave degli ultimi due secoli della storia del nostro Paese.
Brevi pillole di 5 minuti in cui, come in un vero e proprio Karaoke "storico", gli utenti possono ascoltare le canzoni nelle loro esecuzioni originali o più celebri e canticchiarle mentre il testo del brano scorre in sovraimpressione su immagini dell'epoca. Ma non finisce qui. A svelare i retroscena delle canzoni protagoniste di Karastoria, interviene lo storico della musica Felice Liperi che contestualizza ogni brano nell'appropriata cornice storica svelando curiosità e aneddoti sul contesto da cui le canzoni hanno tratto origine e di cui sono diventate uno dei simboli.
Bella ciao - Canzone tradizionale di origine slava diventata nel tempo un canto di risaia popolarissimo nella versione di Giovanna Darfini. In seguito la canzone è stata adottata dai combattenti della resistenza dell'Appennino tosco-emiliano. Uno degli elementi che l'ha resa popolare è il forte senso di libertà.
Giovinezza - La celebre marcetta fascista, scritta da Nino Oxilia e musicata da Giuseppe Blanc, nasce nel 1909 con il titolo "Il Commiato", come canto goliardico di addio agli studi. Per i suoi cenni nazionalistici e marziali è ripresa dagli Arditi nella Prima Guerra Mondiale e poi accompagna l'impresa di Fiume del poeta Gabriele D'Annunzio. Raggiunge grande popolarità quando diviene l'inno del Partito Fascista. Da allora è eseguita in tutte le manifestazioni pubbliche tenute dopo la marcia di Roma.
Le altre canzoni protagoniste di Karastoria:
Inno di Mameli - Il Canto degli Italiani, meglio conosciuto come Inno di Mameli: scritto nell'autunno del 1847 dall'allora ventenne, studente e patriota genovese Goffredo Mameli, e musicato poco dopo a Torino da un altro genovese, Michele Novaro. Il 12 ottobre 1946 l'Inno di Mameli venne adottato, in via provvisoria, come inno nazionale della Repubblica Italiana.
Funiculì-Funiculà - Canzone del 1880 commissionata per promuovere la funicolare che raggiungeva la sommità del Vesuvio. Scritta da Giuseppe Turco e musicata da Luigi Denza, viene considerata come l'atto di nascita della canzone napoletana moderna.
Mamma mia dammi cento lire - Canzone della tradizione popolare del Nord Italia dell'Ottocento. Di autore ignoto, si dice sia stata ispirata dalla ballata la "Maledizione della madre". Dall'unità d'Italia furono diversi milioni gli italiani emigrati all'estero e questa canzone, che ne racconta l'epopea, ne diventò il simbolo. Mamma mia dammi cento lire rappresenta infatti con il naufragio, la sofferenza del distacco dalla famiglia e dalle cose care. Della canzone si ricorda per l'elaborazione vocale realizzata dal quartetto Cetra.
Quel mazzolin di fiori - E' tra le canzoni più popolari della nostra tradizione ma la sua origine è totalmente ignota. Tipica dell'arco alpino, racconta la storia di una donna abbandonata. La sua struttura a cori e controcanti ne ha favorito l'ampia diffusione.
Barcarolo romano - Nasce dalla fantasia di Romolo Balzani, il principale autore di stornelli e canzoni in romanesco. Racconta di una donna suicida per amore e del pentimento del suo ex amante. Nel 1926 con questa canzone Balzani vince la festa di San Giovanni, il più importante concorso canoro della città, che si svolgeva nelle principali osterie romane. E' uno dei capolavori della canzone romanesca moderna.
Internazionale - È la canzone più famosa del mondo socialista e comunista. Scritta in Francia dopo la repressione della comune di Parigi nel 1871, era inizialmente cantata sulla musica della Marsigliese. Viene adottata dalla Seconda internazionale del 1889 come inno ufficiale dei lavoratori e dal 1917 al 1941 è l'inno dell'Unione Sovietica. La versione italiana nasce da un concorso indetto dal giornale satirico l'Asino nel 1901. Il premio fu vinto da un certo Bergeret, pseudonimo a cui non è mai stata data una precisa identità.
La lega - Nata in valle Padana tra 1890 e 1914 da autore anonimo, entra presto nel repertorio delle mondine. Non è un semplice canto di lavoro, ma una canzone di rivendicazione sindacale e di emancipazione femminile.
L'addio del volontario - Il testo è del fiorentino Carlo Alberto Bosi, che la scrisse nel 1848 per salutare la partenza dei volontari per la prima guerra di Indipendenza. Venne ripresa durante la prima guerra mondiale insieme a tutta la retorica risorgimentale che accompagna l'impegno bellico italiano, teso a liberare le terre irridente. La fortuna della canzone è tale che i soldati della Repubblica Sociale la rielaborarono per farne un loro inno.