Sky rinnova i diritti della Formula 1 fino al 2032:
Carlo Vanzini analizza futuro del motorsport,
crescita di Antonelli, Ferrari e rivoluzione 2026.
La stabilità di un sodalizio sportivo rappresenta un valore raro e prezioso. Sky Italia ha appena annunciato il rinnovo dell’accordo per i diritti della Formula 1, blindando la competizione motoristica più amata al mondo fino al 2032.
Per approfondire le implicazioni di questa partnership e analizzare lo stato dell'arte del circus, Carlo Vanzini, voce storica e volto di Sky Sport F1, ci ha accompagnato in un viaggio tra presente e futuro del motorsport.
Sky e Formula 1 insieme per un altro decennio. Che significato ha questo annuncio per il vostro team e per gli appassionati?
«È una notizia incredibile che sottolinea il lavoro eccezionale svolto in questi anni. Devo fare i complimenti ai nostri vertici che hanno concluso una trattativa con Formula 1 con il piacere, da entrambe le parti, di proseguire questo cammino insieme. Per noi significa continuare a vivere e raccontare un'emozione in prima persona, sentendo da vicino il sound e incrociando i grandi protagonisti. Ma è soprattutto un impegno d'onore verso i nostri abbonati. Come dico spesso, cerchiamo di portarvi in viaggio con noi, di essere una grande famiglia che vive la bellezza dello sport. Sapere di avere l'esclusiva fino al 2032 ci permette di pianificare con una forza e un'energia incredibili.»
Non si tratta però solo della massima categoria. Sky si conferma la "casa del motorsport" a 360 gradi, giusto?
«Assolutamente sì. Se pensi a una competizione motoristica, Sky ce l'ha. Continueremo a raccontare non solo le gesta dei campioni della Formula 1, ma anche la crescita dei talenti in Formula 2 e Formula 3, dove nascono i campioni di domani, oltre alla Porsche Supercup e alla Formula 1 Academy. Quest'ultima è un percorso fondamentale che speriamo ci porti presto a rivedere una donna nella massima serie; chissà, magari sarà la figlia di Mika Hakkinen, lo scopriremo strada facendo. Tutto ciò che ha un suono e un motore troverà spazio da noi per offrire agli abbonati ogni singola emozione del weekend.»
Impossibile non parlare del fenomeno del momento: Andrea Kimi Antonelli. Sta riscrivendo le gerarchie e le statistiche del motorsport italiano.
«Kimi mi sta lasciando senza parole, è quasi difficile raccontarlo per quanto è impressionante. Mercedes non lo ha scelto per caso per sostituire un sette volte campione del mondo come Lewis Hamilton; hanno investito circa venti milioni di euro per fargli fare migliaia di chilometri su macchine vecchie e circuiti diversi per essere certi che fosse pronto. E pronto lo è. Ha una freddezza disarmante: a Miami ha fatto una pole incredibile e ha gestito la pressione del campione del mondo in carica dietro di lui per tutta la gara senza sbavature. Poi, certo, nella Sprint ha preso una penalità, il che ci ricorda che ha una parte umana, altrimenti sembrerebbe davvero arrivato da un altro pianeta.»
Molti lo paragonano già ai grandi del passato e ad altri talenti multidisciplinari come Jannik Sinner. Vedi delle affinità?
«Sui paragoni bisogna essere precisi. Quando citiamo Senna o Schumacher, lo facciamo per le statistiche: tre pole consecutive dopo la prima è un dato di fatto, non un'opinione o un paragone sullo stile di guida. Per quanto riguarda Sinner, ho avuto la fortuna di intervistarlo a lungo e vedo molte affinità caratteriali con Antonelli. Entrambi hanno la tranquillità di una famiglia coesa alle spalle, un profondo rispetto per le proprie radici e una genuinità rara. Kimi è uno che se fa 100 punti festeggia mangiando le lasagne con la famiglia; è un ragazzo che vive un sogno ma resta con i piedi per terra. Molti dicono che noi giornalisti mettiamo pressione, ma la verità è che lui non la sente affatto. La pressione ce l'ha chi è lontano in classifica, non chi è leader e vive questo momento con tale naturalezza.»
In questo scenario, come si colloca la Ferrari? Il cuore dei tifosi sembra quasi diviso tra la Rossa e il giovane talento italiano.
«Speriamo in una Ferrari migliore, perché il dualismo tra la Scuderia e un pilota italiano di punta sarebbe una storia bellissima da raccontare, qualcosa che ha sempre diviso e appassionato nella storia della Formula 1. Al momento la Ferrari è lì, ma deve concretizzare. Leclerc vive questa costante frustrazione di essere il migliore degli altri, ma poi si vede sfilare davanti a rotazione Red Bull, McLaren o Mercedes. A Miami era molto arrabbiato perché ha perso punti fondamentali, ma sappiamo che c'è grande attesa per gli sviluppi del motore, che si vocifera possano arrivare in Belgio. Se il nuovo motore funzionerà come sperato, la storia del mondiale potrebbe cambiare, perché al momento il campionato è apertissimo e ogni weekend è difficile pronosticare un vincitore.»
Guardando al futuro tecnico, la Formula 1 si prepara alla rivoluzione del 2026. Qual è la tua posizione sulle nuove motorizzazioni?
«Fino al 2032 avremo il tempo di capire quale direzione prenderà la tecnologia. Si discute molto del 2026 e del bilanciamento tra motore endotermico ed elettrico. Personalmente, non sono un amante del rapporto 50/50; avrei preferito un 70/30, ma bisogna dare tempo alla Formula 1 di adattarsi. La modernità ci impone di pensare all'ibrido, come ha sottolineato anche Toto Wolff, non possiamo restare "dinosauri" legati solo alla benzina. Però va detto che le macchine attuali sono tra le più belle viste negli ultimi anni, agili e leggere, paragonabili a quelle del 2007 o del 2017.»
Infine, lo sguardo è già rivolto al Canada. Cosa dobbiamo aspettarci dal prossimo weekend di gara?
«Il Canada è una pista di motore, il che sulla carta potrebbe penalizzare un po' la Ferrari, anche se Leclerc sta facendo cose eccezionali per restare in lotta contro le Mercedes. L'anno scorso vinse Russell, ma io punto un euro su Antonelli. Se Kimi dovesse battere Russell proprio su una pista dove l'inglese è sempre andato fortissimo, sarebbe un altro colpo durissimo per la concorrenza. Il programma sarà intenso: inizieremo giovedì con le conferenze stampa, sabato avremo la Sprint e domenica la gara alle 22. Sarà un weekend di grandi emozioni, le prime di una lunghissima serie che, lo ribadisco con orgoglio, vivremo insieme su Sky fino al 2032.»
Articolo a cura di Simone Rossi
per "Digital-News.it"
(twitter: @simone__rossi)
