Sky: per quattro volte 'Campioni del Mondo!'
Tanto si urlo`, infatti, a Dortmund che a Berlino quasi ci fu il silenzio. Parte con toni sommessi Fabio Caressa, forse per l'emozione, forse per il momento solenne. Ci sono tutti: i tanti italiani accorsi a Berlino, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con il Ministro per lo Sport Giovanna Melandri, le autorita` della Fifa. La regia si addentra nell'Olympiastadion per cogliere gli ultimi momenti prima della gara, prima del verdetto del campo. 19.55: partono gli inni. Carrellata sugli azzurri concentrati e grintosi nel cantare a ritmo 'Fratelli d'Italia'. Tocca ai francesi: durante la 'Marsigliese' scorrono i volti dei calciatori francesi, quasi tutti di colore, quasi tutti oriundi da paesi lontani colonizzati dalla Francia. E proprio nello stadio che Hitler volle per le Olimpiadi del 1936 per celebrare la razza ariana... E' tempo di globalizzazione, ormai...
19.58: terminano entrambi gli inni. Ma non si puo` partire, mancano ancora due minuti alle 20.00. La camera inquadra lo scarpino dell'arbitro sul pallone con tanto di logo 'Adidas'. E' tempo di business ormai...
Partiti! A Berlino si sta per scrivere un'altra importante pagina di storia calcistica, di quelle che contano. Addio alle panoramiche, solo immagini dal basso e primi piani: sui calciatori, sull'arbitro, sulle azioni di gioco e sul pallone che rotola.
Pochi secondi dal fischio d'inizio e si sfiora la tragedia, almeno cosi` sembra dalle immagini e dai silenzi interrogativi di Caressa e Beppe Bergomi. Le telecamere stringono su uno stranito Henry che da un contatto con Fabio Cannavaro sembra aver avuto la peggio. Ma tutto passa in fretta...per fortuna di tutti. Neanche il tempo di capire cosa sia successo che la Francia si procura un rigore tanto dubbio quanto fortunoso nella realizzazione, al 7', di Zinedine Zidane. Un cucchiaio che proprio non gli si addice. Primo e unico momento in cui compare la grafica con il sondaggio per poi scomparire fino alla fine, quando decreta la vittoria ormai dell'Italia. Mentre Caressa commenta, tanto per far pubblicita` ai potenti mezzi Sky: "Queste sono le nostre telecamere, il rigore c'era e non c'era".
Passano i minuti, 12 per l'esattezza, e al 17' arriva la rete, vera, dell'Italia grazie a Marco Materazzi che volge al cielo l'inconfondibile braccio tatuato con una dedica, come si coglie dal labiale a rallentatore, alla sua mamma scomparsa quando era ancora bambino.
Entusiasmo sul campo, entusiasmo sugli spalti dove si rivede un pezzo forte di colore, la 'ola', riservata negli ultimi anni piu` alla Nazionale cantanti che a quella di calcio. Ma poco importa, l'Italia c'e`. E il duo Caressa-Bergomi pure. "Ma che ha fischiato questo qua". "Nulla". Quando l'arbitro interviene durante un'occasione italiana sotto porta francese. "Si guardano brutti", e` il commento ruspante del cronista su uno scambio di sguardi assai poco cortese tra Vieira e Gattuso. "Bisogna inventarsi qualche cosa per salvarsi" e` la considerazione per nulla trascendentale di Bergomi. E intanto non manca il solito: "Cannnaavaro! Cannnaavaro!" anche quando il difensore non fa l'eroe della situazione.
Non bastano 90 minuti, si va ai supplementari sul 1-1. La tensione e` tutta negli sguardi: quelli del Presidente Napolitano che in tribuna chiacchiera fitto fitto con il Ministro Melandri, quelli di Marcello Lippi che da' le dritte ai suoi uomini, quelli dei calciatori, stremati.
Poi arriva il momento che non t'aspetti. L'uomo temuto, da marcare a zona, a uomo, in tutti i modi possibili, l'uomo del gol, Zidane, si fa espellere per una testata sul petto a Materazzi. A gioco fermo. Ce lo mostrano le telecamere."Sotto la doccia! Sotto la doccia!" urla Caressa con rabbia. La Francia e` in 10 ma non cambia nulla. Anzi. Il tanto temuto momento dei rigori arriva. La storia, purtroppo, sembra ripetersi: "Andiamocela a giocare! Senza paura!" ancora Caressa. E se la giocano gli azzurri, fino in fondo, perche` la storia, a volte, puo` anche non ripetersi. 5 tiri, 5 gol. Esplode lo stadio, si abbracciano i 'nostri eroi', piange Cannavaro, alla sua centesima presenza con la maglia della Nazionale, Barthez si accascia impietrito. Tutto il resto da questa notte e` STORIA.