Diritti tv serie B: parlano i dirigenti delle squadre

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Fonte: Il Corriere dello Sport

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  giovedì, 06 settembre 2007
 00:00

Serie BSenza soldi - mai come questa volta - si... canta messa. Sembra un paradosso, ma è reale la possibilità che il campionato di Serie B torni al vecchio format domenicale dicendo addio a posticipi e anticipi da brivido. Una soluzione inevitabile in mancanza di un accordo ragionevole e fruttuoso dal punto di vista economico per le 22 società sempre più orfane delle grandi decadute ma sempre più compatte a difendere i propri interessi.

Archiviate le ricche e mediaticamente appetibili stagioni con Napoli, Genoa e Juve, la serie cadetta si è scoperta povera e abbandonata. E’ così apparso in maniera evidente anche l’inadeguatezza dell’accordo siglato appena un anno fa per la durata di una sola stagione. Promossi in A i grandi club, anche la precedente intesa economica per la cessione dei diritti tv è sfumata in un baleno.

Sky sarebbe disponibile a comprare le partite della B solo in presenza di un patto con le maggiori televisioni nazionali e nel frattempo i gol cadetti sono tenuti in vita solo da «90° Minuto» grazie a mamma Rai che si riappropria del suo ruolo più autentico di servizio pubblico. L’ipotesi di ricorrere a uno sciopero per la 4ª giornata è comunque dietro l’angolo, mentre gli anticipi e i posticipi serali nel cuore dell’inverno, con temperature prossime allo zero, potrebbero presto diventare un ricordo lontano.

Gare di domenica e sciopero sono al momento le uniche risposte, magari sperando che si possa tornare alla vendita collettiva dei diritti e ad una spartizione più equa delle risorse. Intanto è stata fissata per il 13 settembre a Milano un'assemblea straordinaria: all'ordine del giorno la questione dei diritti tv della B ancora invenduti. Qualcuno li comprerà?

ROBERTO BENIGNI (presidente Ascoli):
«Un film già visto. Ricordo nel recente passato un minacciato sciopero della B che poi è stato scongiurato perché non c'era unità d'intenti. Non credo che questo sia lo strumento più logico ed efficace per intavolare una seria trattativa. Penso che sarebbe compito delle istituzioni sportive e della politica di intervenire per garantire i diritti della B e gli importanti bacini d'utenza che rappresenta. L'Ascoli non si allontanerà dalla linea della maggioranza della Lega Calcio. Quanto alla B di domenica sono da sempre uno dei fautori».

FABRIZIO LUCCHESI (direttore generale Avellino):
«Nessuno si augura lo sciopero ma occorre in qualche modo riflettere. Il presidente Matarrese e Lugaresi hanno avuto una settimana di tempo in più per trovare la soluzione. Alla B non manca niente, è un prodotto importante e vanta un bacino di utenza superiore a quello della A.
Meraviglia che le tv non se ne siano rese conto».


FABRIZIO SALVATORI (ds Bologna):
«E' una situazione spiacevole, spero che si trovi presto una soluzione. La B è un torneo di tutto rispetto, non vedo perché non debba ricevere la giusta considerazione dalle tv. Non è giusto arrivare a rimedi estremi. Magari bisognava programmare alcune cose prima. Di certo senza tv non ha senso giocare anticipi e posticipi; forse si potrebbe giocare di domenica in orari diversi rispetto alla A».

GIANLUCA NANI (ds Brescia)
«Le cifre da noi richieste non devono essere considerate un capriccio ma la condizione della sopravvivenza economica della maggior parte delle società di B. Serve al più presto costituire un tavolo di concertazione presso la Lega, in cui i presidenti presentino l'istanza economica, frutto di un'analisi delle risorse ottenibili e delle spese da effettuare, senza dimenticare che a fronte della scomparsa dal torneo cadetto di squadre come Juventus, Napoli e Genoa, vi sono realtà altrettanto importanti o emergenti».

PIERO CAMILLI (presidente Grosseto):
«Sarà una stagione tribolata per il Grosseto perché mancheranno i soldi che avevamo messo a bilancio dai diritti tv. Siamo tutti sulla stessa barca. Le conseguenze negative ricadranno sui tifosi. Senza gli introiti che ci spettano è difficile rinforzare la squadra. Sciopero? La linea dura è l'unica soluzione. E' assurdo che la B debba essere trattata così».

MARIO MORONI (vice presidente Lecce):
«E' una legittima aspettativa quella di valorizzare la B. Il campionato non può fermarsi, non si risolve così la questione: sarebbe un torto ai tifosi. Vorrà dire che, in caso di mancati accordi, torneremo a giocare di domenica, tutelando gli spettatori».

GIUSEPPE MAGALINI (ds Mantova):
«Occorre una mediazione fra le esigenze delle società e l'equilibrio del sistema. Sta alle componenti istituzionali valutare poi l'impatto positivo della visibilità mediatica della B»

SERGIO GASPARIN (dg Messina):
«Si prevedeva che saremmo giunti a questa situazione, perché il campionato cadetto, privo della nobiltà garantita da Juventus, Napoli e Genoa ha perso molta appetibilità mediatica e molto potere contrattuale. E infatti l'errore è stato commesso nella passata stagione. Era il caso di valutare gli aspetti contrattuali a media e a lunga scadenza, invece di accontentarsi e chiudere per un anno solo. Ma una soluzione si troverà».

MAURIZIO RICCARDI (ad Piacenza e consigliere di Lega):
«La B vale tanto: 22 città e milioni di tifosi. E merita rispetto, lo stesso rispetto che hanno avuto le società di B lasciando la domenica alla A, giocando al sabato, perché le tv avevano garantito investimenti. Se non riusciamo a trovare un accordo, torneremo a giocare di domenica. Ma non ci si può fermare. L'importante è l’unità»

LEONARDO COVARELLI (presidente del Pisa):
«Convidiamo questa battaglia. Poi la B alla domenica riporterebbe i tifosi allo stadio. Siamo privati di contributi economici importanti. Dato che la Lega è unica non capisco perché alla B non debbano essere riconosciute cifre adeguate».

ANDREA ERMELLI (vice presidente Spezia):
«Ad oggi lo sciopero sarebbe inevitabile. Le basi di partenza tra le società di calcio e Sky sono ancora lontane. Se l'accordo sulla parte televisiva dovesse essere trovato, è scontato che si tornerebbe a giocare alla domenica. La B alla domenica si traduce in visibilità e incassi maggiori».

GIOVANNI GARDINI (dg Treviso):
«La B ha sempre prodotto un valore commerciale importante che, stranamente, ora qualcuno pensa sia ridotto ai minimi termini. La B deve avere una sua collocazione: accettammo il format del sabato perché questo torneo avesse una propria dignità e più visibilità. È quello che chiediamo».

STEFANO FANTINEL (presidente Triestina):
«La serie B vale perché ha 22 città, perché il pubblico del sabato, che fa i sacrifici per vedere la B, è lo stesso che alla domenica segue la A, perché Sky ci aveva promesso visibilità e garantito il contratto, e noi avevamo dato la disponibilità anche per format importanti. A priori c'è chi pensa sia più interessante il calcio di 5 o 6 squadre, ma anche le altre meritano rispetto: la nuova legge va in questa direzione».

SERGIO VIGNONI (direttore sportivo Vicenza):
«La Lega non deve essere egoista. I costi di gestione delle società sono ingenti e andare avanti in questo contesto è diventato difficile. Ci devono tutelare e non lo stanno facendo. Abbiamo dei doveri ma anche dei diritti. La Lega proceda come ritiene opportuno. Noi ci comporteremo di conseguenza. Giocheremo quando ci pare e venderemo i diritti alle televisioni private».

Tullio Calzone
per "Il Corriere dello Sport"

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