Golpe FederSci: ''A noi i soldi delle televisioni''

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Fonte: La Stampa

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  lunedì, 17 marzo 2008
 00:00

Dopo i successi, la rivoluzione. I trofei mondiali conquistati da Manfred Moelgg e Denise Karbon hanno dato potere economico e politico alla federsci, innescando la grande svolta orchestrata da Giovanni Morzenti. Tema scottante, la spartizione degli introiti. «Le località che ospitano la coppa del mondo dovranno versare i proventi dei diritti televisivi alla Fisi», ha annunciato il presidente.

E la proposta sta spaccando il mondo della neve. Le stazioni meglio inserite nel circuito internazionale temono di veder cancellati i privilegi derivanti da anni di storia e carisma. Si litiga come nel calcio, dove le grandi accettano malvolentieri di dividere la torta con le piccole società.

«Lo sci italiano è forte ma povero - spiega Morzenti -. Siamo senza soldi e dobbiamo trovare una soluzione. Abbiamo bisogno di aiuto e lo chiediamo alle località che ospitano gli eventi. Loro sono arrabbiati? Noi lo siamo di più. Perché atleti e tecnici rischiano di faticare come quest’anno, per allenarsi. Mi chiedo se certe stazioni vogliono davvero le gare o piuttosto i soldi».
Il braccio di ferro è partito. Cortina, la perla delle Dolomiti che punta a ospitare i Mondiali 2013, guida la fazione dissidente. Enrico Valle, il numero uno del comitato in partenza per un summit a Tokyo, spiega: «Vorrei sapere con che diritto si possa rescindere un contratto stipulato tra la Federazione, Mediapartners (ora Infront) e gli organizzatori. Non vedo perché una parte adesso dica no. Sia chiaro che alla Fisi cediamo già il 14% dei diritti commerciali. Le località rischiano. Se salta una gara, come è successo a Bormio, a pagare siamo noi». Sul no secco si posiziona anche l’Alta Badia, casa del gigante sulla mitica Gran Risa. È di poche parole il patron Marcello Varallo: «Morzenti vuole fare come l’Austria? Ma noi non siamo il paese in cui lo sci è lo sport nazionale. Altrimenti non avremmo il calcio».

Tra i favorevoli alla rivoluzione economica c’è Sestriere, che nella prossima stagione ospiterà una gara di gigante e una di slalom maschile. Giovanni Brasso, presidente della Sestrieres Spa, ne fa una questione di civiltà: «La Fisi è la casa dello sci azzurro e deve essere finanziata per garantire risultati. Dobbiamo tassarci. È un dovere nei confronti di atleti e tecnici. Ma attenzione, non deve diventare un’asta». È calato troppo presto il sipario sui trionfi e sull’annata straordinaria dellosci azzurro. L’Italia ora fa i conti e preferisce litigare.

Daniela Cotto
per "La Stampa"

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