De Luca era tornato in anticipo dalle Olimpiadi di Pechino per seguire da vicino l´esito delle trattative e organizzare di conseguenza i palinsesti per la prossima stagione calcistica.
«Qualche segnale ci aveva fatto capire che la Lega avrebbe preso altro tempo per decidere - aggiunge - ma noi nel frattempo dobbiamo decidere se fare due o quattro o cinque trasmissioni con tutto quello che comporta: studi, scenografie, giornalisti e opinionisti. A questo punto siamo costretti ad andare avanti con progetti ipotetici, e questo è folle».
La Lega ha fatto il bando solo adesso perché prima ha dovuto attendere i pareri di due autorithy (comunicazioni e concorrenza): non aveva alternative. De Luca però è preoccupato: Mediaset potrebbe "spegnere" per la prima volta una trasmissione storica come la Domenica Sportiva, di cui il direttore è stato conduttore la scorsa stagione. Gli ascolti erano stati abbastanza buoni, sul 9% medio di share, considerata la concorrenza di "Controcampo Diritto di replica" e anche il fatto che il calcio in chiaro è stato messo in crisi dal calcio-spezzatino.
Da viale Mazzini, conferma De Luca, sono arrivate «due offerte significative alla Lega: una per i diritti in esclusiva fino alle 22.30, per fare tornare in onda 'Novantesimo minuto´. E un´altra anche per la fascia di seconda serata per la 'Domenica sportiva´. Ora ci facciano sapere». La Lega adesso potrebbe proporre un nuovo pacchetto: niente chiaro sino alle 22,30.
La Rai teme davvero che finisca come tre stagioni fa quando Mediaset si prese tutto: ma la tv berlusconiana offrì per tre stagioni 185 milioni di euro, una cifra che adesso è impensabile. Matarrese si è già appellato a Gianni Letta: «Il calcio in chiaro è un diritto degli italiani». E i soldi servono anche per convincere i ventidue presidenti di B ad iniziare il loro campionato. Altrimenti è il caos.
Fulvio Bianchi
per "La Repubblica"