In Lega invece s'aspettano un altro significativo ritocco.
«Abbiamo fatto il massimo in tutti i segmenti, non a caso le nostre proposte sono di gran lunga superiori a quelle degli altri competitori».
Qual è stato il criterio?
«Siamo andati oltre il budget, considerando che gli highlight vertono sul diritto di cronaca, così sono ben pagati. Abbiamo fatto questo sforzo per andare incontro alle esigenze dei nostri telespettatori. Ma ora basta».
Perché?
«La nostra offerta è tre volte superiore a quella della concorrenza che ha messo sul piatto 10 milioni. Quindi ci auguriamo che i presidenti comprendano la nostra buona volontà. Ma sia chiaro, non prendano le cose per le lunghe. O ci danno una risposta entro mercoledì 27 o ci riteniamo liberi».
E se la Lega vendesse solo la fascia serale?
«Saremmo felici perché i telespettatori potranno vedere la Domenica Sportiva, ma non sarebbe certo colpa nostra se fossimo costretti a rinunciare a "90°". Ma sia chiaro sarebbe una scelta del calcio: per noi chiaramente forzata».
Ma la tv di Stato ha responsabilità particolari.
«Certo. E non veniamo meno ai nostri impegni. Ma non si scarichi sulla Rai la responsabilità di questa situazione».
Allora di chi è la colpa?
«Il mercato è cambiato rispetto a tre anni fa. Il valore del calcio in chiaro è stato svuotato dal successo delle tv a pagamento. Lo dicono gli ascolti e gli introiti pubbliritari. E' cambiata la logica commerciale e rispetto a certi investimenti dobbiamo essere realisti. Ad esempio per l'Olimpiade di Londra avevamo offerto 70 milioni al Ciò ma Sky ha rilanciato a 115 per l'esclusiva: ora ricompreremo dalla tv satellitare, ma a costi inferiori. Ormai è così, lo capisca anche la Lega».
per "La Gazzetta dello Sport"