Gli italiani che guarderanno i mondiali saranno 28,7 milioni, il 66% uomini, il 34% donne. Di questi il 69% avra' dai 14 ai 64 anni. Saranno mondiali tra tecnologia e convivialita': da una parte televisori a schermo piatto di ultima generazione e computer collegati ai social network e dall'altra happy hour con gli amici e familiari rigorosamente sul divano di casa.Questo il panorama sulle macrotendenze tracciato da D'Adda, Lorenzini, Vigorelli, BBDO, commissionato dal Gruppo Amadori per capire i nuovi trend e quanto sono cambiate le abitudini degli italiani mentre guardano una partita di calcio.
"L'innovazione tecnologica contribuisce ad incrementare la voglia di vedere le partite in compagnia, soprattutto in un'abitazione privata - spiega Stefano Spadini, direttore strategico di DLV BBDO - Insomma, oggi la convivialità, prevalentemente "casalinga", si sposa con l'alta tecnologia".
L'aumento delle vendite del 134% dei televisori a schermo piatto, sempre più grandi e ad alta definizione fidelizza soprattutto gli spettatori appassionati di sport. Si calcola infatti che rispetto ai 9.513.000 persone che negli ultimi 3 anni hanno visto trasmissioni televisive da una TV al plasma, si passerà quest'anno, grazie alle partite dei mondiali, a 22.272.000 persone che, preferibilmente, guarderanno le partite a casa in compagnia di amici e parenti.
Su Facebook, intanto, si moltiplicano i gruppi dedicati ai mondiali, per esempio "Guardare le partite in tv in compagnia degli amici" conta gia' 576 fan. Dalla ricerca emerge inoltre che gli Azzurri sono motivo di aggregazione per il 98% degli italiani, il 72 % preferisce la nazionale alla squadra del cuore, e rispetto alle partite di club, le partite della nazionale sono maggiormente seguite in compagnia di amici.
"Il calcio in Italia si sa - continua Spadini - e' uno sport soprattutto parlato e il divano e' il suo terreno di gioco". Il 75% degli italiani ci passa piu' di 30 minuti al giorno e ai giovani tra i 24 e i 34 anni capita spesso di mangiare sul divano. Questo scenario ha messo in moto un giro di affari delle aziende italiane nel mondo di 3 miliardi di euro.