Il fascino discreto della sciatalgia di Gigi Buffon travolge tutte le tv e la Rai in particolare, dove il malanno del portierone viene analizzato per blocchi di trasmissione che superano anche i tre quarti d'ora per volta. Da Mazzocchi troneggia il medico della Nazionale Castellacci che ripete esausto il perché e il percome decine di volte. Alla fine Bartoletti, che ha un tutore al braccio, gli chiede a che ora fa ambulatorio il giorno dopo, che avrebbe bisogno anche lui.
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La Rai ha il problema di andare in diretta con i commenti mentre le partite si stanno giocando su Sky. La scelta è quella di non dire per nessun motivo cosa sta succedendo, poi di tenere segreto il risultato anche alla fine, per salvaguardare la suspense in vista della striminzita sintesi che va in onda mezz'ora dopo. Magari qualche telespettatore ci tiene davvero, ma di questi tempi sembra il paleozoico.
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Si parla molto delle tv mondiali che starebbero dandosi da fare per oscurare il suono delle vuvuzelas. Nell'attesa, su internet girano imperdibili consigli agli utenti singoli: in pratica bisogna procurarsi un equalizzatore e poi smanettare su computer e altro trasferendoli software e così via. Senza la minima garanzia che qualcosa non vada storto e alla fine non venga silenziato tutto il resto e si sentano solo le agghiaccianti trombette.
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«Gigi Buffon si sente come se avesse un coltello infilato nel gluteo sinistro» (Il simbolismo splatter di Alessandro Alciato, Sky). «Solo le falta el gol» (Manca solo il gol, titolo entusiasta del sito di Marca, quotidiano spagnolo, a metà del secondo tempo di Spagna-Svizzera. Dopo tre minuti segna la Svizzera). «Nella clinica dove è stato visitato Buffon si curano anche il presidente Zuma e le sue innumerevoli mogli» (Alessandro Alciato, Sky). «A Milano da oggi vendono le vuvuzelas: tenetemene una da parte» (Appello ai parenti di Sabrina Gandolfi, Rai). Gianni Bezzi: «Questo portiere del Cile è proprio bravo». Mazzocchi: «Ehhh, sì, davvero bravo» (Il portiere del Cile si chiama Bravo, i due vanno avanti dieci minuti).
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A fine Cile-Honduras José Altafini dà appuntamento ai suoi fan: «A domani mattin..., cioè a domani per Argentinaaa..., eh, Argentinaaaaa......» Massimo Tecca: «Corea». Altafini: «Ecco, Corea».
Antonio Dipollina
per "La Repubblica"