"il requisito normativo "scriminante" della presenza, nel luogo ove si svolge la manifestazione, degli spettatori interessati al gioco, si pone in contraddizione con la circostanza che i giocatori, quand'anche individuati in una rosa da ridurre ulteriormente, siano preventivamente selezionati, mediante operazioni equivalenti ad un "casting" affidate a società in rapporto contrattuale con la RAI, perché tale elemento elude l'evidente scopo della disciplina in questione, che è volta a prevenire abusi eventualmente connessi a collegamenti esterni con la sede delle trasmissioni.
La scelta preventiva dei giocatori, - che intervengono proprio in tale veste nella trasmissione, divenendo spettatori solo in base a una ulteriore selezione, facente parte del gioco stesso, che li rende tali "a posteriori"-, non può quindi avvenire in base a criteri non preventivamente resi noti al pubblico e non coerenti sostanzialmente con la parità di accesso e l'imparzialità dell'organizzazione del gioco, quanto meno rispetto agli spettatori presenti.
Il meccanismo in concreto adottato per la trasmissione in discorso, infatti, può vanificare l'effettiva salvaguardia della non arbitrarietà e mancata trasparenza nella scelta dei potenziali beneficiari dei premi che la norma appresta, potendo condurre ad una distorsione nella causalità ed imparzialità nell'assegnazione dei premi [...]
Si tratta cioè di un meccanismo che potrebbe armonizzarsi con la previsione eccettuativa in parola solo se gli spettatori fossero selezionati in base a criteri preventivi ed obiettivamente verificabili, pubblicamente divulgati e razionalmente giustificabili in relazione alla "par condicio" degli aspiranti ed al concreto contenuto della trasmissione, e se, poi, i giocatori fossero ulteriormente individuati tra gli spettatori presenti in sala in base a criteri aventi omogenee caratteristiche (ad esempio sorteggio di una rosa di concorrenti da ridurre in base al meccanismo del gioco).
Stabilire le corrette modalità del gioco - prosegue l'associazione - dovrebbe essere prioritario interesse sia della Rai che del Ministero dello sviluppo economico, a cui compete la vigilanza sulle manifestazioni a premio. Questo incontro, inoltre, eviterebbe la necessità di ricorrere nuovamente a interventi giudiziari".