Vienna, il Concerto di Capodanno visto live in tutto il mondo (ma non in Italia)

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Fonte: Il Corriere della Sera

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Televisione
  venerdì, 02 gennaio 2009
 00:00
Da sei anni costretti all'autarchia di Capodanno, gli italiani che non si rassegnano al decoroso ma mesto concertino dalla Fenice di Venezia, sono costretti a inseguire via radio (benemerita RadioTre) o, se muniti di parabola, via satellite (benemerita Zdf) i dorati valzerini Straussiani dal doratissimo Musikverein di Vienna. Che, a quanto pare, continuano ad entusiasmare tutto il mondo (60 le tv e 300 le radio estere ieri collegate) tranne il direttore di Raiuno, Fabrizio Del Noce, ostinatamente e solitariamente certo della superiorità del prodotto nazionale.
 
Oltretutto quel pout pourri di Verdi, Rossini, Bellini (stavolta, dirigendo George Prètre, anche Bizet, il preludio di Carmen) ha l'impagabile merito di durare poco, un'oretta scarsa, e non andare a dar fastidio né all'Angelus del papa né al Tg di rete. Detto questo, non è che il Concerto della Fenice sia da disprezzare. Tutt'altro.
 
Sfoggiando una coccarda viola in segno di protesta contro i tagli previsti del Fus, l'Orchestra e il coro del Teatro veneziano condotti da Prétre, solisti Mariella Devia e Massimiliano Pisapia, hanno dato vita a un concerto molto gradevole ed elegante concluso con il brindisi dalla Traviata «Libiam ne' lieli calici». Un lieto momento musicale ideale per chiudere degnamente l'anno, un'alternativa di qualità agli squallidi varietà dei palinsesti del 31 dicembre. Insomma, se San Silvestro ospitasse la Fenice, Capodanno potrebbe tornare alla diretta internazionale con Vienna.
 
Dove ieri mattina Daniel Barenboim ha diretto i Wiener Philharmoniker negli immancabili valzer, polke, galop degli Strauss, ma, per la prima volta nella storia del concerto viennese, ha inserite un autore «anomalo», Joseph Haydn, di cui nel 2009 ricorre il bicentenario della morte, eseguendo il movimento finale della Sinfonia n.45-Prima del gran finale di rito, con il Bel Danubio blu e la Marcia di Radetzky. Barenboim, da sempre impegnato per il dialogo tra israeliani e palestinesi e fondatore dell'Orchestra Divan che raccoglie musicisti di entrambi paesi, ha rivolto il suo saluto augurale «urbi et orbi». «Spero che il 2009 sarè l'anno della pace nel mondo e della giustizia umana in Medio Oriente», ha auspicato. Gli applausi levatisi dalla platea del Musikverein si spera siano arrivati in tutto il mondo.
 
Giuseppina Manin
per "Il Corriere della Sera"


L'esecuzione della Marcia di Radetzky ieri a Vienna
(immagini tratte dalla ZDF)

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