Ma i casi "emblematici" della disfunzione del servizio della riscossione dei tributi per la televisione pubblica - assicurano i due legali - non finiscono qui. Tra gli aderenti all'iniziativa figurano infatti i familiari di una Sig.ra, morta da 15 anni, alla quale, presso l'ultimo domicilio, continua ad arrivare la richiesta di pagamento del canone ogni anno.
C'è pure un carabiniere Marco B., classe 1974, di Savona, che riceve il canone Rai addirittura in caserma (dove vive). E, persino, un detenuto, condannato a 18 anni di reclusione e ristretto presso il carcere di Nuoro, che ogni anno riceve presso la casa di sua proprietà a Varese la lettera della Rai.
L'azione giudiziaria, spiegano gli Avv.ti Anna Orecchioni e Giacinto Canzona, oltre ad essere gratuita e promuovibile anche personalmente (senza assistenza necessaria di un legale), mira ad ottenere l'esonero dal canone per i soggetti che rientrano di diritto nelle "fasce protette" e che lo Stato deve tutelare - ed in molti casi a dire il vero lo fa - con agevolazioni od esenzioni.