Italia-Francia, la finale di Coppa del Mondo FIFA 2006, sarà seguita in tutta la penisola italiana da oltre trenta milioni di persone, a cui bisogna aggiungere i milioni di italiani residenti all'estero. In ogni casa, in ogni bar - ma anche in ogni ufficio, per coloro che saranno al lavoro - vi sarà un mezzo di comunicazione acceso, televisione o radio che sia. Magari con il supporto di Internet e di FIFAworldcup.com, perché no!
Televisione e radio, quest'ultima soprattutto, vivono lo sport e le sue emozioni grazie alla voce dei loro cronisti, attraverso il calore e la passione trasmesse nella narrazione in diretta dell'evento. Un filo conduttore che si rincorre di casa in casa e diventa, per novanta minuti, esaltante sottofondo della vita di una nazione.
Dai tempi del primo cantore di un titolo mondiale azzurro, il mitico Nicolò Carosio, il ricordo passa, attraverso la sconfitta messicana del 1970, alla notte del Bernabeu in cui furono due fuoriclasse del microfono a narrare il trionfo dell'Italia sulla Germania Ovest. In televisione Nando Martellini che, con il suo celebre, triplice, "Campioni del Mondo!", ha segnato un'epoca. Alla radio Enrico Ameri, con il suo inconfondibile timbro di voce, al quale generazioni di italiani sono indissolubilmente legati, anche per gli innumerevoli pomeriggi domenicali trascorsi in sua compagnia con "Tutto il Calcio minuto per minuto".
Ora che i maestri non ci sono più, tocca ai loro successori. La fortuna ha baciato il bravo Marco Civoli, promettente "debuttante in Nazionale" in tv e Riccardo Cucchi alla radio. In più ci sarà Fabio Caressa per Sky, la novità nel panorama dei media italiani alla Coppa del Mondo FIFA. Abbiamo scambiato qualche chiacchiera con loro.
Avete già preparato qualcosa per un finale eventualmente positivo?
Caressa: "Non ho preparato nulla, vivrò l'emozione del momento"
Civoli: "Andrò a braccio, preferisco così"
Cucchi: "Ho qualche idea, ma forse sarà più giusto decidere all'ultimo momento".
Un ricordo, rispettivamente, di Enrico Ameri e Nando Martellini...
Cucchi: "Enrico Ameri, come Nicolò Carosio, è nella schiera dei grandi maestri della radio italiana. Ameri è irraggiungibile. Non dico che penserò a lui, ma sicuramente cercherò di rivivere le sue emozioni e di ripercorrere i suoi passi. Ho l'immensa occasione di raccontare la gara a tutti coloro che per svariati motivi non la potranno vedere".
Civoli: "Ho conosciuto Martellini quando sono entrato in RAI e lui era ormai a fine carriera, ma ho fatto in tempo ad apprezzarne le doti umane. In più ho vinto il primo premio dedicato alla sua memoria, un'enorme soddisfazione"
Caressa: "Ho intervistato due volte Martellini quando ero ad inizio carriera e ricordo perfettamente la sua telecronaca del 1982. Mi fermo qui, sono scaramantico..."