Un paradosso, ma non troppo: per vedere le partite del primo turno di Coppa Italia ( in programma il 19 agosto) potreste essere costretti a trasferirvi all'estero. Sì, perché i tempi per arrivare a un accordo che soddisfi tutti i presidenti per la trasmissione in Italia, sembra difficile da raggiungere in tempo utile, mentre su quello per l'estero i problemi sono assai minori.
Il rischio c'è, ma i contatti per evitarlo si susseguono a ritmo serrato nonostante le giornate ferragostane non siano propedeutiche alla chiusura degli affari. E alla Lega, invece, sono costretti a bussare alle porte dei vari network televisivi dopo che l'asta ( prezzo base a 26 milioni di euro) per la cessione dei diritti della Coppa Italia è andata deserta.
L'incontro di venerdì tra i dirigenti Rai e il consulente della Lega Marco
Mentre Matarrese si dedica alle questioni politiche e tiene aggiornati i presidenti dei club sugli sviluppi della vicenda, i consulenti proseguono i contatti con gli altri network anche se la sensazione è che in questa fase la Rai ( nonostante l'agitazione che regna a RaiSport culminate con le recenti dimissioni del comitato di redazione) resti l'interlocutore più "pronto" per trovare una soluzione efficace e rapida all'acquisizione dei diritti tv per la Coppa Italia.
In Lega, comunque, hanno la speranza di risolvere in tempi rapidi la questione e non solo per motivi contingenti all'evento da trasmettere: dalla prossima settimana, infatti, i tecnici di via Rosellini dovranno immergersi nell'intricata situazione dei diritti relativi al campionato di Serie B. Anche in questo caso l'interlocutore privilegiato potrebbe essere la Rai (che per altri due anni ha già i diritti per gli
Una valutazione complicata, peraltro, dal fatto che un campionato come quello di B va "venduto" nella sua globalità solo per un anno: ogni stagione, infatti, ci sono sette squadre - tra retrocessioni e promozioni - che cambiano e quindi il turnover è troppo alto perché si possa procedere a contratti plurimi. Quest'anno, poi, si aggiunge la complicazione di squadre (Juventus, Napoli e Genoa) che arrivano già "scortate" da contratti individuali.
L'anno scorso, per ovviare al problema di Napoli e Genoa che avevano ceduto i proprio diritti a Sky individualmente, la Lega di C decise una ripartizione particolare dei diritti. Tutte questioni che dovranno essere analizzate prima dell'assemblea di categoria del 24 agosto. La lega, infine, deve definire anche i criteri di cessione per i diritti collettivi sui circuiti internazionali, su Internet e per le nuove tecnologie sui telefonini.
