Presidenza della Rai che mantiene gli attuali criteri di nomina ma con piu' garanzie, riconoscimento e contributi per le tv di strada. In attesa della presentazione in Parlamento delle modifiche alla Legge Gasparri, annunciate dal Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni per settembre, sono gia' arrivate alla Camera e al Senato alcune proposte di esponenti della maggioranza e dell'opposizione che riguardano proprio alcuni aspetti interessanti dell'universo della comunicazione.
RAI - Alla figura del presidente della Rai, perche' si rafforzi il suo ruolo di garanzia, e' dedicata la proposta di legge presentata con grande tempestivita' all'inizio della legislatura dal verde Marco Boato. Nei tre articoli del progetto di legge presentato alla Camera, il deputato della maggioranza chiede modifiche all'articolo 49 della 112, la legge Gasparri, che concerne proprio il consiglio di amministrazione di Viale Mazzini, senza cambiarne pero' il meccanismo di nomina. Parte dall'esperienza 'sul campo' degli ultimi Cda, da quello di Lucia Annunziata che per prima e' stata espressione come presidente di una maggioranza politica diversa di quella a cui faceva riferimento il Cda. Con lei ricorda Boato citando le parole della stessa presidente, 'per la prima volta e' stata introdotta la 'figura di un presidente di garanzia che ha il compito, di fatto, di rappresentare l'area politica che non governa''.
Ma insieme i doveri istituzionali del servizio pubblico sono anche a tutela del pluralismo. 'Dunque sotto questo profilo istituzionale - spiega Boato - e non piu' esclusivamente politico, il ruolo di garanzia del presidente investe le funzioni del consiglio di amministrazione'.
Rimangono quindi le stesse modalita' di nomina - a maggioranza dei due terzi della Commissione di vigilanza Rai - ma la proposta Boato - all'art. 1 e 3 - stabilisce che 'le dimissioni o l'impedimento del presidente comportino la cessazione del mandato di tutti i membri del consiglio, sia nella fase transitoria sia a regime definitivo'. Mentre all'art. 2 'si introduce un limite temporale oltre il quale il mancato consenso della Commissione di vigilanza determina la decadenza dell'intero Cda della Rai', ovvero dopo sei mesi dalla costituzione del Cda. Inoltre allo stesso articolo si introducono meccanismi che impediscono, in caso di mancata nomina del presidente, una gestione a maggioranza. Ovvero si stabilisce che ogni atto varato dal consigliere anziano cui sono attribuiti i poteri in caso di vacanza del presidente, necessiti dei due terzi dei voti del Cda per esser valido. Infine si chiede che 'qualora il consigliere nominato ovvero designato a presidente del Consiglio di amministrazione non ottenga il parere favorevole della Commissione di vigilanza, egli decade conseguentemente dal proprio mandato di consigliere'.
TV DI STRADA - Diritto di esistere per le cosiddette Tv di strada, anzi di piu': una quota riservata del 10% delle frequenze in digitale terrestre e del 20% del canone Rai. Ma e' vietata ogni forma di pubblicita' e la potenza trasmissiva non deve andare oltre 0,5 watt. E' quanto vorrebbe la proposta di legge presentata al Senato il 20 giugno da Mauro Bulgarelli (Iu-Verdi-Com), dedicata a 'Disposizioni per la valorizzazione delle emittenti televisive comunitarie e di quartiere senza scopo di lucro', e gia' assegnato alla Commissione Lavori pubblici. La proposta prevede l'istituzione presso l'Agcom di un albo di questo genere di tv e presso il Ministero delle comunicazioni di un Fondo per la comunicazione, finanziato da una quota pari al 20 per cento delle entrate derivanti dal canone di abbonamento televisivo e da una quota pari all 1 per cento degli introiti derivanti alle emittenti televisive pubbliche e private, nazionali e locali, dalla raccolta pubblicitaria. Tutto questo perche', secondo Bulgarelli, le tv di strada rappresentano 'una risposta libera e democratica alla gestione 'mafiosa' delle concessioni televisive, bloccate dagli anni ottanta, garantita dall'articolo 21 della Costituzione.
Nonostante cio', chi oggi decidesse di dare vita ad una telestreet rischia da 6 mesi a un anno di reclusione. Tale situazione andrebbe immediatamente sanata dal punto di vista legislativo, prevedendo anzi dei contributi statali per coloro che decidessero di intraprendere questa strada'.
Allo stesso tema e' dedicata una seconda iniziativa legislativa presentata, sempre al Senato, da Tommaso Sodano (Rc-SE), e che ha come cofirmatari Milziade Caprili e Anna Maria Palermo della stessa formazione politica. Anche qui si chiedono frequenze radiofoniche e televisive e contributi pubblici, insomme 'Norme a tutela delle televisioni di strada''.
CANONE - Contro il canone Rai si scatena l'opposizione. Il Leghista Davide Caparini, cavalcando una sua vecchia battaglia, ha presentato il 21 luglio alla Camera un progetto di legge che propone l'abolizione del canone radiotelevisivo. Mentre Manlio Contento di An, in una proposta di legge di un solo articolo, chiede l'esenzione dal canone tv per i pensionati 'con un reddito personale annuo non superiore a 7.000 euro o con reddito cumulato a quello del coniuge non superiore a 11.500 euro'.