Ha suscitato largo interesse il progetto, al centro ieri di un colloquio tra il presidente del gruppo Adnkronos Giuseppe Marra e il direttore di Raifiction Agostino Saccà di realizzare una fiction all'insegna dell'integrazione per raccontare la storia di Hina, la ragazza pachistana uccisa dal padre nel bresciano perché voleva vivere all'occidentale e non accettava i dettami religiosi del padre-padrone.
Dalla ''Stampa'' al ''Messaggero'', da ''Libero'' al ''Mattino'' al ''Q.N'', ''Padania'' a ''Italia Oggi'' la notizia ha trovato spazio su molti quotidiani che hanno sottolineato come l'obiettivo di questa operazione sia, nelle intenzioni di Marra e Saccà, quella di fare luce sulle ''problematiche che la storia di Hina ha sollevato'', ''una serie di delicate e complesse questioni sui problemi di integrazione nei paesi occidentali di giovani, e in particolare di donne, provenienti da paesi di cultura, tradizioni e religioni diverse''.
E la proposta Adnkronos-Rai ha suscitato l'interesse anche dei politici. Per l'ex ministro delle Comunicazioni Mario Landolfi si tratta di un progetto "interessante ed attuale". Secondo il deputato di An bisogna, infatti, "ricordare che la vicenda di Hina, nonostante sia accaduta durante il mese d'agosto, ha provocato un intenso allarme sociale. Ciò significa che il problema è sentito ed un'iniziativa del genere potrebbe anche mettere in luce i problemi di un'immigrazione senza controllo''.
Poi precisa: ''L'integrazione è una meta possibile, ma non si raggiunge in un giorno. D'altronde questa ragazza è stata uccisa proprio per avere cercato un proprio modello di integrazione''.
''Più che una fiction si porterà in scena la realtà", è invece il commento del sottosegretario all'Economia Paolo Cento. "Tutto ciò che possa servire a testimoniare, a raccontare e a non far cadere nell'oblio la memoria di quanto successo è di grande utilità''. Il deputato dei Verdi si augura poi che dalla fiction possa uscire "un messaggio veritiero, in particolare sul gesto della madre, che è espressamente tornata in Italia per denunciare quanto fatto dal marito. Spero che la fiction servi anche a comprendere, senza demonizzare, una realtà complessa come quella islamica, e che aiuti all'affermazione del valore di autodeterminazione delle donne''.
Mentre Daniele Capezzone è convinto che "la conoscenza e la comprensione di storie, anche tragiche come questa, possano servire a creare nuove consapevolezze". Il segretario dei Radicali si ritiene soprattutto convinto che "oggi, sia in Medio Oriente che nei paesi occidentali, la marcia verso la democrazia, di chi ancora non l'ha potuta conoscere, passi soprattutto attraverso i diritti delle donne''.
"Un'iniziativa molto positiva" dice Giorgio Lainati (Fi) che "due grandi protagonisti del mondo della cultura e dell'informazione come la Rai e il Gruppo Adnkronos scelgano di realizzare''. Per il componente della commissione Cultura a Montecitorio ''non c'è spettacolarizzazione, ma il dovere civile e morale di chi fa cultura e informazione di spiegare ai nostri concittadini a che punto di aberrazione può condurre il fanatismo religioso islamico in un grande paese occidentale come il nostro''.
Interviene anche il consigliere d'amministrazione della Rai Gennaro Malgieri: "Realizzare una fiction sul caso di Hina Saleem mi sembra un'ottima idea, non soltanto per il clamore suscitato dal caso di cronaca ma soprattutto per i suoi risvolti sociali''.
''E' una storia - sottolinea Malgieri - che puo' contribuire a far comprendere cosa sono la diversita', la tolleranza, la convivenza e la liberta' cosi' come puo' far capire che l'accoglienza non vuol dire totale arbitrio di chi viene accolto ma accettare anche le regole del Paese accogliente. Insomma mi sembra un progetto molto interessante e spero che la Rai lo possa realizzare al piu' presto'', conclude il consigliere.
''Quella di Hina Saleem e' una storia forte che puo' essere molto suggestiva. Se fosse gia' stato celebrato il processo me ne sarei certamente occupata in una delle mie trasmissioni. E condivido l'idea che sia una storia che puo' ispirare una fiction di grande interesse''. A parlare cosi' e' la giornalista Franca Leosini, conduttrice delle trasmissioni di Raitre ''Storie Maledette'' e ''Ombre sul giallo''.
Secondo lei, ''il fatto che la fiction si ispiri sempre piu' spesso alla cronaca non nasconde soltanto una certa crisi autoriale, che sicuramente e' in atto''. ''In realta' -sottolinea la giornalista- e' un fenomeno che c'e' sempre stato: la cronaca offre degli spunti talmente forti a volte che e' inevitabile. In fondo - conclude - anche Manzoni per i Promessi Sposi si e' ispirato ad un fatto realmente accaduto''.
Anche Giuseppe Giulietti, deputato dell'Ulivo, approva la fiction su Hina: ''Saluto con soddisfazione l'iniziativa. E' sempre un fatto positivo quando il cinema, la televisione, la musica e l'arte in genere accendono i riflettori su temi sociali. Anzi, vorrei che da parte della Rai questo fosse l'inizio di produzioni dedicate alle questioni scottanti della vita associata''.
''Non esistono infatti - precisa l'esponente ulivista - temi su cui buttarsi a pesce e altri per cui girarsi dall'altra parte. In Italia, come ha gia' sottolineato il presidente della Repubblica Napolitano, si consumano le tragedie delle 'morti bianche' e dello sfruttamento del lavoro minorile. Ecco, vorrei che i riflettori si accendessero anche su questo''.
''Rispetto all'argomento specifico della fiction - aggiunge il parlamentare - io ho in odio qualunque principio di censura, anzi credo che bisognerebbe illuminare senza paura le intolleranze presenti nel mondo islamico. Quando l'opera sara' pronta daro' giudizi, sarebbe paradossale da parte mia farlo adesso''.