Sono 28 milioni gli appassionati italiani, tra i quali moltissimi tifosi della Ferrari, che rischiano seriamente di non poter assistere alle ultime e decisive corse di Formula Uno di questa stagione. Dopo il Gran premio d′Italia, infatti, in agenda a Monza per domenica 10 settembre - il circus automobilistico si trasferirà in Cina (primo ottobre a Shangai); poi sarà la volta del Giappone (8 ottobre a Suzuka); per chiudere in Brasile (22 ottobre a Interlagos). Tre Gp in Paesi che non vietano la pubblicità di sigarette sia nell′autodromo sia sulle auto, e che la Rai - detentrice dei diritti tv dell′intera manifestazione - rischia di non poter mandar in onda se il governo italiano deciderà di ottemperare, come deve, alla direttiva europea sulla pubblicità delle "bionde". La procedura contro l′Italia per "non aver adeguato correttamente l′ordinamento nazionale alla direttiva 2003/33/CE sulla pubblicità e le sponsorizzazioni dei prodotti di tabacco" risale all′aprile scorso, e vieta qualsiasi simbolo riconducibile a prodotti da fumo nella riproduzione (tra l′altro) di manifestazioni sportive. E l′assordante silenzio dell′esecutivo italiano in materia potrebbe costare un imminente deferimento davanti alla Corte di giustizia europea.
Rischio oscuramento, dunque, per la Formula Uno a partire dal primo ottobre. Un grosso problema per milioni di italiani. E un grosso problema anche per la Rai (il Gp di Istanbul trasmesso ieri da Rai Uno ha registrato il 62,09 per cento di share e nove milioni 63 mila spettatori) che per quei diritti tv nel 2006 ha investito 44 milioni e altri 45 ne ha già stanziati per il 2007. Le "rosse", dunque, costano care per un investimento - come tutti i grandi eventi sportivi - sontuosamente a perdere, a prescindere dalle prestazioni di Michael Schumacher. E non mandare in onda un solo Gp provocherebbe una perdita di 1,3 milioni di euro per le casse Sipra. Quasi quattro milioni di spot, insomma, rischiano di andare in "fumo".