Rai Sport in rivolta: tutti stanno con Varriale!
Quarantasei anni, da quindici al seguito della nazionale azzurra, conduttore di programmi di grande audience come «Sabato Sprint» e giornalista sportivo più amato dal pubblico secondo uno studio della rivista «Marketing e tv», Varriale è stato rimosso dai suoi incarichi professionali dal direttore di testata Fabrizio Maffei.
Una decisione incomprensibile dal punto di vista professionale e aggravata dal fatto che lo stesso Varriale ricopre incarichi sindacali in Rai. Un provvedimento che - come è facile immaginare - ha avuto gli stessi effetti di un terremoto del nono grado della scala Mercalli. E ha provocato una protesta «trasversale» tra I giornalisti di tutte le testate Rai. Un centinaio di loro hanno firmato una petizione nella quale chiedono al direttore Maffei di «reinserire il collega Varriale nelle trasmissioni programmate e di recedere dalle rappresaglie professionali».
Una lettera le cui adesioni continueranno a essere raccolte in ogni sede della televisione di Stato su tutto il territorio nazionale fino a metà settembre, quando la missiva sarà consegnata alla sede di viale Mazzini. La situazione è incandescente. Oggi il comitato di redazione di Raisport ha convocato un'assemblea, in cui si discuterà proprio del caso Varriale e delle iniziative da attuare per contestare le ultime decisioni prese dall'azienda. «Chiediamo risposte chiare - sottolinea la lettera indirizzata a Petruccioli e Cappon -, non solo per noi ma anche per gli abbonati che pagano il canone. Non ci saremmo aspettati un atteggiamento simile dai vertici aziendali e nemmeno che fosse tollerata la violazione dello Statuto dei lavoratori nella parte che tutela la rappresentanza sindacale. Adesso - chiudono I giornalisti Rai - bisogna tornare al più presto a una situazione di legalità».