Ecco il testo integrale della lettera che il direttore del telegiornale della rete ammiraglia ieri ha mandato ai vertici del servizio pubblico televisivo.
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Gentile Presidente, signori Consiglieri, illustrissimo Direttore Generale, poichè risulta che nelle prossime ore potreste occuparVi di me, vorrei fornirvi alcune notizie, ritenendo che, per riflettere in modo oculato sul presente e immaginare il futuro, non sia esattamente inutile conoscere nel dettaglio il passato. Per questo alla presente allego due brevi note relative ai 7 anni e mezzo in cui ho diretto il Tg2 e agli ultimi 4 e mezzo in cui ho guidato il Tg1. Mi permetto di informarvi anche del fatto che nei 20 anni trascorsi alla Rai non ho mai subito contestazioni amministrative nè disciplinari.
Nei 12 anni di direzioni ho avuto la fortuna di innovare profondamente, e con risultati riconosciuti non solo in Rai, i prodotti che mi sono stati affidati. Ho portato al massimo storico il Tg2 delle 19,45 che andava in onda con la sovrapposizione dei due giganti Tg1 e Tg5; ho realizzato la riforma del Tg2 inaugurando la nuova formula delle 20,30 anche grazie all'aiuto determinante di Giancarlo Leone; ho trasformato il Tg2 delle 13 nel più lungo telegiornale d'Europa: 30 minuti di news più i due magazine dedicati a costume-società e salute. Ho anche dato vita alle rubriche culturali dedicate a libri, cinema e musica, a un quotidiano economico (nonsolosoldi), a Tg2 net, ad una rubrica di viaggi, a eat parade; ho conquistato il raddoppio di Tg2-dossier con l'edizione domenicale.
Al Tg1 ho introdotto cinque rubriche culturali nell'edizione della notte e al mattino; restituito esclusivamente alla redazione la realizzazione degli speciali, che negli anni precedenti erano divenuti terreno di caccia quasi esclusivo di esterni, con grandi ricadute sul fronte delle spese; ho consentito la realizzazione del Tg1 della storia con Roberto Olla e, in ultimo, ho ideato e condotto il 'dopotg' che ha realizzato in prima serata ascolti eccellenti a costi risibili. Sia al Tg1 che al Tg2 ho provveduto alla completa revisione grafica. In questi 12 anni ho assunto una cinquantina di giornalisti: tutti provenienti dalle liste dei precari, con l'eccezione di un disoccupato iscritto alle liste della federazione nazionale della stampa.
Questa è la mia storia professionale in Rai. I cda hanno naturalmente il potere e il dovere di intervenire sulle aree di crisi, sulle emergenze, ma anche di innovare le linee editoriali. A me sono stati affidati due compiti: battere la concorrenza, non buttar via i quattrini dela collettività. E questo ho fatto. Rispetterò, naturalmente, qualunque decisione verrà assunta dal cda, ma allo stesso modo, chiedo il rispetto della verità ed il riconoscimento del lavoro compiuto. Le schiette dichiarazioni del vicepremier D'Alema sul Tg1, ma non solo, considerato alla stregua di un bottino di guerra dalla coalizione che ha vinto, di strettissima misura, le elezioni, non inducono certamente alla serenità.