La vittoria degli Azzurri ai Mondiali di calcio, se ha fatto esultare i tifosi italiani, non ha di certo portato bene a Mediaset. Dopo anni di crescita ininterrotta per utili e fatturato, in questo inizio d'anno la macchina del Biscione si è inceppata sui ricavi pubblicitari che, nel primo semestre dell'anno, sono risultati in calo oltre le aspettative dell'azienda. Un brutto colpo per la società presieduta da Fedele Confalonieri che, nonostante i risultati positivi della controllata spagnola Telecinco, è stata costretta a fare marcia indietro sugli obiettivi di fine anno.
Il gruppo di Cologno Monzese, a detta dei vertici dell'azienda, non riuscirà a chiudere il 2006 con un rialzo del 23% del fatturato, stimato in precedenza e tanto meno a far crescere l'utile operativo, che invece dovrebbe registrare una flessione rispetto a quello dello scorso esercizio. Sull'andamento degli introiti pubblicitari dei primi sei mesi ha influito soprattutto la battuta d'arresto del secondo trimestre, causato dalle festività pasquali, le elezioni politiche e i Mondiali di Calcio. La competizione sportiva, che ha tenuto incollati gli italiani alla televisione, è stata trasmessa dalla Rai e da Sky, i quali he non a caso, nello stesso periodo, hanno aumentato i loro ricavi.
Sui conti del gruppo di Cologno Monzese hanno poi pesato i lunghi "ponti" caduti in occasione della Pasqua. E le elezioni politiche, in prossimità delle quali si registra abitualmente una riduzione degli investimenti pubblicitari. Così il gruppo televisivo che fa capo alla famiglia Berlusconi si è trovato di fronte a risultati non proprio esaltanti: tra gennaio e giugno i ricavi pubblicitari hanno subito una contrazione dell'1,4% a 1,5 miliardi di euro, in controtendenza rispetto al progresso del 2,3% segnato nei primi tre mesi dell'anno. Praticamente fermi i ricavi consolidati, che sono ammontati invece a 1,99 miliardi (+0,7% rispetto al primo semestre 2005).
Mentre il punto più dolente è arrivato dagli utili netti, che hanno subito una contrazione del 22% sul primo semestre dello scorso anno fino a raggiungere 332,5 milioni di euro. A livello di redditività un passo indietro è stato registrato anche sul fronte del risultato operativo (ebit) che si è fermato a 651,7 milioni di euro contro i 797 dell'anno scorso, quando la società aveva però beneficiato di 43 milioni per la cessione di una quota di Telecinco.
La reazione negativa del mercato alla semestrale, diffusa martedì scorso, non si è fatta attendere a lungo. Il titolo ha perso in una sola seduta quasi il 5%, scendendo a poco più di 8 euro (19% in un anno). Una reazione meno scomposta si è avuta invece dagli analisti che, per quanto abbiano rivisto al ribasso i target di fine anno, continuano nella maggior parte dei casi a mantenere i target price delle azioni Mediaset, sopra i livelli delle ultime sedute.E' il caso per esempio degli analisti Ubs, che pur vedendo un miglioramento dei conti nel corso del terzo trimestre, ritengono, in linea con quanto comunicato dalla società, molto difficile che il gruppo di broadcasting riesca a centrare gli obiettivi di crescita di fatturato annunciati qualche mese fa.
In base ai calcoli della banca elvetica, quest'anno l'utile netto del gruppo dovrebbe attestarsi intorno ai 599 milioni di euro in contrazione rispetto ai 604 milioni dell'esercizio 2005. Per quanto rivisto al ribasso, il nuovo prezzo obiettivo del titolo è stato fissato 10,5 euro (da 11,6 euro indicati in precedenza). Il che implica un potenziale di apprezzamento del 30% circa. Secondo gli esperti di Ubs, le nuove stime della società, dovrebbero comunque portare il mercato a ridurre i target price sul titolo Mediaset tra l'8% e il 10% circa. Deutsche Bank, dal canto suo, sottolinea che il quadro non è così negativo come appare a prima vista. Il broker afferma che i risultati sono stati inferiori alle attese ma ha mantenuto a 11 euro il target price, con un giudizio che resta buy.
Più prudente invece l'ufficio studi di Jp Morgan, che ha confermato il consiglio di acquisto neutral sul titolo, con un prezzo obiettivo limato solo di poco (9,08 euro da 9,50). "Il vero motivo di delusione - scrivono gli analisti della banca d'affari in una nota - non sono stati tanto i numeri della semestrale, che si sono mostrati in linea con le nostre aspettative, quanto piuttosto le indicazioni per l'intero anno sul mercato pubblicitario italiano". Ora gli analisti si aspettano che, al massimo, i ricavi pubblicitari per l'intero 2006 registrino una variazione positiva dello 0,4% annuale, mentre nelle stime precedenti erano per una crescita del 3%.
Stesso giudizio neutral è arrivato infine da Credit Suisse First Boston. L'investment bank ha tuttavia abbassato del 10% le stime sull'utile per azione per il 2006 e il 2007 rispettivamente a 0,49 e 0,54 euro mentre il target price è indicato, anche in questo caso, al di sopra dei livelli attuali, a quota 9 euro. Se i ricavi pubblicitari in casa Mediaset sono in fase di stallo, lo stesso sembra che non si possa dire del titolo. Che a quanto pare, nonostante la delusione dei conti, ha ancora un margine di apprezzamento.