"Indignazione", "quanto di più sconveniente si possa immaginare", la "dimostrazione del fallimento legislativo". Questi alcuni dei commenti suscitati dalla partecipazione a Buona Domenica di Anna Maria Franzoni. La madre di Samuele - accusata e condannata a trent'anni in primo grado per l'omicidio del figlio, ucciso nel 2002 a Cogne, e ancora sotto processo d'appello - ha partecipato al contenitore di Canale 5 prestandosi a un'intervista della conduttrice Paola Perego, per parlare del libro La verità, da lei scritto (insieme a Gennaro De Stefano) e appena pubblicato. Il tutto, fra le 16 e le 19, in piena fascia protetta, quella in cui il Codice di autoregolamentazione tv e minori impone "un controllo particolare sia sulla programmazione sia sui promo, i trailer e la pubblicità trasmessi".
L'Osservatorio sui diritti dei minori critica "l'insensibilità" di certa televisione che "dietro il paravento del diritto all'informazione manda in onda un'intervista a una donna piangente, madre di un bimbo morto ammazzato, accusata d'infanticidio, con l'accompagnamento di Paola Perego che legge i passi salienti del libro", come quello in cui la donna racconta di "essersi ritrovata tra le mani il cervello del suo bimbo agonizzante".
Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio, sottolinea che Mediaset non ha "nemmeno aderito all'escamotage del bollino rosso", che si adotta quando il tema non è consigliabile a un pubblico di minori. "Se può andare in onda una simile pagina, da oggi in poi è superfluo denunciare le bestemmie", sostiene Marziale, che invoca l'intervento del presidente della Repubblica per sapere "se la tv sia un'isola immune dal rispetto delle leggi" e "se i minori godano di diritti reali o virtuali".
"Sconveniente" la contestualizzazione della vicenda secondo l'Associazione sociologi. Il presidente, Piero Zocconali, osserva che l'intervista si è svolta "in un contenitore dove fino a pochi secondi prima strarnazzavano le oche". "A questo punto - conclude - è chiaro il fallimento di ogni legislazione vigente e l'impotenza stessa dello Stato a farla rispettare".