Programmi proibiti: caffelatte e tv hard prima della scuola
Le pubblicità delle hot line in onda a quelle ore sulle emittenti locali, infatti, lasciano davvero poco spazio alla fantasia. Jessicah, Samantah, Deborah o Lindah (perché se non hanno la 'h' non le assumono) si dimenano via etere, mentre Marchino e Carletto ingoiano i cereali senza fare troppo storie. Per i palati più esigenti, c'é anche l'opzione live: da una parte dello schermo immagini di repertorio svelano Ursulah centimetro per centimetro, mentre dall'altra la maggiorata senza veli risponde in diretta alle richieste dei telespettatori.
Così, forse insospettiti dall'anomalo comportamento dei figli, che da un po' di tempo non facevano più tante bizze per alzarsi, o forse turbati dal vertiginoso aumento delle bollette telefoniche, molti genitori hanno deciso di controllare cosa facessero i loro frugoletti prima di andare a scuola.
La sorpresa, in molti casi, é stata amara. Così negli ultimi mesi sono piovute ben 63 segnalazioni in Regione. Partendo da questo dato, Silvia Noé e il suo staff hanno deciso di monitorare per una settimana tutte le trasmissioni in onda sulle emittenti locali dalle 5 alle 7 del mattino. Anche per loro non sono mancati i colpi di scena.
«Sette delle 17 emittenti controllate ?" nota l'esponente Udc ?" trasmettono fino alle 6 e 30 del mattino programmi dall'alto contenuto erotico: spot che invitano a chiamare numeri a pagamento o che promettono colloqui immediati con la conduttrice che, a richiesta, si fa osservare in inquadrature particolari». Con questi presupposti «non ci dobbiamo stupire di quello che leggiamo sui giornali, con ragazzine che per una decina di euro mostrano il seno o si fanno riprendere con il videofonino in posizioni hard».
La fascia protetta, per legge inizia alle 7. «Evidentemente ?" si lamenta Noé ?" non é sufficiente. Non si tratta di bigotteria: simili programmi possono risultare lesivi del buon gusto e creare seri disturbi nel corretto sviluppo dei minori». Preoccupata dall'esito dell'indagine, Noé ha deciso di rivolgersi al Corecom dell'Emilia-Romagna per accertarsi di eventuali violazioni alla normativa in materia di comunicazione e tutela dei minori. Anche perché tra quelli che hanno telefonato per ricevere le attenzioni della Luanah di turno ci sono alcuni ragazzi di 12 e 13 anni.
E la legge fa espresso divieto di fornire servizi di questo tipo a chi non sia maggiorenne. Ma contro il business degli annunci erotici, la buona volontà è come Cappuccetto Rosso al cospetto del lupo: si spazza via in un boccone. Il fatturato di alcune di queste emittenti, infatti, dipende per il 10% da questo tipo di pubblicità. Rinunciarvi in nome dell'etica, sarebbe un nobile gesto, ma senza trovare una fonte di guadagno alternativa altrettanto valida è solo utopia.