Piersilvio Berlusconi a tutto tondo nella conferenza Palinsesti Mediaset Autunno 2016

Piersilvio Berlusconi a tutto tondo nella conferenza Palinsesti Mediaset Autunno 2016

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Televisione
  martedì, 05 luglio 2016
 18:00

Piersilvio Berlusconi a tutto tondo ai Palinsesti Mediaset Autunno 2016PER PAPA' RIPRESA LUNGA MA TORNERA' FORTE, TI VOGLIO BENE -  Prima di calarsi fra nuovi programmi e dati d'ascolto, la serata di presentazione dei palinsesti autunnali 2016 di Mediaset e' stata anche occasione per un omaggio dell'ad del gruppo Pier Silvio Berlusconi al padre, reduce da un intervento cardiochirurgico, delle cui condizioni di salute ha voluto rassicurare la platea di giornalisti e talent dell'azienda. «Questa serata di presentazione e' diventata una tradizione, ma e' diventata anche un rito: per me quest'anno addirittura un rito propiziatorio», ha detto Pier Silvio. «Senza giri di parole vi voglio dire che nelle ultime settimane ho vissuto tanta tensione, legata a una persona che amo e che ha inventato e fatto crescere la nostra azienda. Ci tengo a dirvi personalmente che sta bene: la strada per la ripresa completa e' ancora lunga e sarà lunga, ma sono convinto che tornerà a essere forte come prima e piu' di prima: papà, ti voglio bene».

IL FUTURO E' NELLA CONVERGENZA- «Il media del futuro e' la tv generalista». Pier Silvio Berlusconi ha dettato in questa direzione la linea editoriale di Mediaset, presentando ieri i palinsesti autunnali del network di Cologno Monzese: «In un mercato relativamente piccolo come l'Italia sono arrivate major e multinazionali come Sky, Discovery, Paramount, tutte hanno aspirazioni da generalista: ma per fare una grande tv generalista non bastano risorse planetarie, ma competenze conquistate sul campo», ha detto l'ad di Mediaset.  L'attitudine da generalista secondo Pier Silvio Berlusconi sta anche nella capacità di raggiungere grande fette di pubblico, e i dati d'ascolto dei canali Mediaset registrati nella primavera 2016, con il 34,9% in Italia e il 32,1% in Spagna, oltre a rendere l'editore leader di ascolti nei rispettivi Paesi ne fa l'unico privato europeo a sforare il 30%, al pari di BBC e Rai: «Un orgoglio per noi, ma anche per il nostro Paese». Con i 9,7 milioni di ascoltatori giornalieri delle radio acquistate dal gruppo Finelco, il sistema Mediaset raggiungerebbe ora 40 milioni di italiani al giorno.

NUOVI CANALI GENERALISTI IN EUROPA - Mediaset sta pensando a una possibile presenza nella tv generalista in nuovi mercati europei oltre a quelli già presidiati di Italia e Spagna. Lo ha affermato il vicepresidente e amministratore delegato Pier Silvio Berlusconi a margine della presentazione dei nuovi palinsesti televisivi del gruppo di Cologno Monzese. 'Ci stiamo guardando in giro sulla televisione free in Francia, Germania e Uk per canali da creare o da acquistare. Per il momento sono solo pensieri di sviluppo' ha detto. Verso queste linee strategiche, ha spiegato l'imprenditore, potrebbero essere indirizzati investimenti con le risorse derivanti dalla cessione della pay-tv: 'Di dossier di sviluppo sul tavolo ne abbiamo. Puo' darsi che una parte della plusvalenza si usi per quello e una parte per i dividendi' ha aggiunto. Sulle previsioni di una cedola relativa all'esercizio 2016 migliore rispetto ai 0,02 euro distribuiti agli azionisti a maggio Berlusconi non si e' sbilanciato: 'e' troppo presto per dirlo. Non lo escludo, ma stiamo parlando di qualcosa che avviene nella primavera 2017'.  «La convergenza tra pay-tv e telefonia e' il futuro e abbiamo cosi' disegnato il futuro (di Premium e di Mediaset, ndr) che se arriva in fondo e' quasi perfetto». Lo ha detto Pier Silvio Berlusconi, amministratore delegato di Mediaset parlando dell'alleanza con Vivendi. «Infinity rimane in casa Mediaset - ricorda Berlusconi - Oggi ha 600 mila utenti ma e' un business molto piccolo in Italia, dove anche Netflix fa fatica». «Creare un polo pan-europeo fa parte dell'accordo, questi sono i primi passi, come unificare le attività in Italia, Francia, Spagna e Germania ma se ne parlerà concretamente a primavera 2017» aggiunge. «In un mercato piccolo come quello italiano le pay-tv e le telco si dovrebbero incrociare, ha senso e già credo che Vivendi lo stia facendo, essendo il gruppo che controlla il 25% di Telecom e controlla anche Canal+».

NON CAMBIAMO CONDIZIONI VENDITA PREMIUM -  'Non cambia niente' nelle condizioni pattuite con Vivendi per il passaggio della pay-tv Premium ai francesi. Lo ha puntualizzato Pier Silvio Berlusconi, vicepresidente e amministratore delegato di Mediaset, nel corso della conferenza stampa di presentazione dei palinsesti tv autunnali. L'intesa preliminare prevede uno scambio azionario tra Mediaset e Vivendi del 3,5% del capitale delle rispettive società e il passaggio del 100% di Premium al gruppo presieduto da Vincent Bollore'. 'Sin dall'inizio dell'accordo con Vivendi, loro hanno comprato in una condizione di Premium che era quella. Dentro c'erano i soldi della vendita della quota a Telefonica e nulla e' cambiato' ha aggiunto spiegando dunque che Premium in base agli accordi si ritroverà una cassa di circa 120 milioni. Il completamento dell'operazione e' previsto entro il 30 settembre e il management di Mediaset non si e' sbilanciato su tempi piu' ravvicinati: 'I tempi sono piu' nelle mani dell'Antitrust che nelle nostre - ha detto Berlusconi - La confirmatory due diligence e' stata fatta. Dipende dall'Antitrust' 'Premium e' in linea con i piani che prevedono il break even al terzo anno - ha poi aggiunto l'amministratore delegato commentando le perdite della pay-tv che, dopo il rosso da 83 milioni nel 2015, si sono attestate a 63 milioni nel solo primo trimestre 2016 - Siamo in linea con i ricavi e la spesa media mensile per cliente (Arpu) e' cresciuta di 3 euro. Gli abbonati sono sempre sopra i 2 milioni. La Champions League in particolare sarà a break even già quest'anno, casomai e' il rinnovo dei diritti del campionato di Serie A, che ci e' costato un aumento a fronte di minori partite trasmesse, che sta sbilanciando i numeri'. Berlusconi ha nuovamente rivendicato la scelta strategica di puntare sulla tv a pagamento: 'All'inizio sembrava ci fosse spazio per due operatori pay in Italia. Poi e' successo quello che e' successo ma guai se non avessimo fatto Premium: non sarebbe diventata quello che ora speriamo diventi. Penso che possa ora crescere in un gruppo che ha due asset, Canal+ in Francia e Telecom in Italia. Premium deve fare un passo in piu' con l'ingresso in un gruppo piu' grande e con la convergenza con una telco' - Dopo una perdita di circa 60 milioni nei primi tre mesi sulle attese per l'intero 2016 Pier Silvio Berlusconi dice «come eravamo in linea nel primo trimestre anche oggi con il secondo siamo in linea sul piano» ricordando che «la prossima campagna abbonati parte dopo gli europei» di calcio. Il piano, ricorda, prevede un «break even al terzo anno». «In termini di abbonati siamo in linea, sopra i 2 milioni e superiore di 3 euro per abbonato l'Arpu». Gli accordi con Vivendi, ha precisato rispondendo a una domanda in merito, non prevedono impegni o vincoli sui diritti della Champions. «e' un momento delicato di passaggio di un' azienda» ha concluso

2016 PUBBLICITARIO PARTITO BENE -  «Dopo un 2015 di su e giu', il 2016 e' partito bene, sono 13 mesi in cui la pubblicità continua lentamente a crescere». E quindi, dice l'a.d di Mediaset Pier Silvio Berlusconi, in occasione della presentazione del nuovo palinsesto, «macchine avanti! Investiamo in innovazione e sulle reti». Nel primo semestre la crescita della pubblicità vede Mediaset «vicinissimi al 4%» dice Berlusconi e «se si tiene conto delle previsioni mercato verso 2,5-3%, sia il mercato che Mediaset sta facendo meglio». «Fino a qualche giorno fa ero ottimista sulla chiusura del semestre ma e' difficile avere visibilità». Se le stime degli analisti indicano una crescita del 2,5% «penso faremo meglio» risponde Berlusconi.

PUNTIAMO SUI BIG, DALLA DE FILIPPI A BONOLIS - Maria De Filippi ha firmato per altri 5 anni con Mediaset: si tratta di un contratto in esclusiva per l'artista, mentre la casa di produzione, Fascino, in società fra lei e il gruppo del Biscione, potrà continuare a produrre fuori da Cologno Monzese. A confermare la notizia, già annunciata, e' stato Pier Silvio Berlusconi, che durante la presentazione dei palinsesti autunnali Mediaset ha specificato anche alcuni dettagli della vicenda: «Nego che Maria De Filippi abbia avuto importanti offerte da altri editori concorrenti non italiani, ne siamo stati informati direttamente da lei. Il nostro rapporto tra editore e produttore-artista e' strettissimo e si basa su reciproca fiducia e chiarezza». Sciolti anche i dubbi su Paolo Bonolis: «Per quanto ci riguarda e' qua fino a fine contratto - dice Pier Silvio - la prossima primavera torna 'Avanti un altro' e stiamo lavorando a progetti sul prime time: lo consideriamo una nostra risorsa per il futuro». Discorso simile per Teo Mammucari, su cui Rai2 punta come conduttore del nuovo show It's only tv, che farà le pulci al piccolo schermo: «Fino a dicembre e' qua, ma siamo convinti che resterà: stiamo parlando con lui di piu' di un programma nuovo». Il dg contenuti di Mediaset Alessandro Salem conferma poi le trattative per un ritorno della Gialappàs Band («Sono nati qui, alla Rai e' stata solo una parentesi: ci sono buonissime probabilità di finalizzare l'accordo a breve») e auspica una partecipazione di Claudio Bisio alla celebrazione per il ventennale di 'Zelig'.

CELENTANO NON SARA IN RAI - La battaglia musicale fra editori tv si fa trasversale con Celentano. Nel 2017 e' stato confermato da Mediaset l'arrivo di 'Adrian', nato come graphic novel animato su idea di Adriano Celentano e destinato a ingrandirsi come progetto in quello che il dg contenuti Alessandro Salem definisce «una grande sorpresa»: «Adriano e Mina non parteciperanno allo speciale Rai sul loro nuovo disco insieme», la frecciata di Salem. Una tenzone che comunque rimane solo televisiva anche dopo l'annuncio di Viale Mazzini del programma 'Fan Karaoke', che ricorderebbe l'americano 'Carpool Karaoke' di James Corden su Cbs, format di cui Cologno Monzese ha acquistato i diritti: «Non faremo causa alla Rai - dice Salem -. Non abbiamo intenzione di fare un programma simile al loro né ora, né nell'immediato futuro»

ORA GIOCHIAMO D'ATTACCO - «La tv non ha confini» per questo, spiega l'a.d di Mediaset Pier Silvio Berlusconi «abbiamo lavorato per creare un sistema unico: la novità di quest'anno e' che abbiamo anche costruito il primo polo radiofonico in Italia, mezzo vivo e complementare alla tv», inoltre ricorda l'accordo Vivendi e i suoi «progetti ambiziosi che rispondono allo strapotere degli americani. Con la solidità raggiunta, presenti su tutti i mezzi e con una dimensione internazionale Mediaset e' pronta per essere sempre piu' leader» dice aprendo la serata di presentazione dei palinsesti della prossima stagione. «Vogliamo giocare all'attacco - prosegue dopo aver annunciato le numerose nuove produzioni -. La tv generalista alimenta il nostro sistema, piu' autoprodotto (nei programmi, ndr) significa piu' opportunità per tutto il sistema, piu' quantità video, piu' qualità per tematiche, piu' advertising unconventional, piu' sinergie per la radio.

CONSOLIDEREMO LE RADIO - Mediaset consoliderà il 100% delle radio acquisite, «uniremo R101 e le due radio Finelco 105 e Virgin» dice Pier Silvio Berlusconi, a.d del gruppo in occasione della presentazione dei palinsesti della nuova stagione. «Consolideremo penso di si' anche il 20% ancora di Mondadori - aggiunge - e' un accordo che dobbiamo trovare ma non sarà un problema». Quella con Radio Montecarlo invece resterà una partnership con Alberto Hazan. I ricavi pubblicitari delle radio per il 2016 «secondo un proforma sui 12 mesi - risponde Marco Giordani, direttore finanziario di Mediaset - sono attesi a 70 milioni di euro». «Per le radio abbiamo un piano in crescita di ricavi, già dal primo anno cioe' nel 2017, in forte riduzione di costi perché stiamo facendo un lavoro già oggi di efficienza e ristrutturazione abbastanza importante. Dovrebbe diventare una società che fa utile a partire dal primo anno».
 
MILAN, VIA ITALIANA E' AFFASCINANTE - «Penso (che quello di oggi con tanti giocatori giovani e italiani, ndr) sia un Milan dove ci sia molto molto da lavorare, una squadra che debba essere, ahime', profondamente rivista. Mi sembra che oggi come oggi, per una questione di tempi e competizione con dei giganti che hanno mezzi economici infiniti, la strada degli italiani sia forse la strada piu' giusta, quella piu' affascinante». Lo ha detto Pier Silvio Berlusconi, amministratore delegato di Mediaset ma da sempre tifoso del Milan. e' vero che da tempo non va piu' allo stadio e con il passaggio ai cinesi continuerà a guardare le partite in tv, confida, ma il motivo e' solo un amore piu' grande di quello per il calcio, il figlioletto al quale sono dedicate le domeniche: «fate voi i conti, sono sei anni, esattamente quanti ne ha lui con il quale voglio passare il piu' tempo possibile» commenta a margine della presentazione dei palinsesti Mediaset.  «Il Milan e' sempre stato prima di tutto un affare di cuore di mio padre, a cui lui si e' dedicato con energia e passione: oggi ha deciso che e' arrivato il momento di cambiare strada, che il Milan potrebbe fare meglio in mani di altri, e ha deciso per il bene della squadra». Cosi' Pier Silvio Berlusconi si e' espresso ieri durante la presentazione dei palinsesti Mediaset per spiegare le trattative che il padre ha avviato per la cessione della squadra rossonera.

RENZI, MENO TV E PIU' ATTENZIONE - «e' ora di darsi una mossa. Capisco che e' facile dirlo e criticare, un'altra cosa e' governare in un Paese come l'Italia. Pero' ogni tanto mi viene da dire: ma un po' meno comunicazione, un po' meno televisione e un po' piu' attenzione alle cose che si fanno? Sono banalità: diminuzione della pressione fiscale, riduzione della spesa pubblica vera, diamoci una mossa». e' l'invito dell'a.d di Mediaset Pier Silvio Berlusconi al premier Matteo Renzi.  «La politica e' politica, un po' come il calcio, dove ognuno ha la sua opinione. Il dibattito Nazareno, non Nazareno non mi appassiona, sarà per il momento che ho attraversato stando vicino a mio padre, ma non mi appassiona piu' di tanto. Penso, dico una cosa scontata, i Governi e anche il Governo Renzi debbano darsi una mossa e arrivare a queste benedette riforme strutturali subito, altrimenti non andiamo avanti anzi rischiamo di andare indietro» aggiunge rispondendo alle domande dei giornalisti a margine dell'evento di presentazione dei palinsesti. E il parere sul referendum «lo tengo per me, per non fare come Confalonieri e vedermi una risposta di Brunetta, sarebbe anche divertente ma lo tengo per me» dice Pier Silvio Berlusconi. A fine giugno Fedele Confalonieri, in un'intervista alla Stampa aveva disegnato uno scenario per Forza Italia piu' vicina a Matteo Renzi. «Quello che conta e' che Berlusconi e tutto il suo partito, tutta la sua gente, sono fermamente, durissimamente e con grande sorriso per il 'no' al referendum e per mandare a casa Renzi. Viva Berlusconi» aveva risposto a giro Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. «Tendo a credere ancora che lui (Renzi, ndr) veramente stia provando a fare il massimo, alcune cose le condivido, sul Job Act per esempio ha fatto qualcosa di buono, i cui effetti si iniziano a vedere» ha aggiunto Pier Silvio Berlusconi. Infine sul tema della Brexit, «non abbiamo interessi diretti in Uk - ricorda -, fino ad oggi pensavo non avrebbe avuto grandi effetti, ma ora mettendo tutto assieme comincio a temere che a medio lungo termine possa avere effetti sull'economia e di conseguenza su di noi».

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