"Musulmani d'Italia" o "Tele Ucoii"? Il programma del Dj-Ds Pierluigi Diaco che domani chiuderà i battenti ha fatto veramente incazzare i musulmani moderati. Circostanza che detta così sembrerebbe un ossimoro se i fatti non militassero dalla parte delle loro rimostranze.
Nella prima puntata c'è stato un processo in contumacia al vicedirettore del "Corriere della Sera" Magdi Allam, con Hamza Piccardo ex segretario nazionale dell'Ucoii, uno dei primi italiani a convertirsi all'Islam estremista dei Fratelli Musulmani, a fare da pubblico ministero.
La seconda puntata era dedicata alle donne islamiche d'Italia e il processo in contumacia è stato fatto alla coraggiosa Souad Sbai, presidente delle donne marocchine in Italia e membro moderato della Consulta islamica. Chiamata anche "maleducata" in trasmissione. La Sbai non ha voluto partecipare a una trappola mediatica dove le donne musulmane dovevano essere rappresentate da grottesche esibizioniste del velo. E ha anche detto che forse sporgerà querela. I pm stavolta avevano sembianze femminili, sia pure un po' travisate da veli e coperture varie. L'agit prop l'ha fatto la convertita Donatella Del Monte, responsabile muliebre sempre dell'Ucoii.
Nella terza puntata si è parlato di giovani musulmani e Diaco ha invitato i giovani sciiti filo hezbollah e un'altra volta quelli dell'Ucoii. Il tutto nella cornice di Canale Italia, tv privata in onda sulla piattaforma Sky 883, con un proprietario, Lucio Garbo, notoriamente vicino ad An, per giunta alla corrente di Maurizio Gasparri, non così remissiva con l'Islam degli estremisti.
Peraltro il programma è stato realizzato anche con la collaborazione di un bravissimo giornalista dell'Aki-Adn Kronos, Hamza Boccolini, noto per le proprie posizioni moderate nell'Islam di casa nostra. E a nessuno sfugge che Pippo Marra, che dell'Adn Kronos è il dominus, si è sempre segnalato per posizioni molto nette contro l'estremismo islamico.
Come mai allora questo pasticcio? Souad Sbai ritiene che la responsabilità maggiore vada addossata proprio a Pierluigi Diaco che da bravo ex diessino si sarebbe dimostrato più realista del re nello scegliere l'Ucoii come interlocutore privilegiato di queste prime tre puntate, sino a consegnare loro chiavi in mano le trasmissioni. Appunto Tele Ucoii. E oltre all'"islamically correct" avrebbe giocato un ruolo la voglia spasmodica di fare notizia a qualunque costo. E l'antifona di quello che sarebbe accaduto si era capita sin dalla presentazione del programma alla stampa quando proprio la coraggiosa parlamentare di An Daniela Santanchè aveva polemizzato con il programma di Diaco e con le sue scelte. E quindi implicitamente anche con i proprietari del canale televisivo vicini al suo partito.
D'altronde in An certi atteggiamenti ambigui sulla lotta alla colonizzazione perpetrata dall'estremismo islamico in Europa sono presenti da sempre, basta ricordare le ingenerose critiche dello stesso Gianfranco Fini al film di Renzo Martinelli o le posizioni più che temerariamente islamo-fasciste del cosiddetto intellettuale Pietrangelo Buttafuoco sia anni fa sul "Secolo d'Italia" sia in seguito sul "Foglio" e su "Panorama". Contro l'Islam delle prepotenze, a dirla tutta, in Italia l'unica posizione chiara è quella della Lega Nord. Gli altri sembrano dividersi tra "zecche" di sinistra e "zecche" di destra. E i famosi musulmani moderati che a parole vengono tanto incoraggiati ed evocati di fatto sono esclusi da tutti i talk show. Come a dire che se il musulmano non è filo fondamentalista e amico dei terroristi non fa notizia. O , per dirla alla romana, "in onda non ce lo volemo".
Non sarà per caso una forma di razzismo anche questa?