Fattore B: Baudo vs. Bonolis, la replica di Paolo

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Fonte: Il Corriere della Sera

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Televisione
  martedì, 06 marzo 2007
 00:00

«Mi aspettavo delle scuse da Baudo. Se arrivassero, per me il caso sarebbe chiuso».

Il fattore B, Baudo contro Bonolis, esplode. Ospite di Enrico Mentana nella puntata di ieri di «Matrix» (Canale 5) dedicata a Sanremo, Bonolis ha risposto alle critiche e alle battute del conduttore dell'ultimo Festival.

Nei giorni scorsi Pippo, scocciato dalle voci (non smentite dal direttore di Raiuno Del Noce) di un ritorno di Bonolis alla manifestazione musicale, lo aveva chiamato de cuius (defunto) ironizzando sui non entusiasmanti ascolti dei suoi programmi sulle reti Mediaset e sul suo ricchissimo ingaggio.

«Mi domando perché tutto questo», si è chiesto il volto di Canale 5.

Paolo Bonolis a SanremoMa non è stato solo quello di «Matrix» il palco scelto per mostrare le proprie ragioni.

In mattinata Paolo è stato intervistato anche da Radio Capital. «Baudo non ha sopportato che l'edizione 2005 del Festival sia stata straordinaria per qualità e ascolti — ha detto —. Il suo problema è che non accetta che possano esistere anche altri». Quindi ha ricordato che la polemica non l'ha aperta lui, ma è «stato travolto da un inutile tsunami».

A farlo arrabbiare, ha spiegato, quel poco elegante riferimento di Baudo all'influsso sugli ascolti del 2005 del caso Calipari. La cui salma atterrò in Italia durante la diretta del Festival: «Non voglio nemmeno toccare questo argomento perché è imbarazzante».

Sulla sua eventuale conduzione per il prossimo anno, Bonolis è rimasto vago: «Non lo so, è come se mi avessero chiesto se l'anno prossimo potrò partecipare a Wimbledon. Non ne ho idea». Più possibilista la posizione durante il programma di Mentana: «Qualora mi chiamassero potrei divertirmi di nuovo, ma per ora sono sotto contratto con Mediaset. Comunque mi piacerebbe farlo con Fiorello».

Bonolis ha anche cercato di sdrammatizzare la tensione. «Ho visto tre serate e a Baudo do 10.
Lo ringrazio per quello che ha fatto per la tv in questi anni, ma credo ci voglia più leggerezza: in fondo sono solo canzonette. Non stiamo lavorando alla mappatura del genoma. Dobbiamo guadagnare noi tutta la serenità di questo mondo per poterla offrire al pubblico».

Quindi il presentatore romano ha parlato più in generale di festival: «Condurlo è un grande privilegio per chiunque. E non si può dire che uno lo abbia fatto meglio o peggio di altri. Io ho avuto la fortuna di fare grandi ascolti. Ma possiamo dire che la Ventura non abbia fatto bene?

E Panariello? Ogni edizione ha i suoi prò e contro».

Quindi un'analisi della sua esperienza: «Baudo me la contestò subito dicendo che non  c'e era stato nulla ai importante musicalmente. Non è vero: fu quello l'anno dei Negramaro e Povia. E credo che l'idea della gara, oggi considerata un'ignominia, fosse buona».

Conclusione ironica. «Il mio ultimo figlio è nato lo stesso giorno di Baudo. Mi devo preoccupare?»

Andrea Lanfranchi
per "Il Corriere della Sera"

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