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Digitale Terrestre LAZIO

Indagine MDC: ''Ritardi nell'informazione ai cittadini sul DTT''

• 6 min lettura
Fonte: Digital-Sat (com.stampa) | Condividi 📲

Riceviamo e pubblichiamo di seguito comunicato stampa del Movimento in Difesa del Cittadino sui risultati di un'indagine riguardante le modalità di informazione del passaggio al digitale terrestre.

Immagine nel testo correlata a: Indagine MDC: ''Ritardi nell'informazione ai cittadini sul DTT''"Lazio, Campania, Trentino Alto Adige e Piemonte, le Regioni dove entro il 2009 si vedrà solo la tv digitale, attivino uno sportello ad hoc e avviino al più presto una campagna d'informazione al cittadino"
L'articolo 16 della legge 29 novembre 2007, n. 222, "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, recante interventi urgenti in materia economico-finanziaria, per lo sviluppo e l'equità sociale", ha posticipato al 2012 la data da ultimo prevista per lo switch-off delle trasmissioni analogiche. Con un decreto del Ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, il Governo ha stabilito un vero e proprio calendario degli switch off regionali. Il provvedimento ha suddiviso in 8 semestri il periodo che ci divide dal 2012, data in cui tutto il Paese vedrà solo la Tv digitale terrestre, associando a ogni semestre le 16 aree tecniche del territorio italiano sulle quali effettuare lo spegnimento programmato del segnale analogico.
La Sardegna è stata la prima regione italiana a passare definitivamente dall'analogico al Digitale terrestre a metà ottobre: eppure, secondo quanto rilevato dal Movimento Difesa del Cittadino (MDC), nel sito Internet non si riescono a trovare informazioni al cittadino, non c'è traccia di un Numero Verde, non esiste uno sportello informativo e, se si telefona all'Ufficio relazioni per il pubblico, il personale rimane vago e comunica che ci si può rivolgere a qualsiasi rivenditore per acquistare il decoder e per avere tutte le informazioni.
La Valle d'Aosta, che è quasi pronta allo switch-off (entro il primo semestre 2009), ha già da parecchio tempo iniziato una campagna d'informazione al cittadino: nel sito c'è una sezione dedicata con tutte le informazioni, compreso l'ammontare del contributo per l'acquisto del decoder (70 euro), le modalità per accedervi, il Numero Verde 800.022.000 per avere ulteriori delucidazioni. Se si chiama l'Urp, il personale fornisce informazioni.
Entro il 31 Dicembre 2009 si spegneranno le televisioni analogiche e si potrà vedere solo la tv digitale terrestre nel Lazio, in Campania, in Trentino Alto Adige e in Piemonte: ma quanti cittadini lo sanno? Quanti sanno che saranno costretti ad acquistare un decoder per ogni tv in casa o in alternativa nuovi televisori adatto alla nuova tecnologia entro il prossimo anno?
Praticamente nessuno.
E non lo sanno neppure le quattro Regioni, che chiamate a informare i cittadini sulla rivoluzione tecnologica che entrerà a breve nelle loro case, non si sono ancora attivate.
Il Movimento Difesa del Cittadino (MDC), infatti, ha prima verificato i siti Internet delle Regioni Lazio, Campania, Trentino Alto Adige e in Piemonte constatando la totale assenza di notizie sul digitale terrestre e sul prossimo switch off, poi ha contattato gli Uffici relazioni per il pubblico e ha formulato due domande:
1) Quando è previsto lo switch off?
2)Esiste un ufficio informazioni sul Digitale terrestre?
Ebbene, mentre Trentino Alto Adige e Piemonte hanno risposto correttamente alla prima domanda ("La data precisa ancora non si sa, ma comunque sarà entro il 2009") e negativamente alla seconda ("Non esiste uno Sportello informazioni, se ci chiama tra 15/20 giorni potremo però darle maggiori informazioni"), Lazio e Campania sono completamente all'oscuro e non sono state in grado di fornire alcuna notizia riguardo lo switch off.
Il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) invita le Regioni ad attivare nel più breve tempo possibile uno sportello ad hoc e ad avviare una campagna d'informazione al cittadino sul digitale terrestre.
L'associazione ha chiesto e ottenuto un primo incontro con l'Assessore all'innovazione della Regione Campania Nicola Mazzocca per discutere proprio del problema dei ritardi della P.A. sul fronte della informazione. La delegazione sarà guidata dal Segretario Nazionale Francesco Luongo e dal coordinatore MDC Campania Eugenio Diffidenti. I risultati dell'incontro saranno sottoposti al Presidente Nazionale di MDC Antonio Longo componente del Comitato Italia Digitale.
Vedi tabella e calendario nel comunicato in pdf
A fine marzo 2008, il numero di famiglie italiane dotate di almeno un accesso digitale (DTT, Satellite o Internet tv (IPTV) ha superato il 50%, con una netta prevalenza del satellite, sia free che pay (28%), e del digitale terrestre (23%) mentre l'Internet tv - pur registrando tassi di sviluppo in aumento rispetto all'anno precedente, - supera di poco i 300.000 abbonati. (vedi tabella nel comunicato in pdf)

I problemi legati allo switch off e le proposte di MDC a tutela dei consumatori


Per Francesco Luongo, Segretario Nazionale e responsabile del Dipartimento nazionale Nuove Tecnologie di MDC, affinché il passaggio alla televisione digitale sia un vero successo e non una enorme speculazione a vantaggio solo di alcune aziende come Mediaset e Telecom Italia Media titolari di ben 24 canali in pay per wiew su 57 nazionali ricevibili è necessario:

  1. Una maggiore informazione ai cittadini da parte delle istituzioni e in particolare delle Regioni, chiamate oggi a un ruolo di primaria importanza nella gestione dello switch off, per evitare che milioni di cittadini si trovino entro il 31 dicembre del 2009 privati della possibilità di accedere alle trasmissioni televisive e vittime di quel digitale divide già particolarmente sentito nelle regioni del sud come confermato nel rapporto annuale dell'Autorità per le Comunicazioni.
  2. Una nuova strategia nella guida della digitalizzazione. L'indagine dell'MDC dimostra la totale mancanza di raccordo tra Governo e Regioni nella gestione del passaggio alla TV digitale. Non esiste alcuna chiara strategia per salvaguardare sia i milioni di abbonati coinvolti ed affrontare i problemi tecnici ed economici che dovranno affrontare per continuare a fruire delle Tv.
  3. Potenziare e rendere più operativo il Comitato Italia Digitale unico organismo che vede la presenza delle associazioni dei consumatori. La predisposizione di un calendario m ministeriale per lo switch off non basta certo a risolvere i problemi legati alla transizione. Sarebbe stato più opportuno pianificare con maggiore precisione obiettivi e scadenze anche al fine di misurare i progressi e prestazioni, individuare le criticità ed intervenire con opportuni provvedimenti.
  4. Implementare nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato orientate ad una migliore informazione dei consumatori. Il consorzio DGTVi di cui fanno parte tra l'altro Rai, Mediaset e Telecom Italia Media sembra orientato a promuovere più gli aspetti tecnici e commerciali legati al business del digitale terrestre, ignorando le esigenze degli utenti soprattutto delle fasce deboli.
  5. Stanziare maggiori finanziamenti per sostenere lo switch off da parte dei consumatori. Il Governo e le Regioni devono evitare che la transizione al digitale terrestre si traduca in un insostenibile aggravio di spese per le famiglie italiane, già alle prese con il carovita e la riduzione dei consumi causata dalla recessione economica. In questo senso vanno ampliati gli aiuti alle famiglie per l'acquisto dei decoder e sollecitate le imprese a produrre decoder più economici. Attualmente è previsto un contributo di 50 euro per gli abbonati o proprietari di seconde case in Sardegna ed in Val D'Aosta interessate per prime dalla transizione. MDC considera del tutto insufficienti tutte le misure adottate sino ad oggi, tra cui la detrazione fiscale riconosciuta per la dichiarazione dei redditi 2008 pari al 20% delle spese sostenute entro il 31 dicembre 2007 ed effettivamente rimaste a carico (fino ad un importo massimo delle stesse di 1.000 euro), per l'acquisto di un "apparecchio televisivo" dotato anche di sintonizzatore digitale integrato; la detrazione può arrivare fino a 200 Euro.
  6. Implementare servizi interattivi gratuiti di pubblica utilità a vantaggio dei cittadini. Non esistono reali applicazioni in questo senso ne sono in programma da parte sia dalla Rai, concessionaria del pubblico servizio televisivo, ne tantomeno dalle aziende private più interessate a studiare nuove interazioni a a pagamento.
  7. Ridurre al minimo le aree prive di segnale per evitare che interi paesi e comunità locali siano impossibilitate a ricevere le trasmissioni televisive soprattutto nelle arre rurali

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