Dal 3 ottobre su Rai4, ogni sabato in prima serata, doppio appuntamento con Mad Men (2007), la serie televisiva ideata da Matthew Weiner - già produttore e sceneggiatore de I Soprano - e premiata per due anni consecutivi con il Golden Globe per la miglior produzione drammatica. Gli "uomini folli" del titolo sono i professionisti di Madison Avenue, strada newyorkese - detta appunto Mad Avenue - culla dell'industria pubblicitaria. La serie racconta l'America dei primi anni sessanta e i suoi tumultuosi cambiamenti sociali dalla prospettiva dell'agenzia Sterling Cooper: grazie a un'eccezionale ricostruzione scenografica, l'alba della cultura dell'immagine rivive attraverso i suoi motivi estetici dominanti - fumo di sigaretta e bicchieri di whiskey, capelli impomatati e gonne a fiori, macchine da scrivere e lounge bar, elettrodomestici e manifesti disegnati - consegnati alla memoria collettiva dalla pubblicità, dalla televisione e, soprattutto, dal cinema.
Al centro della vicenda c'è il dirigente creativo Don Draper (Jon Hamm, interprete del recente Ultimatum alla Terra), uomo dal passato oscuro, che ha saputo costruire con determinazione e cinismo una solida reputazione professionale. Attorno a lui, la moglie Betty (January Jones), ex-modella e casalinga inquieta, la segretaria Peggy Olson (Elisabeth Moss), timida ma determinata, l'ambizioso e scorretto Pete Campbell (Vincent Kartheiser), l'amico Roger Sterling (John Slattery), gaudente e donnaiolo, e il "grande vecchio" Bertram Cooper (Robert Morse), raffinato e disilluso socio fondatore dell'agenzia. Un sorprendete lavoro di sceneggiatura restituisce in dettaglio abitudini sociali e mentalità di un'epoca, un decennio sospeso tra il conformismo puritano e patriottico degli anni della guerra fredda e l'imminente rivoluzione generazionale.
In un ambiente competitivo e sessista, l'emancipazione femminile segue percorsi sotterranei e tortuosi, il razzismo e l'omofobia non sono atteggiamenti disdicevoli, l'infedeltà va a braccetto con l'ostentata sacralità della famiglia: la Sterling Cooper è lo specchio di un mondo che continua a osservare esteriormente i propri valori tradizionali, ma che ha già assunto i caratteri della contemporanea società dei consumi, dove il consenso, sociale e politico, si confonde con il gradimento del prodotto e dove l'identità non è ciò che si è, ma l'immagine che si riesce a vendere.
Nel corso della prima stagione, gli uomini della Sterling Cooper si troveranno a lavorare alla prima campagna presidenziale di Richard Nixon: è l'autunno 1960 e quattro faccia a faccia televisivi con l'avversario John Kennedy - i primi della storia tra due candidati alla presidenza - segneranno simbolicamente il passaggio tra la società dell'immediato dopoguerra e quella della comunicazione di massa.
Le puntate della serie saranno replicate ogni domenica, a partire dalle 19:30.