Mediaset e il sistema digitale: attacchi strumentali dalle tv locali

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Fonte: Il Corriere della Sera

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Digitale Terrestre
  sabato, 15 gennaio 2011
 00:00
Mediaset e il sistema digitale: attacchi strumentali dalle tv localiIl giorno dopo l’attacco delle tv locali, con in testa il presidente Maurizio Giunco, contro Mediaset, rea di «voler uccidere le piccole emittenti che vogliono crescere a livello nazionale» facendo pressioni sul Ministero e sull’Agcom (Authority delle comunicazioni), ecco la replica. È Gina Nieri, consigliere d’amministrazione Mediaset e grande esperta di digitale a chiarire la complessa questione.

È sorpresa e amareggiata
«Con Giunco siamo amici, sono anni che combattiamo insieme a difesa della tv commerciale. Non capisco davvero questi attacchi strumentali. Mediaset non metterà mai in discussione le emittenti locali, che sono elementi di democrazia nel Paese. La verità è che quella che loro presentano come una battaglia di libertà, è una battaglia di bottega. Legittima. Ma chiamiamo le cose col loro nome».

Nieri, spieghiamo meglio cosa sta accadendo. Le tv locali sostengono che siccome voi avreste paura della concorrenza li avete bloccati.
«Mediaset ha ben altri grattacapi concorrenziali. Diciamo che più che i giunchi dobbiamo fronteggiare sequoie... Cercare il nemico in Mediaset da un punto di vista mediatico è molto furbo, sposta la polemica nel grande calderone dell’antiberlusconismo e del conflitto d’interesse. Ma entriamo nel merito: alcuni operatori locali, quando c’è stata l’assegnazione delle frequenze, ne hanno chieste e ottenute una porzione importante, ben superiore a quante ne sarebbero servite per i loro contenuti locali. Ora che le hanno, non sanno come riempirle e vorrebbero affittarle per contenuti nazionali, cioè fare business nazionale con frequenze che hanno una destinazione d’uso locale».

Questo è chiaro. Ma è legale o no?
«Non sta a me dirlo. Certo, dopo l’approvazione del piano digitale che ha stabilito in 25 i multiplex abilitati a contenuti nazionali non è possibile il loro allargamento. Neanche a Mediaset è piaciuto questo piano che ci ha tolto un multiplex. Ma tant’è».

E il recente regolamento Agcom? Non sarebbe stato fatto ad hoc per vietare questa pratica?
«Il famoso regolamento ancora non c’è. E sui suoi contenuti Mediaset non c’entra. Rifiuto in toto illazioni sul nostro ruolo di ispiratori. È offensivo per noi e soprattutto per Agcom, un’autorità indipendente che nei fatti non è certo tenera nei nostri confronti».

Vi muovono un altro attacco: per fare cassa il governo intende sottrarre 9 frequenze alle emittenti locali per venderle alla telefonia mobile; 157 emittenti locali si troverebbero senza frequenza e dunque dovrebbero chiudere.
«Anche qui Mediaset non c’entra nulla. E nemmeno il governo italiano. Assegnare la banda 800 alla telefonia mobile è frutto di una decisione europea a cui l’Italia si deve conformare. E queste frequenze saranno sottratte a tutto il sistema televisivo italiano».

Cosa si sente di dire a Giunco?
«Che insieme in questi anni abbiamo fatto tante battaglie di libertà. Dobbiamo continuare sulla stessa strada. Alla fine della quale sono sicura che non sparirà neppure una piccola tv locale delle 500 esistenti».

Maria Volpe
per "Il Corriere della Sera"

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