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Foto - Agcom fotografa bilanci delle imprese televisive, in flessione ricavi Rai, MFE e Sky Italia

Agcom fotografa bilanci delle imprese televisive, in flessione ricavi Rai, MFE e Sky Italia

Fonte: Digital-News (com.stampa)

E
Economia
venerdì, 03 febbraio 2023 - 12:05

Pubblicato il “Focus Bilanci 2017-2021”, relativo a oltre 100 tra le principali imprese operanti nei settori delle comunicazioni elettroniche, dei servizi di corrispondenza e consegna pacchi, del settore televisivo e dell’editoria quotidiana e periodica ([1]). Il report fotografa, in maniera sintetica, lo “stato di salute” dei settori di interesse istituzionale dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni attraverso l’analisi delle principali grandezze economico-patrimoniali esposte nei bilanci relativi agli ultimi cinque esercizi (Canale Italia, Chili TV, Discovery, La7, Mediaset (Italia), NSTI, QVC Italia, RAI, Sky Italia, Telecity, Telelombardia, Telenorba, Teleradio Diffusione, Trmedia , Triveneta, Viacom IMN Italia, Videolina, Videomedia , Walt Disney Italia).

Si precisa in primo luogo che sfugge all’analisi la componente, progressivamente sempre più rilevante, rappresentata dalle dimensioni economiche e patrimoniali derivanti dalle offerte di servizi video in streaming (Netflix, Dazn, Amazon Prime Video, Rakuten, Disney+, Tim Vision), in assenza di informazioni economico-patrimoniali relative al mercato italiano.

Ciò premesso, i ricavi complessivi registrati nel 2021 dalle principali imprese analizzate hanno visto una crescita dell’1,4% rispetto al 2020, ma registrano una flessione del 10,4% (in valore pari a circa 960 milioni di euro) rispetto al 2017, quando le risorse complessive sfioravano i 9,2 miliardi di euro.

Relativamente ai tre principali soggetti presenti sul mercato televisivo italiano (Rai, MFE e Sky) Italia), si osserva come nel decennio 2012-2021 i ricavi complessivi siano diminuiti del 12,8% (da 8,39 a 7,32 miliardi di euro) con una riduzione del fatturato superiore a 1 miliardo di euro. In flessione del 15,3% risultano gli introiti pubblicitari (passati da 3,03 a 2,57 miliardi di euro), mentre la riduzione delle risorse fornite dai servizi pay è del 30% (ridottesi da 2,97 a 2,08 miliardi di euro) per i quali è da rimarcare l’effetto provocato dall’ingresso di Dazn e Prime Video nel mercato dei diritti sportivi. Gli introiti da canone di abbonamento alla Rai fanno registrare un lieve incremento (+5,2%), (da 1,73 a 1,82 miliardi di euro). Nel decennio considerato i ricavi complessivi della concessionaria pubblica sono rimasti sostanzialmente stabili (nel periodo flettono dell’1,5% e nel 2021 sono pari a 2.665 milioni di euro) mentre, corrispondentemente, gli introiti di Sky Italia si riducono di oltre l’8% (da 2,85 a 2,61 miliardi di euro). Quelli riferibili alle attività in Italia di MFE flettono del 28,1% (da 2,83 a 2,04 miliardi di euro), riduzione in larga parte dovuta al sostanziale venire meno delle attività pay.

Tra il 2017 ed il 2021 il margine netto (Ebit) di tutti gli operatori considerati nell’analisi è risultato mediamente negativo per circa 1,2 miliardi di euro (-2,7% dei ricavi), con il valore del 2021 in miglioramento rispetto a quanto registrato nel 2020 (-6,5% contro il -10,2%), ma lontano dal +2% di inizio periodo).

In rapporto al patrimonio netto il risultato di esercizio mostra un valore negativo (-2,5% in media) determinato dagli andamenti negativi degli ultimi due esercizi contabili, ma va evidenziato come tale rapporto, pur rimanendo ampiamente negativo, nel 2021 sia risultato in netto miglioramento rispetto al 2020 (-10,6% vs -18,4%).

Le diverse modalità di contabilizzazione della spesa in contenuti e diritti televisivi determinano valori assai differenziati tra gli operatori di settore considerati nell’analisi. Si stima, quindi, che la spesa complessiva per produzione di contenuti e acquisizione di diritti (contabilmente composta da investimenti e specifiche poste contabili registrate nei costi operativi) sia valutabile, nel 2021, in oltre 3,9 miliardi di euro, valore sostanzialmente in linea con i risultati del 2020 e pari al 48% dei ricavi aggregati.

Gli addetti complessivi delle imprese analizzate, nell’intero periodo considerato, risultano in flessione di circa 400 unità rispetto al 2017, attestandosi a poco più di 21.000 a fine 2021 (valore in flessione dell’1,7% con i livelli occupazionali del 2020).

[1] Il report si basa su informazioni contabili desumibili dai bilanci d’esercizio delle imprese e fornisce un insieme informativo che si differenzia da analoghe analisi condotte dalla stessa Autorità. Una prima differenza riguarda la finalità degli approfondimenti proposti rispetto a quella di altre analisi condotte a fini regolamentari (ad esempio le “analisi di mercato”) ovvero nell’ambito della predisposizione della “Relazione Annuale” dell’Autorità. In questo caso l’obiettivo principale è quello di fornire una rappresentazione sintetica dello «stato di salute» (reddituale, patrimoniale e occupazionale) dei settori. In altri termini, le risultanze del Focus sono ottenute sulla base dell’insieme delle attività svolte dai principali soggetti che operano nel settore in questione e non già sulla base della suddivisione di tali attività per ambito merceologico (ossia di mercato). Pertanto, le evidenze quantitative che emergono non possono essere utilizzate per effettuare comparazioni con altre risultanze rese pubbliche dall’Autorità, laddove tali analisi, che si caratterizzano per un maggior livello di specificità tecnica delle informazioni richieste, assumono il ruolo di strumento metodologico ai fini di una corretta individuazione, dal punto di vista geografico e merceologico, dei mercati sottoposti alla disciplina regolamentare dell'Autorità. In particolare, emergono almeno tre principali elementi da considerare: la diversa numerosità campionaria; la differente tempistica di rilevazione del dato; a richiesta di informazioni extracontabili che caratterizza la maggior parte delle specifiche richieste di informazioni che l’Autorità rivolge alle imprese e che, quindi, non sempre sono riconducibili alle specifiche poste di bilancio previste dal codice civile.

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