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Foto - Lotta alla Pirateria Online con Piracy Shield, Lasorella (Agcom) su ruolo e risultati ottenuti

Lotta alla Pirateria Online con Piracy Shield, Lasorella (Agcom) su ruolo e risultati ottenuti

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Fonte: Digital-News (original)

E
Economia

Questo pomeriggio davanti alle Commissioni Riunite Cultura e Trasporti della Camera dei Deputati, è intervenuto il Presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, l'AGCOM, Giacomo Lassorella, in merito all'attuazione della legge 14 luglio 2023 numero 93 recante disposizioni per la prevenzione e la repressione della diffusione illecita di contenuti tutelati al diritto d'autore mediante le reti di comunicazione elettronica.


L'autorità per le garanzie delle comunicazioni è stata, direi da sempre, quantomeno negli ultimi dieci anni, in prima linea nella lotta alla pirateria e nella tutela del diritto d'autore. Il nostro regolamento sulla tutela del diritto d'autore online che è entrato in vigore, grazie, che è entrato in vigore il 31 marzo di dieci anni fa rappresenta una best practice a livello europeo ha prodotto una serie di risultati molto concreti ed efficaci. Oggi la legge antipirateria, la numero 93 del 2023 e le varie delibere delle autorità che ne hanno disposto l'attuazione hanno esteso l'ambito di azione di quel regolamento prevedendo che per contrastare la diffusione illegale online di eventi live possa essere avviato uno specifico procedimento cautelare finalizzato alla disabilitazione dell'accesso ai contenuti segnalati.

Come è noto, mi rivolgo a coloro che la legge tendenzialmente l'hanno fatta, i titolari dei diritti possono richiedere all'autorità l'oscuramento dei siti che diffondono illegittimamente i propri contenuti, l'ordine emerso dall'autorità in questo senso è valido anche per le segnalazioni successive, si parla in questo senso di ordine dinamico riconducibile ai medesimi contenuti. diciamo la segnalazione successiva all'ordine cautelare la disabilitazione viene effettuata direttamente dai prestatori di servizi cioè i cosiddetti ISP, gli operatori, quelli noti come operatori di comunicazione elettroniche, i vecchi operatori di telecomunicazione. La legge 93 del 2023 come attuata dalla delibera dall'autorità prevede un sistema machine to machine che consente automaticamente di gestire le segnalazioni, quindi queste segnalazioni automaticamente passano per questa piattaforma e vengono trasmesse, questa è un po' la novità della legge agli isp per la disabilitazione una volta che appunto se ne è accertata la conformità, accertata dalla stessa piattaforma, all'ordine preventivamente emanato dall'autorità.

Questa piattaforma è stata donata ad Agcom anche tenendo conto dei tempi particolarmente ristretti che la legge ha riservato per la sua elaborazione, è stata verificata ed integrata nelle sue funzionalità sulla base degli requisiti tecnici che sono stati definiti in un tavolo tecnico con tutti gli operatori e con la collaborazione fondamentale dell'Agenzia per la Cyber Sicurezza Nazionale, della Guardia di Finanza, della Polizia Postale, del Ministero delle Imprese, del Made in Italy e, come dicevo, di tutti i soggetti interessati. Questa piattaforma si chiama, come ben sapete, Piracy Shield e si avvale di una tecnologia che consente di inibire automaticamente i cosiddetti dati tecnici, cioè i cosiddetti FQDN, i Fully Qualified Domain Name e gli indirizzi IP, che sono utilizzati per la diffusione non autorizzata attraverso le reti internet di contenuti audiovisivi trasmessi in diretta. Sono quindi tre gli attori del processo, coloro che presentano la segnalazione, il soggetto legittimato a presentare una segnalazione, l'autorità e i fornitori di servizi ossia gli internet service provider.

C'è una fase propedeutica che prevede un accreditamento sia degli internet service provider, sia dei segnalatori, ad oggi sono arrivate 314 richieste di accreditamento, 5 da parte dei soggetti cosiddetti segnalatori che sono DAZN, Lega Serie A, Lega Serie B, RTI, Sky e 309 da parte degli internet service provider. Riepilogo brevemente come avviene il processo. Nella fase di segnalazione il soggetto legittimato segnala i dati tecnici da inibire caricandolo sulla piattaforma attraverso interfaccia web a seguito di autenticazione.

Ogni segnalazione può contenere una serie di dati, il nome di dominio non ambiguo, il cosiddetto fully qualified domain name, e/o gli indirizzi IP da inibire ed è identificata da una scheda, il cosiddetto ticket, che riporta le relative informazioni descrittive. Ogni segnalazione è accompagnata da una prova documentale certa, si parla in questo caso di prova forense, che è raccolta in prossimità dell'evento, ossia nell'arco della giornata in cui avviene la trasmissione indiretta dell'evento, cioè il meccanismo è siccome la trasmissione avviene per via automatica è essenziale che il segnalatore accluda questa prova documentale certa. Quindi si chiede di accludere questa prova Forense che è uno standard probatorio elaborato in serie giurisprudenziale caratterizzato da requisiti tecnici e giuridici molto rigorosi a garanzia dell'univoca destinazione delle risorse che sono segnalate alla diffusione di contenuti illiciti.

Per quanto riguarda i risultati del primo mese di attività della piattaforma, sono stati effettuati 11 provvedimenti cautelari. Questi hanno interessato la trasmissione illegale di una varietà di eventi sportivi, tra cui il campionato di calcio di Serie A e Serie B, la Formula 1, la MotoGP, l'Euro Cup di pallacanestro, nonché competizioni di tennis e le leghe di calcio UEFA. Nel complesso, sono stati bloccati 3.127 fully qualified domain name e 2.176 indirizzi IP.

Ho anche una tabella che vi trasmetterò con i blocchi giorno per giorno, ovviamente questi blocchi si concentrano soprattutto il fine settimana quando ci sono gli eventi sportivi. Sono risultati sicuramente incoraggianti che testimoniano l'incisività dell'azione di Agcom in un contesto caratterizzato come ovvio tuttavia anche da alcune criticità operative a cui accenno brevemente. I problemi che ci siamo trovati ad affrontare riguardano essenzialmente da un lato la necessità di discriminare i contenuti leciti da quelli illeciti che insistono sulla medessima piattaforma, cioè il tema è che vi sono delle piattaforme dove ci sono insieme i siti illeciti e la legge prescrive che i siti devono essere univocamente dedicati ai contenuti illeciti.

E poi non posso non dar conto di alcune resistenze incontrate nelle necessarie interazioni con i gestori del motore di ricerca e con gli altri fornitori di servizi della società dell'informazione. Allora, sul tema dell'univocità. I soggetti dediti alla peretria utilizzano sempre più frequentemente cosiddette content delivery network, CDN, ossia reti di distribuzione di contenuto che per loro natura possono non essere univocamente destinate ad attività illecite.

Quindi sul medesimo indirizzo IP utilizzato per la preparazione di diritto d'autore può insistere un dominio, magari fittizio, che diffonde contenuti illeciti e questo evidentemente impedisce che questo indirizzo possa essere oscurato. Rispetto a questa criticità, sempre nel primo mese di attività, un soggetto segnalatore ha caricato sulla piattaforma Piracy Shield un ticket contenente indirizzi IP afferenti a una CDN Cloudflare, soggetto che è sempre più coinvolto in questi procedimenti che nell'offrire servizi quali OpenDNS, Virtual Private Network, di fatto agevola le attività in violazione del diritto d'autore online. Uno dei metodi più efficaci utilizzati per aggirare gli oscuramenti dei siti in violazione ordinati dall'autorità consiste proprio nell'usare le VPN, le Virtual Private Network.

C'è da sottolineare che a noi non sono arrivati reclami, quindi questo fenomeno che è stato anche enfatizzato da taluni sul web in fondo non ha avuto una ricaduta in termini specifici reclame, non sono stati, tra virgolette, buttati giù siti che ospitavano anche altre cose, c'è stato appunto un unico caso che è rientrato abbastanza rapidamente. Quanto al secondo problema, la legge ha ampliato l'ambito di intervento a soggetti diversi e ulteriori rispetto ai servizi di ISP. Sto parlando dei gestori di motore di ricerca e dei fornitori di servizi della società dell'informazione.

Noi abbiamo avviato dei contatti con questi soggetti, tra cui Google, in merito alla deindicizzazione dei siti che diffondono contenuti e poi, al blocco della pubblicità dei siti pirati, a possibili interventi su Google Public DNS. Sul cosiddetto delisting Google ha proposto di aprire un canale dedicato alle segnalazioni caricate sulla piattaforma Piracy Shield anche con un profilo dedicato però non ha ritenuto di accreditarsi alla piattaforma pur manifestando la disponibilità a bloccare pubblicità presenti sul motore di ricerca e che indirizzino l'utente verso siti pirata, quindi promuovendone l'attività illecita. Quanto all'utilizzo del cosiddetto Google Public DNS, oggi con gli Open DNS costituiscono uno strumento attraverso il quale l'utente può aggirare per esempio in paesi che presentano blocchi, insomma in cui l'autorità politica presenta blocchi della circolazione su internet, questi OpenDNS consentono di aggirare questi blocchi.

Ad oggi Google tuttavia ha confermato la propria intenzione di non intervenire sul suo DNS attraverso un blocco a livello locale perché dovrebbe bloccare evidentemente l'intero sistema. E' chiaro che questo blocco non è stato mai attuato neanche in altri paesi e probabilmente Google ha il problema di non creare un precedente, però oggettivamente questo sistema lascia lo spazio aperto, non voglio arrivare a dire favorisce, ma sicuramente lascia lo spazio aperto per queste attività illecite perché di fatto consente di aggirare invece i blocchi che sono posti dagli ISP. Poi vi sono un'altra questione fondamentale affrontata appunto riguarda la questione dei contenuti in violazione del diritto d'autore di eventi sportivi in diretta che vengono sistematicamente trasmessi attraverso la molteplicità di app che sono disponibili per il download.

C'è per esempio questa app Live Football TV HD che consentiva la visione delle partite di calcio in violazione del diritto d'autore che è stata rimossa da Google dopo reiterati inviti da parte di Agcom. Insomma è inutile che dica a voi che evidentemente attorno alla pirateria ruotano interessi economici estremamente grandi, chiaramente fronteggiare la pirateria non può essere soltanto un fatto tecnico, occorre un'azione convergente su più piani, su quello giuridico, dell'aggiornamento tecnico, della collaborazione istituzionale, delle sanzioni ma soprattutto su quello culturale al fine di favorire l'emersione di una coscienza collettiva che faccia prendere consapevolezza i cittadini dei danni provocati all'industria culturale da questo genere di attività. Le istituzioni stanno tutte approfondendo un grande sforzo in questo senso e vorrei ringraziare in questa sede solenne la Guardia di Finanza per il grande supporto, il grande aiuto che ci sta dando in questa attività.

Stiamo finalizzando un protocollo di intesa ai fini dell'attuazione dell'articolo 2.7 della legge con la Procura della Repubblica per trasmettere i dati con cadenza quindicinale, quindi l'elenco dei provenienti di disabilitazione adottati ai fini delle loro attività, in base a questo protocollo invieremo un file con tutti i provvedimenti di disabilitazione. La Procura, ricevuto questo elenco, evidentemente potrà avvenersi della Guardia di Finanza per esercitare i suoi poteri. Naturalmente il tema vero è che la pirateria su scala commerciale soffoca la vitalità delle nostre industrie creative e sportive mettendo a rischio interi modelli economici.

Noi abbiamo fatto questo primo blocco di attività concernente gli eventi sportivi ma ci apprestiamo a far funzionare la piattaforma a diciamo integrare il regolamento anche con riferimento alle opere dell'ingegno insomma alle illecita trasmissione dei canali video delle prime TV degli eventi live di particolare rilievo quindi a tutto un altro settore della dell'industria culturale che la legge 93 molto giustamente intende tutelare. Vi ho dato conto del primo passaggio, della prima attuazione, delle difficoltà di quello che intendiamo evidentemente fare, Agcom sta facendo la sua parte, naturalmente tutte le altre istituzioni saranno chiamate evidentemente a fare la loro.

Allora, innanzitutto, sulle difficoltà sommessamente ho già detto io, nel senso, i nodi essenziali sono proprio questa questione delle piattaforme, soprattutto Cloudflare che, diciamo, ospita attraverso le proprie CDN una serie di di siti rende difficile bloccare univocamente il sito, è un problema oggettivo come è anche un problema oggettivo quello delle VPN, noi ci stiamo muovendo a questo momento con gli strumenti che ci sono attribuiti dalla legge, sicuramente porteremo per quanto riguarda l'autorità anche questi temi in sede Commissione Europea, soprattutto in relazione a Google, in relazione all'attuazione del DSA, perché questi sicuramente sono comportamenti illeciti che come tali devono essere sanzionati anche sotto il profilo del DSA. Quindi il DSA, come ben sapete, vede per le piattaforme molto grandi la responsabilità della Commissione e i DSC nazionali che segnalano le varie questioni. Noi innanzitutto con i vari soggetti abbiamo intrapreso un dialogo che in tante altre occasioni con le piattaforme è stato anche utile e proficuo, in particolare in questo caso con Google alcune app sono state disattivate, alcuni siti sono stati anche disattivati, però è chiaro che c'è bisogno di un approccio più generale.

Loro ci dicono che bloccare il servizio incidere sul servizio DNS per loro è tecnicamente impossibile, bisognerebbe bloccarlo nel nostro paese e questo non è mai accaduto in nessun altro paese. Stiamo per ora fermi a questa interlocuzione tecnica, sottoporremo la questione anche alla Commissione europea in modo tale che possa essere inclusa anche per quanto riguarda possa essere affrontata anche per quanto riguarda l'applicazione del DSA. Sugli indirizzi IP non univoci io non vorrei minimizzare le preoccupazioni, per carità del tutto legittime, del rischio di buttare giù anche altri siti oltre a quelli pirata, però tenderei a rassicurare sul fatto che finora non è stato fatto, cioè c'è stato un unico caso, tra virgolette, controverso su 3.000 non è stato mai fatto, quindi non è un dato da poco. Finora abbiamo buttato giù soltanto i siti univocamente dedicati a questo e l'unico caso in cui la questione è stata minimamente controversa, la segnalazione è stata ritirata immediatamente e quindi poi alla fine c'è stato un ripristino, credo in una mezz'oretta. e poi non abbiamo avuto reclami, per carità so che se n'è parlato molto sul web, però c'è uno strumento che è il reclamo, se uno avesse avuto qualcosa di cui dolersi formalmente, avrebbe potuto tranquillamente, come dire, indirizzare un reclamo.

Sul funzionamento della piattaforma, direi che il funzionamento della piattaforma è automatico, lo prevede la legge, il meccanismo della piattaforma automatica è stato proprio quello di riuscire a bloccare i siti entro 30 minuti dall'inizio delle trasmissioni per questo noi abbiamo preteso la prova forense cioè abbiamo preteso che nelle segnalazioni ci fosse diciamo una segnalazione diciamo corredata vestita come si usa dire diciamo in linguaggio giuridico nel senso non è una mera segnalazione ma occorre accludere la prova e contemporaneamente quindi accludendo la prova con rigorosi standard diciamo probatori evidentemente questo supplisce al fatto che il meccanismo deve essere necessariamente automatico perché altrimenti diciamo processare anche centinaia di richieste tutte insieme, in alcuni giorni ne abbiamo bloccate diverse centinaia, processare queste richieste tutte insieme sarebbe impossibile arrivando diciamo processandole da parte di persone umane entro 30 minuti. Io sono assolutamente consapevole e con me anche gli uffici dell'autorità, ringrazio per loro la dottoressa Liberatore che è la responsabile del settore specifico e che insomma Tutta la direzione per i servizi digitali ha fatto un grandissimo sforzo in questo settore. Siamo consapevoli che la tecnologia corre e che in qualche modo si insegue una tecnologia che corre.

Probabilmente l'obiettivo non è quello di prendere l'esperto di tecniche informatiche che in qualche modo riesce a districarsi nella rete, ma prendere il consumatore medio, rendere difficile l'accesso o quantomeno scoraggiarlo e poi scoraggiarlo anche in termini di cultura. Sulle sanzioni vorrei dire al Presidente Mollicone, che saluto stiamo facendo questo protocollo con la Procura, ancora non l'abbiamo fatto, proprio insieme alla Guardia di Finanza per dare le segnalazioni, ovviamente poi le sanzioni non le dà l'autorità, le darà in applicazione della legge la Procura con l'ausilio della Guardia di Finanza. Questi sostanzialmente sono i temi di carattere generale che volevo dire una cosa, volevo aggiungere all'Onorevole Amato sulla questione dei diritti di DAZN vorrei dire con molta chiarezza che all'autorità è ben chiaro il tema della fruibilità delle trasmissioni di DAZN.

Noi in modo anche molto innovativo rispetto a una serie di altri paesi abbiamo stabilito una serie di regole tecniche per la qualità delle trasmissioni che sono innovative rispetto agli standard europei ai quali DAZN si è conformato e abbiamo stabilito anche una serie di regole per l'indennizzo dei consumatori, quindi se il consumatore fa rilevare che la trasmissione non è stata conforme a questi standard e ci sono una serie di strumenti per rilevarlo può ottenere un indennizzo dalla piattaforma. Tutto questo è regolato attraverso la nostra piattaforma Conciliaweb quindi su questo settore ci terrei a dire che abbiamo agito parallelamente al settore della tutela contro la pirateria.

Sulla lista degli indirizzi IP noi stiamo valutando, allora non c'è un obbligo di pubblicazione, io ovviamente prendo atto di tutte le segnalazioni che sono state insomma rivolte qui e insomma ne discuteremo evidentemente in sede di consiglio e l'autorità. Dico solo che su questo tema sono in atto anche consultazioni con l'agenzia per la cybersicurezza con gli ISP e con tutti i soggetti interessati dai quali giungono indicazioni nel senso di una non pubblicazione però non voglio chiudere rispetto a queste ipotesi, mi riservo di farla valutare con attenzione, di farla istruire con attenzione agli uffici e di valutarla in sede, di sottoporla al Consiglio dell'Autorità per una decisione informata, tenendo conto anche delle vostre segnalazioni, però vi volevo solo dire che il tema finora non c'è del tutto nuovo, stiamo però discutendo con i vari soggetti interessati dai quali finora ci giungono dei consigli di non pubblicare, però la istruiamo meglio e decidiamo e ovviamente vi renderò conto della decisione.

Nel momento in cui viene bloccato il sito compare una schermata che rinvia all'autorità e quindi dà notizia colui il quale sta affruendo il sito inevitabilmente anche al gestore del sito stesso del blocco. Non solo, noi proprio per venire incontro a questo meccanismo, insomma all'esigenza di trasparenza a cui lei giustamente faceva riferimento, abbiamo predisposto una possibilità di interrogazione del sito dell'autorità che prevede che si possa immettere l'indirizzo IP, insomma un qualsiasi soggetto possa immettere il proprio indirizzo IP o l'indirizzo IP che vuole verificare e ottenere la risposta, quindi non da una lista, uno conosce tutti gli indirizzi bloccati che per una serie di ragioni sia di privacy sia probabilmente anche relativi ad indagini, ci viene detto che non è opportuno divulgare in questo modo così aperto, però il soggetto che vuole conoscere se è il proprio indirizzo IP o quello di suo riferimento che vuole una ricerca puoi mettere l'indirizzo IP su una stringa del sito dell'autorità e ottiene immediatamente questa risposta.

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