Con Penryn sul web arriva il super cinema in Alta Definizione

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Fonte: La Stampa

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HiTech
  martedì, 13 novembre 2007
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Ecco PENRYNFra un anno o due i filmati sfocati e incerti di YouTube potrebbero essere relitti di archeologia informatica, grazie ad un chip presentato ieri da Intel. Penryn - questo il nome del nuovo processore - potrebbe infatti portare video e giochi online anche dove non arriva la banda larga di Internet e permettere di riprodurre film a tutto schermo senza fastidiose interruzioni: «Il suo impatto più grande sarà nel video ad alta definizione - ha spiegato il vice presidente esecutivo Sean Maloney - sarà impossibile resistere».
 
I processori Penryn sono in realtà ben sedici, destinati a computer di fascia alta e server per siti web e aziende; col 2008 arriveranno anche sui portatili. Tutti condividono due tecnologie innovative, tra loro strettamente collegate: un chip a 45 nanometri e l'uso di un metallo raro (l'afnio) al posto del silicio.

Una famiglia rivoluzionaria
«Questa - ha commentato Gordon Moore, uno dei fondatori di Intel - è la più importante innovazione introdotta in quarant'anni di storia dei transistor». Stavolta non è soltanto il numero dei transistor per chip a crescere, come lo stesso Moore aveva predetto anni fa con la legge che porta il suo nome, ma il cambiamento è assai più profondo. Nella costante miniaturizzazione dei componenti elettronici, i produttori sono arrivati al limite fisico delle possibilità offerte dai materiali consueti, e hanno cominciato a sperimentare soluzioni alternative.
 
Sia Intel che i concorrenti, Amd e Ibm, da tempo studiano il comportamento di alcuni elementi chimici quando vengono attraversati dalla corrente. Un transistor, infatti, è essenzialmente un interruttore; con la riduzione estrema delle dimensioni, però, non è più in grado di funzionare correttamente: non fornisce più un uno e uno zero (i bit), ma oscilla in vari stadi intermedi in cui la corrente passa solo debolmente. Il problema è stato risolto con l'afnio e un materiale isolante di nuova concezione, che permettono di realizzare transistor grandi pochi atomi, tanto che un chip Penryn ne contiene oltre 820 milioni, con una densità quasi raddoppiata rispetto ai modelli attualmente in commercio.
 
Piccolo ed ecologico
Se la rivoluzione è nei materiali, il passaggio dalla tecnologia a 65 nanometri a quella a 45 nanometri (un nanometro equivale a un miliardesimo di metro) è un'evoluzione della attuali tecniche di produzione. Per questo Intel, il più grande produttore di microprocessori al mondo, ha aperto una nuova fabbrica in Arizona, costata oltre tre miliardi di dollari e progetta di aprirne altre due il prossimo anno. Per l'utilizzatore medio del computer, un simile sforzo tecnologico si traduce in alcuni vantaggi immediati: i nuovi chip sono più veloci, consumano meno e disperdono meno calore, permettendo così considerevoli risparmi sulla  bolletta, sono del tutto privi di piombo e - ha assicurato Intel - presto faranno a meno anche dei composti alogeni, altamente inquinanti. D'altra parte, chi volesse semplicemente sostituire il processore mantenendo il vecchio pc rimarrà deluso: nella continua corsa verso prestazioni da record, per l'industria informatica la compatibilità con l'hardware esistente non è una priorità.
 
Anche i programmi dovranno essere aggiornati, per sfruttare al meglio la potenza di Penryn e i suoi due o quattro processori racchiusi in un solo involucro. Intel ha infatti introdotto una serie di istruzioni che consentono ai nuovi chip di codificare e decodificare video e 3D molto più velocemente, così potrà essere trasferita una quantità assai maggiore di informazioni, ma il flusso di dati non aumenterà. Questo spiega l'entusiastica previsione di Maloney: senza rivoluzionare le connessioni web, sarà possibile portare nelle case video ad altissima definizione e videogiochi più realistici.
 
Un passo ulteriore verso la distribuzione online dei film, e insieme un altro colpo alla già difficile esistenza di BluRay e Hd dvd, nati per prendere il posto del dvd, ma ancora poco diffusi. E poi c'è la tv via web, con progetti come Joost o Babelgum, pesantemente limitati dalla velocità di connessione: Penryn, nelle sue incarnazioni come Xeon e Core Duo Extreme, potrebbe essere la spinta che finora è mancata.
Perché la tecnologia più avanzata, oggi, non serve per lavorare o per studiare, ma per divertirsi.

Bruno Ruffilli
per "La Stampa"

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