Chi ha paura di YouTube, brodo primordiale in rete?

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Fonte: L'Unit

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HiTech
  giovedì, 05 aprile 2007
 00:00
Per qualcuno You Tube è Satana.
 
Chiedi alla cosiddetta casalinga di Voghera e ti dirà che You Tube è quella cosa dove si vedono ragazzini che tirano bottigliette alla professoressa o degli idioti che si filmano da soli mentre corrono contromano sull'autostrada.
 
Per un tribunale di Ankara You Tube è una roba sovversiva, tanto da aver bloccato il sito per aver diffuso un filmato in cui sarebbe stato vilipeso il grande Ataturk, padre della patria turco.
 
Incontri un vero rocker, e ti dirà che You Tube è quel posto dove trovi i fantastici video inediti dei Genesis del 73, Dylan che canta una versione, mai sentita, di Jokerman o l'ultimo clip fatto" in casa dai fan del «pianoman» Ben Foids.
 
Chiedi ai colossi mediatici Nbc, Unversal e News Corp e digrigneranno i denti: non a caso hanno scatenato un'offensiva in grande stile nei confronti del video-portale (si dice così) recentemente acquistato da quell'altro grande «monstrum» mediatico che è Google, lanciando un proprio sito di video on-line, su cui potrai vedere vecchie puntate dei Simpson o qualche film, quasi nuovo, il tutto hel tentativo di strappare a You Tube i suoi clienti, che sono tanti, e un bel po' di pubblicità.
 
Senti quelli della Bbc, e vedi che hanno drizzato le orecchie permettendo a You Tube di trasmettere il materiale precedentemente andato in onda sul servizio pubblico di Sua Maestà.
 
Chiedi ai capi di un altro gigante dell'entertainment, Viacom, e ti diranno che hanno denunciato You Tube per la «sistematica violazione dei diritti d'autore» e che hanno chiesto un miliardo di dollari.
 
Di sicuro You Tube è un uragano. Un fenomeno che sta scardinando il nostro rapporto con le comunicazioni di massa, soprattutto con il tubo catodico, ossia la televisione. Chiunque può scaricare i suoi filmati su You Tube, e di conseguenza puoi trovarci qualsiasi cosa. Giovanotti giapponesi che suonano Bach su ululanti chitarre elettriche, psicopatici che discettano dell'asportazione dei loro testicoli, le immagini di Britney Spears diventata calva, bambini che cantano canzoni natalizie per la nonna che vive lontana, sdentati clochard che sibilano l'inno nazionale, gente che si mena per diletto, adolescenti che fanno sesso orale, benedizioni papali... di tutto di più, altro che la Rai.
 
E altro che reality show: chi se ne frega di un gruppo di debosciati che se stanno lì ad annoiarsi su un divanetto se puoi vedere il vero filmato dei dirigenti del Nuovo Psi die se le danno di santa ragione? (È notizia di ieri: qualcuno ha infilato nel sito le immagini della maxi rissa di sabato scorso all'Hotel Palatino, sotto lo sguardo esterrefatto di Gianni De Mielielis, mentre partono prima i fischi e poi gli spintoni...).
E chi se ne frega di tutte le chiacchiere sulla televisione che «fa accadere la realtà» tra mille telecamere, se gratuitamente sul tuo computerino di casa puoi accedere, ad una sorta di infinito mosaico di realtà vera, brutta o bella che sia, inventata o ricostruita che sia, a bassa o ad alta risoluzione che sia; tutto quel che vuoi, e anche molto di più. Gratis, oltretutto.
 
È che You Tube fa paura. Le autorità thailandesi - anche questa è notizia di ieri - hanno bloccato l'accesso al sito a causa dì un video ritenuto offensivo nei confronti del re Bhumibol Aduiyadej, il cui volto è stato impropriamente «coperto» da due piedi di donna, cosa considerata molto grave in quel paese... Qualcuno ha scritto che se internet è il vero volto della democrazia, You Tube è il suo non-plus-ultra. Fa paura, You Tube, anche perché si espande, ad una velocità mostruosa, gettando nel panico qualche governo, che non ama tutte queste immagini in libertà, e qualche grossa multinazionale, che percepisce questo strano nuovo concorrente come una sorta di golem della multimedialità gratuita.
 
Fondato nel febbraio del 2005 da Chad Hurley, da Steve Chen e da Jawed Karim - tre ex dipendenti della PayPal men che trentenni -You Tube è diventato in appena due anni il sito con il tasso di crescita più imponente. Nel giugno dell'anno scorso, l'azienda ha annunciato che quotidianamente vengono visualizzati circa 100 milioni di video, al ritmo di 65 mila nuovi filmati aggiunti ogni ventiquattro ore. Si valuta che il sito conta circa 20 milioni di visitatori al mese.
 
Fiutato l'affare, il più famoso motore di ricerca del mondo, Google, ha acquistato You Tube nell'ottobre scorso per 1,65 miliardi di dollari. E così fa paura, You Tube, non solo per le sue dimensioni, ma soprattutto perché qui si incontra ogni dimensione creativa immaginabile e possibile. Per la cronaca dei nostri giornali e dei tg è la Sodoma & Gomorra della scuola superiore italiana e lo specchietto di ogni nefandezza giovanile, ma in realtà You Tube è il collettore di un mondo immenso, un pozzo senza fondo di pezzi di realtà, magari deformata o dilatata o spezzettata o sovversiva, ma sempre realtà è.
 
Ignoti ragazzi che mettono in video, fruibili da ogni parte del mondo, le proprie performance musicali. Piccoli cortometraggi di fattura spesso strepitosa che fanno invidia ad alcuni dei maggiori nostri cineasti. Reperti d'archivio per appassionati e/o storici, musicali e non. Imitazioni di personalità politiche e imbarazzanti candid camera. I più bizzarri esperimenti scientifici. Frammenti del concerto di ieri sera degli Who o di Madonna o di chi volete voi. Il video (molto mosso) di Kate Moss che si fa di cocaina. Incidenti d'auto in una strada trafficata a Los Angeles.
 
Un mondo cibernetico die si espande come il big bang, insomma, in cui compaiono pure i filmati di Momo, la mitica cantautrice-perfomer lanciata da Piero Chiambretti al Dopofestival sanremese. Il suo successone su You Tube ha finito per scatenare la rabbia della Rai: era il 24 marzo, cliccavi sul video in questione («apri fondanela... chiudi fondanela»), e lo scoprivi «oscurato» con la scritta «this video is no longer available, due to a copyright claim by Rai, Radiotelevisione Italiana Spa» (in parole povere: a Viale Mazzini vogliono i diritti).
 
Tra i tormentoni, ci limitiamo a segnalare lo straordinario «Coca Mentos Experiment»: si tratta di un'infinità di filmati con gente che mostra quel che succede se infili una caramella Mentos dentro una bottiglia di Coca Cola Light. E quel che succede è, a dir poco, sorprendente, inquietante. Satanico, forse. Ma non è colpa di You Tube.
 
Roberto Brunelli
per "L'Unità"

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