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Direttiva sui media audiovisivi non recepita da 23 Stati tra cui Italia

• 4 min lettura
Fonte: Digital-News (com.stampa) | Condividi 📲

Direttiva sui media audiovisivi non recepita da 23 Stati tra cui ItaliaLa Commissione europea ha avviato in data odierna procedure di infrazione nei confronti di 23 Stati membri e del Regno Unito per la mancata attuazione delle nuove norme che disciplinano il coordinamento dei media audiovisivi a livello dell'UE, sia per quanto riguarda le trasmissioni televisive tradizionali che i servizi a richiesta e le piattaforme per la condivisione di video. Obiettivo delle nuove norme dell'UE è creare un quadro normativo adatto all'era digitale, che serva a plasmare un panorama audiovisivo più sicuro, equo e diversificato. Queste norme offrono una protezione maggiore agli utenti, con particolare attenzione alla sicurezza delle categorie più vulnerabili, come i minori, estendono le norme in materia di incitamento all'odio anche alle piattaforme di condivisione di video e promuovono la diversità culturale dei media audiovisivi, introducendo per la prima volta nuovi requisiti di indipendenza per le autorità nazionali di regolamentazione dei media e salvaguardando il pluralismo dei media.

Sebbene il termine per il recepimento negli ordinamenti nazionali della direttiva rivista sui servizi di media audiovisivi fosse fissato al 19 settembre 2020, solo la Danimarca, i Paesi Bassi, la Svezia e l'Ungheria hanno notificato le misure di recepimento e confermato la completezza della notifica.

La Commissione ha di conseguenza inviato lettere di costituzione in mora a Belgio, Bulgaria, Cechia, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Austria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia, Finlandia e Regno Unito, per invitarli a fornire maggiori informazioni. I paesi in questione hanno a disposizione due mesi per rispondere.

Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva per Un'Europa pronta per l'era digitale, ha dichiarato: "Il nostro obiettivo è garantire condizioni di parità per tutti gli operatori del settore dei media e proteggere più efficacemente i bambini e i consumatori nell'accesso ai contenuti audiovisivi. Ma puntiamo anche ad aumentare la varietà dell'offerta sulle piattaforme di video a richiesta e a plasmare un panorama audiovisivo più equo. È per questo motivo che abbiamo stabilito norme comuni. La direttiva sui servizi di media audiovisivi merita tutti i nostri sforzi collettivi e rappresenta un traguardo importante per la promozione della diversità culturale dei servizi di media audiovisivi."

Secondo VÄ›ra Jourová, Vicepresidente per i Valori e la trasparenza: "È giunto il momento che tutti gli Stati membri recepiscano le norme in maniera adeguata. La direttiva rivista sui servizi di media audiovisivi costituisce un atto legislativo fondamentale per il pluralismo dei media, che rafforza l'indipendenza delle autorità di regolamentazione dei media e promuove la trasparenza della proprietà dei media e l'alfabetizzazione mediatica."

Anche il Commissario per il Mercato interno, Thierry Breton, si è espresso al riguardo: "Due anni fa abbiamo concordato collettivamente, insieme agli Stati membri, un aggiornamento delle norme dell'UE in materia di contenuti audiovisivi. Le nuove norme proteggono più efficacemente tutti gli utenti, e soprattutto le categorie più vulnerabili come i minori, promuovono la diversità culturale e preservano il pluralismo dei media, ma hanno efficacia soltanto se vengono attuate. Invito pertanto gli Stati membri ad applicare le nuove norme senza indugi per garantire un ambiente online più sicuro, equo e diversificato."

Contesto

L'attuale direttiva dell'UE sui servizi di media audiovisivi disciplina il coordinamento delle normative nazionali sui servizi di media audiovisivi a livello dell'UE, sia per quanto riguarda le trasmissioni televisive tradizionali che i servizi a richiesta e le piattaforme per la condivisione di video. Il panorama dei media è però cambiato radicalmente in meno di un decennio. Milioni di europei, specialmente giovani, fruiscono di contenuti online, a richiesta e su diversi dispositivi mobili. Considerati questi nuovi sviluppi, nel maggio 2016 la Commissione ha proposto una revisione della direttiva sui servizi di media audiovisivi che prevedeva un nuovo approccio alle piattaforme di diffusione di contenuti audiovisivi online. Nel giugno 2018 il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto un accordo politico sulle norme rivedute, che sono state poi adottate dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell'Unione europea nel novembre 2018.

Obiettivo principale della direttiva è dare vita a un mercato unico europeo dei servizi di media audiovisivi e garantirne il corretto funzionamento, contribuendo nel contempo alla promozione della diversità culturale, offrendo un adeguato livello di protezione ai consumatori e preservando il pluralismo dei media.

Gli Stati membri avevano a disposizione 21 mesi per recepire la direttiva in questione nei rispettivi ordinamenti nazionali. Per garantire l'attuazione tempestiva delle nuove norme, negli ultimi anni la Commissione ha sostenuto le autorità degli Stati membri nel recepimento della direttiva sui media audiovisivi, anche attraverso il comitato di contatto e il gruppo dei regolatori europei per i servizi di media audiovisivi (ERGA). La Commissione ha anche pubblicato orientamenti sulle opere europee e sulle piattaforme per la condivisione di video.

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