Il direttore di Sky Sport analizza il boom di audience
guidato da Jannik Sinner,
difende la credibilità giornalistica e spiega come la Pay TV
e i canali in chiaro possano convivere valorizzando il tennis nazionale.
L'analisi di Federico Ferri nella sua intervista ad Ubaldo Scanagatta per Ubitennis tratteggia un quadro in cui il successo del tennis, guidato dalla figura di Sinner, non è solo una vittoria di audience, ma un fenomeno che eleva la qualità del dibattito sportivo e rafforza il ruolo di Sky come hub di credibilità.
L'investimento in contenuti originali e nella qualità giornalistica, come dimostrato dalla difesa di Elena Pero e dal rigore richiesto nell'analisi dei dati, rappresenta per Ferri il fondamento su cui costruire il futuro della Pay TV sportiva, in equilibrio strategico con il servizio offerto in chiaro. Se il tennis è il treno che corre, il direttore di Sky Sport ne sta gestendo la velocità con la consapevolezza che la credibilità è l'investimento che paga più di ogni altro, come se il boom improvviso di una miniera d'oro non avesse solo arricchito la regione che la ospita ma avesse anche costretto la compagnia mineraria a standard di sicurezza e trasparenza mai visti prima, elevando l'intera filiera.
Federico Ferri, direttore di Sky Sport, si trova oggi al centro di un fenomeno mediatico senza precedenti, con il tennis italiano che, trainato dalla stella di Jannik Sinner, ha raggiunto picchi di popolarità e di ascolto tali da ridefinire le gerarchie dello sport nazionale. In una conversazione che spazia dalla storia del tennis all'etica giornalistica, Ferri ha tracciato un quadro analitico e autorevole di questa ascesa, confermando che il tennis è diventato "il fenomeno dell'anno su Sky".
Nonostante la crescente ondata di interesse, il dato puntuale più clamoroso nella storia di Sky Sport resta la finale di Wimbledon 2021 tra Djokovic e Berrettini, che superò in audience persino gli incontri più recenti di Sinner. Ferri ha spiegato che questo primato è strettamente legato al contesto epocale, un giorno storico per l'Italia coincidente con la finale dell'Europeo di calcio vinta dagli Azzurri a Wembley, evento che internamente venne definito il "Wim Wem". Tuttavia, il direttore invita a focalizzarsi non sui singoli record ma sulla tendenza di lungo periodo. Ed è qui che l'impatto di Jannik Sinner si manifesta in tutta la sua forza: su un totale di dieci partite più viste nella storia di Sky Sport dedicate al tennis, cinque provengono dalla stagione in corso e nove portano il nome di Sinner, un dato che dimostra l'enorme spinta esercitata sull'intero movimento. Un elemento fondamentale nell'interpretazione di questi numeri è l'orario di trasmissione e la concorrenza con eventi come la Formula 1, con Ferri che sottolinea la necessità di interpretare i dati con consapevolezza, ricordando le lezioni di Rino Tommasi: "il computer ti dà i dati ma non capisce di tennis".
Al di là dei numeri, Ferri ha descritto l'evoluzione del rapporto con Sinner attraverso le interviste esclusive del format Oltre il tennis, momenti rari in cui il direttore si presta al ruolo di intervistatore con l'obiettivo di tirare fuori la persona e il suo modo di vedere questo sport. Ripercorrendo le quattro conversazioni, Ferri ha notato una trasformazione profonda: nella prima del 2022 a Montecarlo, Sinner era apparso più frenato e discreto, mentre nelle successive si è creato un legame professionale più solido. Ferri ha espresso grande ammirazione per il suo approccio, sottolineando come il campione attribuisca un rispetto enorme all'interlocutore e si sieda a parlare con la stessa cura con cui affronta un match. L'ultima intervista realizzata prima delle ATP Finals 2025 di Torino, premiata da un riscontro enorme in termini di ascolto e visualizzazioni digitali, ha rivelato una maturità espressiva sorprendente, con una capacità di raccontarsi e una naturalezza che Ferri ha definito preziosa. Il direttore ha lodato anche il comportamento generale dei tennisti italiani, sostenendo che soprattutto Sinner stia guidando "una rivoluzione nella cultura sportiva".
Analizzando il panorama italiano, Ferri ha ammesso che la differenza maggiore negli ascolti è oggi tra Sinner e tutto il resto, pur riconoscendo l'impatto dei successi di Jasmine Paolini, capace di generare dati significativi e funzionare bene su Sky con numeri compatibili a quelli di Musetti, oltre a trainare gli speciali documentari a lei dedicati. L'importanza del tennis nell'offerta Sky è tale che il tempo speso dagli abbonati su questo sport è paragonabile a quello di Sky Sport 24, il canale all-news sportivo.
Da direttore, Ferri ha affrontato anche il tema dell'etica giornalistica e delle critiche spesso rivolte ai professionisti sui social. In merito agli attacchi contro Elena Pero, accusata da alcuni di tifare gli avversari di Sinner, Ferri ha liquidato duramente questi atteggiamenti, definendo tali utenti "imbecilli" e difendendo con forza la sua collaboratrice, che considera una delle migliori telecroniste. Il suo stile, improntato al rispetto per gli avversari, riflette lo stesso spirito del pubblico delle ATP Finals di Torino, che ha applaudito Carlos Alcaraz. L'imperativo non è l'imparzialità, che Ferri definisce impossibile in molti casi, ma l'obiettività, che invece deve essere possibile.
Sul recente decreto legge che mira a bilanciare la presenza del tennis tra Pay TV e canali in chiaro, Ferri ha mostrato serenità, ricordando che è stata Sky stessa a scegliere una distribuzione bilanciata, con la trasmissione in differita su TV8 di tornei come Vienna e Parigi o della finale di Wimbledon. La Pay TV, ha ricordato, ha avuto il merito di mantenere vivo uno sport che senza italiani competitivi non trovava spazio, sottolineando che la compatibilità è possibile purché venga rispettato chi investe nei diritti.
Ferri ha delineato la sua visione strategica per Sky Sport, riassunta nel concetto di "casa dello sport": offrire il meglio dei grandi eventi e un'informazione quotidiana di riferimento. L'investimento più importante resta la credibilità. Pur partendo dal motto "per primi e senza errori", la filosofia si è evoluta, privilegiando la precisione e la qualità anche a costo di non arrivare per primi. La tendenza mostrata dal tennis, capace di reggere anche nei tre mesi di assenza di Sinner, dimostra che il fenomeno non dipende solo dal singolo atleta ma da una base di appassionati ormai consolidata. Il rinnovo dei diritti di Wimbledon, fino al 2030 è un segnale forte dell'impegno di Sky e conferma l'importanza attribuita a questo sport nell'intero ecosistema dell'offerta della Pay.
Articolo di Simone Rossi
per "Digital-News.it"
(twitter: @simone__rossi)
