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Eventi in chiaro, il nuovo decreto MIMIT ridisegna le regole ma lascia nodi irrisolti

• 4 min lettura
Fonte: Digital-News (original) | Condividi 📲

La pubblicazione in Gazzetta aggiorna la lista
degli eventi sportivi e culturali obbligatoriamente accessibili,
ma il quadro resta sospeso con definizioni datate e scadenze
che spingono gli obblighi reali oltre il decennio.

La pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della nuova lista degli eventi sportivi, ritenuti di particolare rilevanza sociale e soggetti all'obbligo di trasmissione in chiaro, segna un momento di apparente svolta nel panorama mediatico italiano. Dopo un'attesa prolungata di oltre due anni e mezzo dalla fase di consultazione iniziale, il decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) datato 8 ottobre 2025 è entrato ufficialmente in vigore, sebbene la notizia sia emersa solo in un secondo momento. Questa manovra legislativa, pur rispondendo a una crescente domanda popolare in alcune discipline, rivela ambiguità strutturali, definizioni datate e limitazioni legate ai contratti di esclusiva già in essere.

L'iter normativo ha seguito le lungaggini tipiche del sistema burocratico italiano. Nonostante l'Unione Europea avesse approvato la lista il 18 luglio 2025, sono occorsi mesi per la finalizzazione e la divulgazione. L'aggiornamento ha generato reazioni mediatiche immediate, spesso però caratterizzate da informazioni inesatte. Molti organi di stampa hanno suggerito erroneamente che la lista garantisse da subito la visione in chiaro delle finali di Jannik Sinner, quando in realtà il decreto non impone un obbligo immediato, lasciando la scelta ai broadcaster che detengono i diritti fino alla naturale scadenza degli accordi.

Il nodo principale riguarda le definizioni operative. L'Articolo 1 stabilisce i criteri affinché un evento sia considerato di interesse sociale o di grande interesse pubblico, mentre la definizione di emittente qualificata privilegia i canali lineari tradizionali come la Rai e il digitale terrestre, ignorando la fruizione tramite piattaforme OTT, servizi di streaming e canali come YouTube, completamente assenti dal testo. Questa impostazione, ripresa da bozze precedenti, è stata criticata per la sua scarsa aderenza all'evoluzione tecnologica.

Un punto cruciale riguarda la modalità di trasmissione. L'obbligo di diffusione in diretta integrale si applica solo alle partite della Nazionale italiana maschile e femminile nella Coppa del Mondo e nei Campionati Europei di Calcio. Per tutti gli altri eventi, la trasmissione può avvenire "in diretta o in differita, in forma integrale o parziale", aprendo la strada a scenari in cui un Gran Premio di Formula 1 potrebbe essere trasmesso in differita o in semplice sintesi, riducendo il valore effettivo dell'obbligo.

L'elenco aggiornato introduce novità soprattutto nel tennis, con l'ingresso delle semifinali e finali degli Internazionali BNL d'Italia, della Coppa Davis, della Billie Jean King Cup, della United Cup e degli ATP e WTA 1000 con atleti italiani. Restano però zone grigie, come l'assenza di riferimenti espliciti al doppio. Il nodo più discusso riguarda gli eventi del Grande Slam: Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open. L'Articolo 3 rinvia l'obbligo al 2030 per tre tornei e al 2031 per il Roland Garros, tutelando gli investimenti dei broadcaster e mantenendo la visione delle eventuali finali di Sinner subordinata a scelte commerciali fino alla fine del decennio.

La stesura del decreto mostra incertezze anche in altre discipline. Nel ciclismo compaiono il Giro d'Italia, il Tour de France per le tappe italiane e i Campionati Mondiali su strada, senza dettagli su categorie o tipologie di gara. Negli sport di squadra, come pallacanestro, pallanuoto e pallavolo, l'obbligo riguarda solo le semifinali e finali dei Mondiali con l'Italia in campo, escludendo competizioni seguitissime come gli Europei o la VNL. Negli sport individuali, tra cui atletica, nuoto, ginnastica e scherma, l'obbligo scatta solo per le finali dei Mondiali con atleti italiani, creando difficoltà operative dato che la qualificazione può avvenire con pochissimo anticipo. Permangono anche imprecisioni terminologiche, come l'uso generico di "ginnastica" o "pattinaggio".

Sono inclusi inoltre eventi culturali di primaria importanza come l'Eurovision Song Contest, il Festival della Musica Italiana, le prime della stagione lirica del Teatro alla Scala, del Teatro San Carlo di Napoli e il Concerto di Capodanno della Fenice di Venezia.

Il nuovo elenco rappresenta un passo avanti rispetto alla vecchia lista del 2012, rispondendo all'evoluzione del panorama sportivo e alla crescente centralità del tennis italiano. Tuttavia, lascia la sensazione di un'occasione mancata. L'assenza di definizioni chiare sulle nuove piattaforme, la possibilità di trasmissione parziale e i vincoli imposti dai contratti dei Grand Slam ne attenuano la portata. La lista sarà ora soggetta alla vigilanza dell'AGCOM, ma la reale sfida resta conciliare il diritto del pubblico a seguire eventi di valore sociale con gli investimenti dei broadcaster. La rapida evoluzione degli interessi sportivi suggerisce che la lista dovrebbe essere aggiornata con regolarità, forse ogni anno o due, per rimanere davvero aderente al contesto tecnologico e culturale italiano.

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