Camiglieri (Sky): Cinema? Da noi sostegno al settore

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Fonte: Ansa

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Sky Italia
  martedì, 08 maggio 2007
 00:00
"Sky non si è mai sottratta dal sostenere il cinema di questo Paese. Ha investito nell'ultimo anno 37 milioni nel cinema italiano e ha destinato 54 milioni di euro a produttori e distributori italiani".

Lo dice Tullio Camiglieri (direttore comunicazione e relazioni esterne SKY Italia), in relazione alle proposte per una nuova legge sul cinema, in una nota sull'impegno dell'emittente satellitare per il nostro cinema. "Il vecchio modello di finanziamento del cinema italiano ha fallito sotto tutti gli aspetti - spiega -. Lo Stato favorisca allora l'accesso al credito a tassi agevolati, promuova il cinema italiano all'estero, si adoperi perché operatori stranieri vengano ad investire nel nostro Paese, si impegni per la detassazione del lavoro delle maestranze del cinema, investa nelle scuole di formazione (l'unica esistente risale ai tempi del cinema in bianco e nero), e lasci soprattutto il mercato ad una libera contrattazione tra produttori, distributori e operatori televisivi che premi finalmente chi merita".

Si continua precisando che "Sky è da sempre favorevole ad un mercato regolato da reali logiche di libera concorrenza tra gli operatori. Suona quantomeno paradossale la richiesta di 'spoliticizzare' il cinema, se, contestualmente, si pensa di affidare questa 'rivoluzione' ad una commissione di nomina governativa che riproporrà sempre ed esclusivamente logiche politiche". Si sostiene che "la richiesta di trasmettere film al di sotto di 20 mila presenze in sala suona come un insulto non tanto a chi ha il compito di scegliere il meglio per il pubblico, quanto al pubblico stesso".

Nel comunicato si critica inoltre la tendenza a rifarsi per la nuova legge sul cinema al modello francese : "I 'tetti' massimi previsti in Francia per la trasmissione di film in tv, costringerebbero più di un network italiano a stravolgere i propri palinsesti, se non a chiudere i battenti. Se si continua a far riferimento al sistema francese solo guardando al indubbio fascino esercitato dall'ampiezza del Fus di quel paese si stravolge non solo il modello economico proposto, ma anche e soprattutto la verità dei fatti. A tutto questo si aggiunge l'idea di colpire duramente chi già investe nel cinema attraverso la cosiddetta tassa di scopo, che, come scopo, avrebbe soltanto quello di finanziare film fino ad oggi sonoramente bocciati dal mercato, costringendo gli operatori a riacquistare un prodotto che il pubblico ha già ritenuto non all'altezza".

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