Il Barcellona parte in pullman per la trasferta di Champions e, dietro il pullman, parte anche rinviato di Sky Marco Foroni a bordo di un'automobile. Dallo studio di Milano Fabio Caressa è in collegamento telefonico con Foroni, che guida da tre ore e al massimo può raccontare come l'autista prende le curve. Ma arriva il momento clou. Caressa: «Arriverete verso le 21 a Cannes, vero?». Foroni: «Sì, più o meno, considerato che si dovrà fare presumibilmente una sosta». Caressa, carognissimo, coglie al volo: «Da come lo dici sembra che anche tu voglia fare una sosta». Foroni (con voce contratta, e non solo quella): «In effetti lo spero».
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Con grande spirito di corpo, Leonardo si è fatto comunque intervistare da Mediaset nel dopogara. In settimana la notizia della presunta rescissione del contratto era partita da Carlo Pellegatti (un po' come se Minzolini annunciasse che Fini è andato con Casini e Rutelli). Ma dev'essere una mania, un mese fa a Guida al Campionato davano Leonardo al Real Madrid dalla prossima stagione.
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Più o meno da quelle parti, semplicemente commovente in settimana l'ospitalità continua riservata al mattino in tv da Belpietro a Luciano Moggi, lasciato libero e scatenato manco avesse una carta telefonica svizzera al posto del microfono.
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Varriale: «Come finirà il derby di Roma?». Mihajlovic: «Non me ne fregami bel nulla». (Rai due)
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«Sono andata a Barcellona ad annusare gli odori e gli umori della squadra» (Simona Ventura, Quelli che il calcio).
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«L'azione è partita da Guttuso» (Aldo Biscardi).
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Fabio Caressa commenta il gol di Maicon e si fa trascinare: «E questo è niente, il suo gol più bello lo fece una volta dopo sette palleggi, sette tocchi senza toccare la palla». (Sky).
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Simona Ventura: «Ti chiamano Razzo perché vai forte?». Razzoli: «Beh, anche perché mi chiamo Razzoli» (Ventura e Razzoli oscurano definitivamente i fratelli De Rege).
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Post Samp-Milam, su Sky, Alessandro Alciato tenta una mossa spericolata su Leonardo: «Beh, adesso però le cose potranno andar meglio senza avere la pressione della parola scudetto». Leonardo lo ha guardato un po' così.
Antonio Dipollina
per "La Repubblica"